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domenica 19 luglio 2026

Casotto [Sergio Citti, 1977]



DOV’ E’ IL PROGRESSO ?

Luce elettrica
un sogno a Platì

La modesta "centrale,, del luogo, come in

tutte le estati, ha smesso di funzionare

 

Platì, 9 luglio

(M. F.) Da diversi giorni si è verificato quello che ognuno si aspettava. La luce elettrica non funziona più a causa della siccità del torrente Ciancio, che nei mesi invernali alimenta su una delle sue sponde una modesta turbina collegata ad un ancor più modesto generatore di energia elettrica racchiusi in un casotto in muratura che molti amano definire pomposamente «Centrale Elettrica».
Questa cosiddetta «centrale elettrica», dunque, ha smesso di funzionare, come del resto fa abitualmente nei mesi d'estate, l’erogazione di energia elettrica durante il giorno va e viene a periodi alterni, e durante la notte forse pure. Diciamo «foibe», perché comunque la tensione dell'energia durante le ore notturne che sono quelle di maggior carico, è così insoddisfacente, che molti adottano ufficialmente le lucerne a pendio, per evitare di rodercisi il fegato.
Ci sono gli ottimisti che aspettano al buio nei periodi in cui non c’è corrente nell’attesa spasmodica del... periodo luminoso, e nel frattempo si limitano tutt’al più di accendere decine e decine di … moccoli ai responsabili della grave situazione del nostro centro.
All'inizio dell'estate si parlava di trattative che avrebbero portato ad allacciare il nostro centro con la rete elettrica della Società Meridionale Elettrica; ma dell'esito di queste famose trattative ancora non si sa niente di niente. Quello, invece, che si sa con certezza, è che anche questa estate, e il successivo inverno, passeranno senza che il problema della luce venga risolto. A volere essere ottimisti, naturalmente. Nel caso contrario, ancora potremmo rassegnarci a passare degli anni sempre nelle stesse condizioni. E un'altra cosa è ancora certa: Che una buona metà dei cittadini, (quella che il problema lo «sente»), ne ha già le tasche piene.
Chi sarà il «Deus ex machina» che verrà a sollevarci da cui questo abbrutimento?
(Michele Fera)
GAZZETTA DEL SUD, 10 LUGLIO 1956

Il testo riportato è del nostro corrispondente Michele Fera di Rosario che, nel suo solito modo sfuggente, sembra far risalire la colpa del disservizio al povero, d'acque, Ciancio e al proprietario della piccola Centrale Elettrica platiese. Di questo servizio erogato per cura di Don Ferdinando Zappia il Fera non dice chi pagava, se il Comune o i singoli cittadini connessi, per usare una terminologia corrente. Lo stesso Fera non è mai stato un poeta, per chi in quegli anni viveva, da infante o adulto, si era solito assistere, nei giorni estivi, all’apparizione delle lucciole che, proprio per la scarsa illuminazione, mappavano il paese.

Sullo stesso tema:

https://iloveplati.blogspot.com/2022/07/piccola-posta-di-steno-1955.html

https://iloveplati.blogspot.com/2020/11/la-statua-errante-di-fritz-lang-1920.html 

https://iloveplati.blogspot.com/2021/05/le-stelle-non-hanno-padroni-di.html

In apertura la storica Cabina, nel testo casotto, situata sull'argine del Ciancio.





 

giovedì 16 luglio 2026

Ti presento i miei - director cut

"All facts, even mean ones, are incandescent". Susan Sontag, 1978


La famiglia Gliozzi dal 1800 in poi

Da questa data si ricorda il nome di due fratelli Carlo e Vincenzo = Carlo ebbe due figli – Giuseppe e Francesco fu padre a Giuseppe che morì alla casetta * = Ferdinando padre dei viventi Francesco Antonio, Giuseppe e Pasquale = Maria Antonia madre a Mittiga Arcip. Francesco, Giovanna e Angiolamaria = Elisabetta madre al fu Giuseppe = Francesco = Vincenza = Michele = Luigi = Filippo = Carlo Carmelo = e della vivente Maria. L’altro fratello Giuseppe figlio di Carlo =  fu padre = di Filippo Arciprete che morì a Natile il 18 marzo 1888 = di Maria = Serafina moglie di Zappia Francesco fu Francesco alia murugnuri =  Elisabetta madre a Filippo Arcuri di Bovalino = e Domenico padre = dei nove germani sopradetti figli di Elisabetta =
Da questi figli = Giuseppe ebbe quattro figli Domenico che morì in America = Filippo e Francesco trovasi in America ed Elisabetta = Vincenzo senza prole = Michele padre ad Elisabetta e Michelina = Luigi padre a Giulio e Cesare che sono in America = e Amalia = Filippo padre a Francesco che trovasi in America e Pasquale a Piminoro _ Carlo e Carmelo che sono dispersi in America Maria vive.
Ora da Francesco Gliozzi fu Domenico nato il 1844 morì il 1909 = con la consorte Fera Rosa fu Giuseppe = nacquero sei figli di cui sono viventi Serafina maritata a Zappia Filippo Antonio fu Pasquale nata 1877= Ernesto Arciprete nato 1883 = 
e lo scrivente Luigi nato 1880

(1) * Probabilmente il nonno intendeva il casino in contrada Margherita. Incredibile solo oggi scopro che lo stesso nonno aveva altri tre germani oltre i citati zia Serafina e zio Ernesto, di essi conoscevo soltanto il primogenito Filippo.

 Una versione aggiornata era apparsa di già qui:


 

sabato 11 luglio 2026

Festa di luglio [Christopher Menaul, 1995]

Afa di luglio. Il canto che non varia
delle cicale; il ciel tutto turchino ...
Camillo Sbarbaro (1888 - 1967)



Pesca di anguille

nel fiume Ciancio

Platì, 12 luglio

(M. F ) - Favorite dal fortissimo caldo le numerose battute di caccia alle anguille organizzate in questi giorni nel fiume Ciancio del nostro centro, hanno avuto esiti imprevedibili nella sola giornata di domenica sono state catturate complessivamente 30 chilogrammi del saporitissimo pesce. 

Rinvenuta una bomba

Platì, 12 luglio

(M. F.) — Il nostro concittadino signor Vittorio Portolesi, mentre era intento ad una escursione subacquea presso la spiaggia di Bovalino, scopriva seminterrata sul fondo una grossa bomba d'aereo inesplosa. Della scoperta il Portolesi informava la locale stazione Carabinieri.

Danneggiato da vandali

il ponte di Senoli

Plati, 12 luglio

(M.F.) Ignoti vandali hanno asportato da una delle spallette del ponte di cemento armato costruito recentemente sulla strada di Senoli un grosso pezzo di tubo d'acciaio che aveva le funzioni di passamano.

Michele Fera

GAZZETTA DEL SUD, 13 LUGLIO 1957










domenica 5 luglio 2026

Il molto onorevole ministro [di Mervyn LeRoy, 1961] Video Reup

... and there is no story of Platì or of a "platiese" that can be told by other blood.


La visita del ministro Grassby a Platì
al ministro Grassby ed al suo seguito
festose e cordiali accoglienze di autorità e popolazioni

I platiesi, sin dall'inizio del secolo scorso, hanno conosciuto la via dell'emigrazione: sono andati nei Paesi di tutto il mondo e lì, grazie alla loro iniziativa ed al loro attaccamento al lavoro, si sono spesso affermati
portando nei luoghi di nuova residenza lo spirito e l'impronta del carattere calabrese.
Perciò, il tre febbraio 1974 le popolazioni di Platì hanno vissuto una giornata di attiva solidarietà, di ideale collegamento con i fratelli d'oltre Oceano: l'On. le A.J. Grassby, ministro per l'immigrazione del Governo australiano, in occasione di una sua visita ufficiale al Governo italiano, è stato ospite graditissimo di Platì.
L’illustre ospite ha voluto direttamente conoscere il Paese di origine dl migliaia dl cittadini, immigrati od oriundi, che popolano diverse cittadine australiane, particolarmente Griffith e l'intera Riverina. Assieme alla Sua gentile consorte, lo ha accompagnato Pietro Callipari, ritornato a Platì dopo 26 anni di assenza, uno dei tanti platiesi che hanno, con la loro energia ed attività, contribuito allo sviluppo economico e sociale della Australia. Calde ed affettuose sono state le accoglienze delle popolazioni di Platì, dei suoi lavoratori, dei giovani, degli scolari; l’amministrazione comunale interpretando fedelmente la volontà popolare, ha fatto di tutto per accogliere il rappresentante del Governo australiano con generosa ospitalità.
Alle porte dell'abitato, affollato di cittadini e di autorità convenute da tutta la provincia di Reggio Calabria, era ad attendere l'illustre Ospite un complesso bandistico: al suono degli inni nazionali australiano ed italiano, il ministro Grassby, la sua consorte ed il seguito, sono stati accompagnati nella sede del palazzo Municipale dove il sindaco On. le Francesco Catanzariti gli ha consegnato, tra gli applausi dei presenti, la chiave d'oro della città.
Dopo la presentazione delle Autorità provinciali e regionali, il vice sindaco Francesco Prestia ha letto il messaggio inviato dall'On. le Luigi Granelli, sottosegretario di Stato per gli affari esteri; successivamente I’assessore comunale, Nicola Sergi, ha letto la motivazione con cui il Consiglio comunale di Platì, riunito in sessione straordinaria, ha conferito all'On. le Grassby, la cittadinanza onoraria.
Il discorso di benvenuto è stato fatto dal sindaco On. le Francesco Catanzariti; infine, l'On. le Grassby ha ringraziato, visibilmente commosso, porgendo i saluti del Governo, del popolo australiano e suoi personali.
Il ministro Grassby, prima di lasciare Platì per raggiungere la vicina cittadina di Locri, famosa per i suoi interessanti reperti archeologici della Magna Grecia, si è lungamente intrattenuto con i platiesi e con le numerose delegazioni degli altri Comuni calabresi.
Numerosi messaggi sono stati inviati a parenti o ad amici residenti in Australia con nastri registrati.
Il saluto di arrivederci è stato, infine, porto all'illustre Ospite nella colazione offerta dall’amministrazione comunale a Locri nei saloni dell'Hotel Demaco.
Luigi Mandarano 
segretario capo del comune di Platì

The «Platieses» (people from Platì), ever since the beginning of this century, have known the way of emigration to all countries all over the world and, thanks to their initiatives and devotion to their work, have proven their worth bringing to the places of new residence the spirit and mark of the Calabrian character. 
For this reason, the third of February, 1974 the population of Platì lived a day of active solidarity, of ideal junction with their countrymen overseas. Hon. A. J. Grassby, Minister of lmmigration of the Australian Government was a most welcome Guest of Platì.
The distinguished guest wanted to visit the town of origin of thousands of citizens, immigrants and their descendants that populate several Australian towns, particularly Griffith and the entire Riverina. He was accompanied by his gracious wife and by Pietro Callipari, who returned to Platì after 26 years of absence being one of the many «Platiesi» that have contributed to the social and economic development of Australia with their energies and activities.
The Minister received a warm welcome by the people of Platì, by its workers, by its students and children. The Municipal Administration of Platì, faithfully interpreting the wish of the people, did all they could to welcome the Representative of the Australian Government with wholehearted hospitality. At the entrance of town, full of people and Authorities present from all over the province of Reggio Calabria, a musical band met the eminent Guest playing both the Australian and Italian anthems while Minister Grassby, his wife and retinue were taken to the Municipality where the Mayor, Hon. Francesco Catanzariti, handed over to him the town's golden key, amid applauses.
After the introduction to the provincial and regional Authorities, Vice Mayor Francesco Prestia read the message sent by Hon. Luigi Granelli, Undersecretary of State to the Italian Foreign Office. Hence the Muncipal Alderman Nicola Sergi read the Statement of Reasons for which the town council, gathered in an extraordinary session, conferred the Honorary Citizenship to Hon. Grassby. The welcome speech was delivered by Hon. Francesco Catanzariti. At the end Hon. Grassby, clearly moved, thanked all, giving 
his personal regards and the regards of the Government and people of Australia.
Minister Grassby, before leaving Platì to reach the near town of Locri, famous for its interesting archaeological findings from «Magna Graecia» (Great Greece), spent time talking to «Platiesi» and to delegations from other Calabrian Towns. 
Plenty of messages were recorded for relatives and friends residing in Australia. 
At the end the «goodbye» greetings have been addressed to the illustrious Guest during a dinner offered by Platì's Municipal Administration at Demaco Hotel in Locri.

Luigi Mandarano
Chief Secretary to the Commune of Plati


 IL CONSIGLIO COMUNALE DI PLATI’

Sindaco: On. le Francesco CATANZARITI
Vice-sindaco: Francesco PRESTIA
Assessori effettivi:
Francesco AGOSTINO, Domenico IEROPOLI, Nicola SERGI
Assessori supplenti: Domenico CATANZARITI, Giuseppe LENTINI
Consigliati di maggioranza: Rocco Antonio AGOSTINO, Giuseppe BARBARO, Francesco CARBONE, Antonio COSENZA, Michele CREA, Bruno Antonio MEDIATI, Francesco MUSITANO, Domenico PERRE, Giuseppe ZAPPIA
Consiglieri di minoranza: Biagio CARBONE, Antonio MICELI, Bruno REITANO, Emilio RIZZO

Testo contenuto nella pubblicazione edita dal Comune di Platì in occasione della visita del ministro Mr Grassby avvenuta il 1° febbraio 1974.
La pubblicazione è conservata presso la Biblioteca Comunale “Pietro De Nava” di Reggio Calabria




 

giovedì 21 maggio 2026

All'ultimo voto [David Gordon Green, 2015]





Aperta la campagna

elettorale a Platì

Platì, 4 maggio

(M.F.)  - Ha aperto la campagna elettorale per lo scudo crociato il dottor Cangemi che ha pronunciato un bellissimo discorso.
La piazza Marconi era gremita fino all’inverosimile. E l’uditorio è stato evidentemente soddisfatto della circostanza che l’oratore non è stato prolisso e non si è servito di vaniloqui demagogici, per il suo successo, ma di dati di fatto. 


Cirella di Platì

non voterà

Platì, 4 maggio

(M.F.)  - Cirella di Platì che per le prossime elezioni amministrative doveva votare a liste separate, per la elezione di sei consiglieri da aggiungere ai quattordici del capoluogo ha manifestato l’intenzione di non votare, e non ha pertanto presentato nessuna lista. I motivi della decisione, come abbiamo pubblicato, pare siano da ricercarsi nella mancata costruzione di una rotabile che doveva congiungere Cirella al capoluogo, e nella stessa separazione … politica della frazione dal nostro centro.
Per la cronaca, la frazione di Cirella, anche durante le elezioni politiche del 1948 si astenne dal voto
(M.F.)  Michele [Michelangelo] Fera
GAZZETTA DEL SUD, 5 maggio 1956


 

domenica 17 maggio 2026

C'era una volta un commissario... [Georges Lautner, 1971]

 


9 Luglio 1936 – XIV

Oggetto: Comunicazione di nomina

Ill. /mo Sig. Gliozzi Luigi fu Francesco

                              Platì

 

   Comunicasi che giusta delibera N° 6 del 20/2/1936 approvata dalla R. Prefettura di Reggio Calabria il 1 Luglio corrente anno al N° 20090 Div. 2^ la S. V. è stata nominata quale componente della commissione di prima istanza per le imposte e tasse locali per il biennio 1936 – 1937.

                                                                                                                     

                                                                                                          Il Podestà

                                                                                                            F Perone


venerdì 8 maggio 2026

L'Opera al Nero [André Delvaux, 1988]


 "Ipse Ignoro. I catasti onciari della Motta Platì 1742–1754" è un'opera storica curata da Luigi Mittiga e pubblicata da Di Nicolò Edizioni (2026), che trascrive integralmente i documenti fiscali dell'Archivio di Stato di Napoli relativi a Platì. Il lavoro, suddiviso in due volumi, approfondisce l'analisi dei beni e la struttura sociale del territorio calabrese.

Dettagli dell'Opera

  • Contenuto: Analisi dettagliata dei Catasti Onciari (1742-1754), che includono dati anagrafici, beni mobili/immobili e industrie.
  • Curatore: Luigi Mittiga.
  • Editore: Di Nicolò Edizioni.
  • Volumi: Disponibili due volumi, con il secondo uscito a Marzo 2026, spesso in offerta combinata.
  • Acquisto: Acquistabile sul sito dell'editore Di Nicolò Edizioni, su IBS e Librerie.coop. A Platì presso la tabaccheria Gelsomino Barbaro, a Bovalino presso Mondadori Point e l'edicola/tabaccheria Cataldo in via XXIV maggio. A Siderno presso Mondadori Bookstore.

I volumi sono definiti un'opera monumentale per la comprensione storica del territorio di Platì e delle sue risorse, come evidenziato dalle presentazioni di Arduino Maiuri e Peppe Terranova.

Anonimo Imperscrutabile, 8 maggio 2026

 


 

mercoledì 6 maggio 2026

UNICO TESTIMONE [Harold Becker, 2001]

"I libri addensano l’anima e qualche volta cambiano la vita". 

Il testimone necessario

Archivi e biblioteche sono luoghi sacrali, che aiutano a far crescere le persone e a migliorarle quando la complessità della vita si accorda con la vocazione.  I libri addensano l’anima e qualche volta cambiano la vita. Diventano uno spazio di agio ramificato all’interno, dove provare a vivere meglio, combinando vissuti e desideri, richiamando quello che non conosciamo abbastanza per poterne parlare, presenze di oggetti antichi che si sovrappongono al presente e che riflettono l’opaco di questi tempi senza domande. Intorno  malleabili adattati e accomodati al disagio camminano nel mezzo del vivere da cui a volte si riesce a non venire sopraffatti, di cui non sempre si rintraccia un senso, soprattutto se si guarda da orizzonti ampi e solitari, unico luogo dove si può provare a sublimare la depressività, dove dimenticare la norma dei rapporti sociali e dove si può provare a sentirsi, se possibile dimenticarsi.

Fluttuazioni dell’onnipotenza e del rifiuto, del possibile e del negare avvertendo che, seppur pericoloso scrivere è necessario, e con il lavoro solitario percepire che i fantasmi non sono più estranei. Ho sempre avuto l’impressione che Luigi lavori sull’orlo di una mancanza; da solo, proiettato verso un indefinito che si intreccia con un’origine, consapevole della possibilità di non trovarla, ma che senza questa inquietudine non si può che svuotarsi. Cosi continua sfiorando l’incolmabile sull’abrasiva questione del significato. Il resto è conseguenza mettendo in conto che desiderare include la consapevolezza di non trovare, la certezza di non concludere.

I suoi libri rispondono a questo, sono traccia e segno del suo personale tentativo di essere, e nel colmare che la vita vera esige che possa scrivere tutti quelli che gli sono necessari.

Peppe Terranova, agosto 2025

Il testo originale si trova in 
IPSE IGNORO I CATASTI ONCIARI DELLA MOTTA PLATI' VOL. 2 °, di nicolò ed. 2026
 

mercoledì 7 gennaio 2026

Le vite degli altri [Florian Henckel von Donnersmarck, 2006]



Il documento trascritto, un contratto in prossimità di un matrimonio onde agevolare le condizioni del futuro di lei consorte era già stato proposto qui:

https://iloveplati.blogspot.com/2015/11/contratto-di-matrimonio-reg-krzysztof.html

A seguito di una rilettura più attenta mi è parso necessario approfondire l’aspetto biografico degli attori che vi compaiono e gli accadimenti ad essi connessi .

Il contratto risale a venti giorni prima la celebrazione delle nozze tra don Diego Gaetano Caridi di Tresilico, allora Comune autonomo oggi frazione di Oppido Mamertina e donna Maria Antonia Mittiga di Platì. Lo stesso giorno della ratifica del contratto in casa della futura sposa, all’Ariella, avvennero le pubblicazioni nelle Case Comunali di Platì e Tresilico. Le affissioni andarono avanti ritualmente per tre domeniche consecutive: il dodici, il diciassette, il venticinque di marzo per concludersi con la cerimonia nuziale il trentuno dello stesso mese dell’anno 1876. Il matrimonio venne sancito dal Consigliere anziano Domenico Fera in casa della sposa per aver quest’ultima certificato un fisico impedimento per recarsi alla Casa Comunale. L’atto ecclesiastico non specifica la sede della funzione religiosa che, allora, consisteva in un rito molto semplice comprendente la benedizione degli anelli, lo scambio degli stessi, le firme sul registro parrocchiale, la benedizione finale. A firmare in qualità di testimoni sono Francesco Zappia, Francesco Gliozzi [di Domenico], lui conservò il documento trascritto, Filippo Zappia [fu Rosario] e Carlo Antonio Zappia. La nuova coppia lasciò ben presto Platì e si stabilì in Tresilico.

Don Diego Gaetano Francesco Caridi, industriante, era nativo di Oppido Mamertina. Il padre si chiamava Consolato, la madre Vincenza Demaria. In quell’anno 1876 di anni ne aveva 63.  Ha due eredi nati dal primo matrimonio, Gerardo e Vincenzo. A Tresilico possiede una casa sita in strada San Giacomo, numero trentasette composta di due bassi, due stanze ed uno stanzino al primo piano, ed una stanza cucina al secondo; un fondo rustico in contrada Rosario o Petrara, di natura agrumi, fichi, olivi, e terra aratoria, una macchina oleosa. Don Diego Gaetano veniva a mancare in Tresilico il 9 marzo 1879 assistito da Maria Antonia.

La storia di Maria Antonia è più intrigante, per usare un termine di tendenza. Era nata il 24 maggio 1826 da Domenico e Demarco Rachele. Aveva un unico fratello, Giuseppe Gregorio, nato il 25 marzo 1835. Domenico Antonio Nicola il padre, di condizione Civile era figlio di Ferdinando Mittiga e Giulia Leuzzi ed era nato il 1° aprile 1790. Maria Antonia aveva avuto un precedente matrimonio con (notate il caso) Ferdinando Mittiga di Giuseppe e Rosaria Zirilli, nozze che avvennero il 2 di luglio del 1861. Quest’ultimo Ferdinando, mancando i Registri di quell’anno non si può dedurre da dove provenisse, quando avvenne il matrimonio aveva 32 anni, mentre Maria Antonia di anni ne aveva 35. Maria Antonia è sarta nell’atto di morte del primo marito Ferdinando, avvenuta il 20 giugno del 1866, tessitrice nelle pubblicazioni del 1876. A Platì possiede un orto sito in Contrada San Pasquale, alla stessa pervenuto per eredità paterna, di natura agrumi, gelsi, fichidindia, ed altri da frutta e una casa palaziata sita rione o strada Pietrangela, composta di una stanza al primo piano, ed una stanza ed una cucina al secondo.

Di Maria Antonia le tracce si perdono dall’avvenuta morte del secondo marito, Diego Gaetano. Nei Registri di Tresilico non è ricordata, i Registri di Platì presentano vuoti disastrosi tra gli anni.

Ecco ora tutti i Ferdinando Mittiga di Platì, Caci è in grassetto

Mittica Ferdinando di Domenico - Meladoni Giuseppa 1818
Mittica Ferdinando di Francesco - Roy Dorotea 1826
Mittica Ferdinando Domenico di Giovanni - Zappia Carmela 1828
Mittica Ferdinando di Domenico - Morabito Angiola 1853
Mittica Ferdinando di Michele - Zappia Clementina 1849
Mittiga Ferdinando Leopold di Domenico Pasquale - Cosenza Giuseppa 1933 
Ascendono tutti a Michele Mittica e Brigida Brizzi, nati intorno al 1724. 
Ferdinando il marito di Giulia Leuzzi, nonchè nonno di Caci, secondo lo zio Ernesto il giovane era nato intorno al 1760.

Per approfondire la storia di Caci c’è il forever young libro di 

Michele Papalia, Caci il brigante, Leonida Ed. 2016

Per i Mittica, come per altro ancora, vale 

IPSE IGNORO I catasti onciari della Motta Platì, Di Nicolò Ed., 2025

Un contributo inatteso dell'Intelligenza Artificiale

In apertura alcuni Mittiga molto vicini a me come agli elencati che precedono, segue il contratto citato in originale.








 

martedì 30 dicembre 2025

Star Wars [George Lucas, 1977]

del cor mio i palpiti 

Francesco Portolesi


 

EPISTOLA QUARTA

                                                                      AL MAESTRO ROSARIO FERA
                                                                                        COMMISSARIO IN PLATÌ
  Ahi! maestro insigne!
  Pessimo giuoco avete fatto alla vostra causa, affidandovi, nel rispondermi, alla imbecille firma del gerente responsabile.
  Mascherina ti conosco!
  E’ tutto dire a Platì, la feccia e il trivio, la depravazione e la suburra.
  Per costui adatto a me i versi del poeta immortale: «Non ti curar di lui ma sputa e passa». E sputo e passo!
  E vengo a voi, maestro Fera, chiedendo venia, agli amici che mi seguono, se mi sia un tantino distratto con Domenico Campi e C. i. Una battuta di attesa quella mia e una necessaria chiarificazione per chi vive lontano dal delizioso vostro Comune.
  Dicevo, dunque, pessimo giuoco il vostro quello di accozzare alla meno peggio quattro periodoni ormai fatti e rifatti e mandare fuor la panacea a firma d’un disgraziato che, senza badarci, rischia di fare le spese per tutti.
  Ed è indegno, indegno assai, per un maestro elementare e più per un avvocato del vostro valore, che altri firmi una certa difesa da voi compilata ad esclusivo vostro uso e consumo.
  È indecoroso, e quanto, per un fascista tutto fede, e peggio, per un segretario politico tutto ardore, il servirsi del più abietto e del più vile rettile umano, ex disertore e per giunta, onde parare i colpi che l’avversario, da voi tirato in lizza - nella illusione che fosse un vigliacco – magistralmente si appioppa sul mal fermo groppone.
   E’ nauseante poi addirittura che un funzionario, dallo sguardo diritto, e  dal cipiglio fiero, scriva la sua difesa e la mandi poi in giro – nella speranza di non essere scoperto - con la firma d’un proprio dipendente e salariato, sia esso il tesoriere provvisorio del Comune o l’appaltatore del dazio o l’accalappiatore di cani.
  E’ triste, triste, triste.
  Di fronte a tanta volgarità di finzione e a tale miseria di animi, sento ingigantire me stesso; sentomi sollevato di mille e mille cubiti, mentre il disprezzo e la pietà mi tiene.
 Oh! no, non credevo dovesse cosi melanconicamente la lotta che il mio rivale - baldanzoso e spavaldo - aveva fatto intendere gigantesca; egli che si figurava come un titano della penna, mentre nascondeva nella molle arena del circo i piedi di argilla e cautamente celava sotto la maglia dello schermitore la viltà del suo cuore meschino.
  E‘ triste, triste assai!

  Né il vano gracidare mi tange.
  Che io abbia rubato nella gestione annonaria del Comune per lire trecentomila lo avete detto financo alle pietre. E’ da dieci mesi che lo predicate al minuscolo gregge ed è mille e mille volte che lo ripetete nelle vostre scritta.
  Ed io vi ho risposto di già nella mia prima epistola, che fingete di non aver letta. Né credo di dovermi ripetere, ma ad essa vi rimando.
  Pensate forse che io infilzi vocaboli a vocaboli per il gusto matto di riempir delle pagine? No, maestro, le mie parole hanno tutte un nesso e tutte vi sono artatamente  poste.
  Siete voi, che, al costo di serii o lievi argomenti, da opporre alle mie  rivelazioni, girate al largo con la solita tiritera rivolgendomi delle parole più o meno biliose, che tradiscono la vostra interna ambascia; siete voi, che scioccamente pensaste di potermi distrarre dalla diritta méta, offrendomi a bersaglio — lurido cencio umano — il gerente responsabile.
  Né capisco a che pro avete stampata la filatessa del 28 febbraio u. s., a me dai qualche giorno pervenuta. Con essa né mi attaccate, né vi difendete. Immaginate forse di avermi demolito col dire che sono un ex prete? Collega a Paolo di Tarso, no: per amore del cielo non dite simili corbellerie!
  A me certo non potranno rinfacciarsi le metamorfosi della vostra brillante carriera.
  Ricordo brevemente.
  Foste, come me, chierico, uscito dal seminario, vi ascriveste — facile passaggio - al partito massone e ne seguiste per qualche tempo il rito, mostrandovi entusiasta e fido gregario. Poi il sole dell’avvenire vi attrasse nelle sue smaglianti spire e sognaste chi sa quale dolce miraggio di ricchezza e di benessere, finché un giorno mons. Migliaccio non venne a Plati per impiantarvi una sezione del partito popolare ed una banca.
  Allora foste fra i primi ad iscrivervi e nella riunione tenuta in casa di Mons. Mittiga, aveste il battesimo della nuova fede con il fervore e la gioia d’ un neofita.
  E cosi, con uguale dedizione, passaste al bolscevismo e da questo al fascismo, salvo a ripigliar domani vostro fatale andare.
  Io rimango pur sempre un ex prete... e me ne vanto!
  E se permettete — vivo un tantino anche di reminiscenze che per me sono di poesia e di lettere, come potranno essere per voi di pittura, con pastelli e macchiette.
  Si vive un po’ tutti del nostro passato!
  Né fate a voi buon servizio, maestro illustre, col darmi dello straccione, sforzandovi a dimenticare che, non una, ma più e più volte, avete bussato alla mia povera scarsella (come dico ben!) e ne conservo documenti. Per quanto la memoria mi faccia difetto, ricordo di non essermi mai vestito col superfluo della vostra ricca, guardaroba; né mio padre - sant‘ armuzza - fece mai il massaro di casa Fera.
  E niente, pur sapendo di mentire, - vecchio metodo il vostro - quando asserite che io «implorai dal fiduciario Marcianò l’incarico di costituire un fascio a Plati e fui messo recisamente alla porta».
  Amico dott. Polito, tu che ne sai qualcosa, che te ne pare del metodo Fera e Comp.i?
  Ma, purtroppo, la bugia ha le gambe corte, signor maestro!
  Documenti che sono in mio possesso possono darvi la più umiliante e clamorosa smentita.  
  E intano, con Fucci e Bianco, Bianco e Fucci, non una avete osato smentire delle mie rivelazioni sul vostro conto; non ad un solo avete risposto dei miei inviti categorici. E ne ho detto di belle e carine, egregio avvocato!
  Altro che fuoco di paglia il mio, se la mia prima epistola vi ha spinto a venire a trovarmi financo in casa e cercarmi in campagna con guardie e carabinieri, onde trarmi in arresto - dicono i vostri dipendenti – non so se per oltraggio al pudore o per ingiuria alla maestà del funzionario.
  Ciò vedremo in seguito e per altra via; come avremo modo di vedere e documentare da quale parte stiano le azioni turpi e disoneste.
  Oh se la prudenza non vi avesse indotto a trincerarvi dietro il comodo paravento della legge. Allora si, egregio maestro, che potremmo divertirci e sollazzarci; allora sì che la predica sarebbe stata proficua, in questa santa quaresima e gli amici ne avrebbero tratta ammirazione.
    Platì, 14 marzo 1924
   FRANCESCO PORTOLESI


In apertura un collage con Franceso Portolesi (1883 -1951)
Lo stesso è apparso qui:



giovedì 18 dicembre 2025

Un paese di Calabria [Shu Aiello/Catherine Catella, 2017]

IL «CHI È» DI PLATÌ 

  Plati è un centro a prevalente economia agricola e zootecnica. Alle pendici delle faggete dei Piani di Zervò, quando la vista si apre sul tormentato paesaggio del versante jonico aspromontano, inizia la valle di Plati (kmq. 50,01).

  Plati (300 m. sul 1ivel1o del mare) dista 98 chilometri da Reggio Calabria, 120 da Catanzaro, 14 dalla montagna, 15 dal mare, ed appartiene al comprensorio della Locride.
  Secondo i dati del censimento 1951- 61 gli abitanti sono 5120, di cui 1428 nella frazione Cirella Gioppo, 79 nella contrada Senoli e 475 nelle case sparse.
  Nei censimenti successivi si evidenzia una diminuzione della popolazione ed una riduzione della popolazione attiva.
  Si tenga conto che dal1’unità d’Italia in poi, soprattutto a causa dell’emigrazione, la popolazione è notevolmente diminuita: all’epoca del censimento del 1861 (il primo censimento dell’unità) la popolazione era di 9989 abitanti.

Calabria A XX – N.S. n. 83 – giugno 1992 

ancora:


 

giovedì 23 ottobre 2025

I bambini ci guardano (reg. Vittorio De Sica - 1943) REUP



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