Aperta
la campagna
Platì, 4 maggio
Cirella
di Platì
Platì, 4 maggio
"In this business, until you're known as a monster, you're not a star". MaXXXine, 2024
Aperta
la campagna
Platì, 4 maggio
Cirella
di Platì
Platì, 4 maggio
9 Luglio 1936 – XIV
Oggetto: Comunicazione di nomina
Ill. /mo Sig. Gliozzi Luigi fu Francesco
Comunicasi che giusta delibera N° 6 del
20/2/1936 approvata dalla R. Prefettura di Reggio Calabria il 1 Luglio corrente
anno al N° 20090 Div. 2^ la S. V. è stata nominata quale componente della
commissione di prima istanza per le imposte e tasse locali per il biennio 1936
– 1937.
Il
Podestà
Dettagli
dell'Opera
I
volumi sono definiti un'opera monumentale per la comprensione storica del
territorio di Platì e delle sue risorse, come evidenziato dalle presentazioni
di Arduino Maiuri e Peppe Terranova.
Anonimo
Imperscrutabile, 8 maggio 2026
Il testimone necessario
Archivi e biblioteche sono luoghi sacrali, che
aiutano a far crescere le persone e a migliorarle quando la complessità della vita
si accorda con la vocazione. I libri addensano
l’anima e qualche volta cambiano la vita. Diventano uno spazio di agio ramificato
all’interno, dove provare a vivere meglio, combinando vissuti e desideri,
richiamando quello che non conosciamo abbastanza per poterne parlare, presenze
di oggetti antichi che si sovrappongono al presente e che riflettono l’opaco di
questi tempi senza domande. Intorno malleabili
adattati e accomodati al disagio camminano nel mezzo del vivere da cui a volte
si riesce a non venire sopraffatti, di cui non sempre si rintraccia un senso, soprattutto
se si guarda da orizzonti ampi e solitari, unico luogo dove si può provare a
sublimare la depressività, dove dimenticare la norma dei rapporti sociali e
dove si può provare a sentirsi, se possibile dimenticarsi.
Fluttuazioni dell’onnipotenza e del rifiuto, del
possibile e del negare avvertendo che, seppur pericoloso scrivere è necessario,
e con il lavoro solitario percepire che i fantasmi non sono più estranei. Ho
sempre avuto l’impressione che Luigi lavori sull’orlo di una mancanza; da solo,
proiettato verso un indefinito che si intreccia con un’origine, consapevole della
possibilità di non trovarla, ma che senza questa inquietudine non si può che
svuotarsi. Cosi continua sfiorando l’incolmabile sull’abrasiva questione del
significato. Il resto è conseguenza mettendo in conto che desiderare include la
consapevolezza di non trovare, la certezza di non concludere.
I suoi libri rispondono a questo, sono traccia e
segno del suo personale tentativo di essere, e nel colmare che la vita vera
esige che possa scrivere tutti quelli che gli sono necessari.
Peppe Terranova, agosto 2025
Il documento trascritto, un
contratto in prossimità di un matrimonio onde agevolare le condizioni del
futuro di lei consorte era già stato proposto qui:
https://iloveplati.blogspot.com/2015/11/contratto-di-matrimonio-reg-krzysztof.html
A seguito di una rilettura più attenta mi è parso necessario approfondire l’aspetto biografico degli attori che vi compaiono e gli accadimenti ad essi connessi .
Il contratto risale a venti giorni prima la celebrazione delle nozze tra don Diego Gaetano Caridi di Tresilico, allora Comune autonomo oggi frazione di Oppido Mamertina e donna Maria Antonia Mittiga di Platì. Lo stesso giorno della ratifica del contratto in casa della futura sposa, all’Ariella, avvennero le pubblicazioni nelle Case Comunali di Platì e Tresilico. Le affissioni andarono avanti ritualmente per tre domeniche consecutive: il dodici, il diciassette, il venticinque di marzo per concludersi con la cerimonia nuziale il trentuno dello stesso mese dell’anno 1876. Il matrimonio venne sancito dal Consigliere anziano Domenico Fera in casa della sposa per aver quest’ultima certificato un fisico impedimento per recarsi alla Casa Comunale. L’atto ecclesiastico non specifica la sede della funzione religiosa che, allora, consisteva in un rito molto semplice comprendente la benedizione degli anelli, lo scambio degli stessi, le firme sul registro parrocchiale, la benedizione finale. A firmare in qualità di testimoni sono Francesco Zappia, Francesco Gliozzi [di Domenico], lui conservò il documento trascritto, Filippo Zappia [fu Rosario] e Carlo Antonio Zappia. La nuova coppia lasciò ben presto Platì e si stabilì in Tresilico.
Don Diego Gaetano Francesco Caridi, industriante, era nativo di Oppido Mamertina. Il padre si chiamava Consolato, la madre Vincenza Demaria. In quell’anno 1876 di anni ne aveva 63. Ha due eredi nati dal primo matrimonio, Gerardo e Vincenzo. A Tresilico possiede una casa sita in strada San Giacomo, numero trentasette composta di due bassi, due stanze ed uno stanzino al primo piano, ed una stanza cucina al secondo; un fondo rustico in contrada Rosario o Petrara, di natura agrumi, fichi, olivi, e terra aratoria, una macchina oleosa. Don Diego Gaetano veniva a mancare in Tresilico il 9 marzo 1879 assistito da Maria Antonia.
La storia di Maria Antonia è
più intrigante, per usare un termine di tendenza. Era nata il 24 maggio 1826 da
Domenico e Demarco Rachele. Aveva un unico fratello, Giuseppe Gregorio, nato il
25 marzo 1835. Domenico Antonio Nicola il padre, di condizione Civile era
figlio di Ferdinando Mittiga e Giulia Leuzzi ed era nato il 1° aprile 1790. Maria
Antonia aveva avuto un precedente matrimonio con (notate il caso) Ferdinando
Mittiga di Giuseppe e Rosaria Zirilli, nozze che avvennero il 2 di luglio del
1861. Quest’ultimo Ferdinando, mancando i Registri di quell’anno non si può
dedurre da dove provenisse, quando avvenne il matrimonio aveva 32 anni, mentre
Maria Antonia di anni ne aveva 35. Maria Antonia è sarta nell’atto di morte del
primo marito Ferdinando, avvenuta il 20 giugno del 1866, tessitrice nelle
pubblicazioni del 1876. A Platì possiede un orto sito in Contrada San
Pasquale, alla stessa pervenuto per eredità paterna, di natura agrumi, gelsi,
fichidindia, ed altri da frutta e una casa palaziata sita rione o
strada Pietrangela, composta di una stanza al primo piano, ed una stanza ed una
cucina al secondo.
Di Maria Antonia le tracce si perdono dall’avvenuta morte del secondo marito, Diego Gaetano. Nei Registri di Tresilico non è ricordata, i Registri di Platì presentano vuoti disastrosi tra gli anni.
Ecco ora tutti i Ferdinando
Mittiga di Platì, Caci è in grassetto
Per approfondire la storia di Caci c’è il forever young libro di
Per i Mittica, come per altro ancora, vale
In apertura alcuni Mittiga molto vicini a me come agli elencati che precedono, segue il contratto citato in originale.
IL «CHI È» DI PLATÌ
Plati è un centro a prevalente economia
agricola e zootecnica. Alle pendici delle faggete dei Piani di Zervò, quando la
vista si apre sul tormentato paesaggio del versante jonico aspromontano, inizia
la valle di Plati (kmq. 50,01).
Calabria – A XX – N.S. n. 83 – giugno 1992
ancora:
È in via di ultimazione il secondo volume di
Sacerdoti di Platì che hanno svolto il loro incarico in altra sede
La foto di apertura è del 1929: seminaristi (c'è pure lo zio Ernesto di Luigi), docenti e vescovo presso il Seminario Vescovile di Gerace.
L'odierna pubblicazione è dedicata a tutti i reverendi citati.
“Ogni uomo dimora in ogni altro
e ogni altro in lui e così via, in un infinito intreccio di essere e di
testimoniare dell’essere” Cormac McCarthy, 1985
Anche i di tipi di documenti sopra riportati possono essere
drammatizzati, magari facendo ricorso a Salvatore Satta o addirittura come un silent movie alla maniera del regista in
apertura rivitalizzato. Un buon indicatore è anche il brano del Maestro riportato in chiusura. Certo a noi interessano di più i nomi e le circostanze citati
nel testo, svaniti, certo, ma sempre presenti per chi non si interessa solo ad immagini
che scorrono, e lasciano di nuovo il
tempo, virtualmente. Un aiuto viene anche da Google Maps che ci consente di
rilocalizzare i fatti nelle vie citate.