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domenica 5 luglio 2026

Il molto onorevole ministro [di Mervyn LeRoy, 1961] Video Reup

... and there is no story of Platì or of a "platiese" that can be told by other blood.


La visita del ministro Grassby a Platì
al ministro Grassby ed al suo seguito
festose e cordiali accoglienze di autorità e popolazioni

I platiesi, sin dall'inizio del secolo scorso, hanno conosciuto la via dell'emigrazione: sono andati nei Paesi di tutto il mondo e lì, grazie alla loro iniziativa ed al loro attaccamento al lavoro, si sono spesso affermati
portando nei luoghi di nuova residenza lo spirito e l'impronta del carattere calabrese.
Perciò, il tre febbraio 1974 le popolazioni di Platì hanno vissuto una giornata di attiva solidarietà, di ideale collegamento con i fratelli d'oltre Oceano: l'On. le A.J. Grassby, ministro per l'immigrazione del Governo australiano, in occasione di una sua visita ufficiale al Governo italiano, è stato ospite graditissimo di Platì.
L’illustre ospite ha voluto direttamente conoscere il Paese di origine dl migliaia dl cittadini, immigrati od oriundi, che popolano diverse cittadine australiane, particolarmente Griffith e l'intera Riverina. Assieme alla Sua gentile consorte, lo ha accompagnato Pietro Callipari, ritornato a Platì dopo 26 anni di assenza, uno dei tanti platiesi che hanno, con la loro energia ed attività, contribuito allo sviluppo economico e sociale della Australia. Calde ed affettuose sono state le accoglienze delle popolazioni di Platì, dei suoi lavoratori, dei giovani, degli scolari; l’amministrazione comunale interpretando fedelmente la volontà popolare, ha fatto di tutto per accogliere il rappresentante del Governo australiano con generosa ospitalità.
Alle porte dell'abitato, affollato di cittadini e di autorità convenute da tutta la provincia di Reggio Calabria, era ad attendere l'illustre Ospite un complesso bandistico: al suono degli inni nazionali australiano ed italiano, il ministro Grassby, la sua consorte ed il seguito, sono stati accompagnati nella sede del palazzo Municipale dove il sindaco On. le Francesco Catanzariti gli ha consegnato, tra gli applausi dei presenti, la chiave d'oro della città.
Dopo la presentazione delle Autorità provinciali e regionali, il vice sindaco Francesco Prestia ha letto il messaggio inviato dall'On. le Luigi Granelli, sottosegretario di Stato per gli affari esteri; successivamente I’assessore comunale, Nicola Sergi, ha letto la motivazione con cui il Consiglio comunale di Platì, riunito in sessione straordinaria, ha conferito all'On. le Grassby, la cittadinanza onoraria.
Il discorso di benvenuto è stato fatto dal sindaco On. le Francesco Catanzariti; infine, l'On. le Grassby ha ringraziato, visibilmente commosso, porgendo i saluti del Governo, del popolo australiano e suoi personali.
Il ministro Grassby, prima di lasciare Platì per raggiungere la vicina cittadina di Locri, famosa per i suoi interessanti reperti archeologici della Magna Grecia, si è lungamente intrattenuto con i platiesi e con le numerose delegazioni degli altri Comuni calabresi.
Numerosi messaggi sono stati inviati a parenti o ad amici residenti in Australia con nastri registrati.
Il saluto di arrivederci è stato, infine, porto all'illustre Ospite nella colazione offerta dall’amministrazione comunale a Locri nei saloni dell'Hotel Demaco.
Luigi Mandarano 
segretario capo del comune di Platì

The «Platieses» (people from Platì), ever since the beginning of this century, have known the way of emigration to all countries all over the world and, thanks to their initiatives and devotion to their work, have proven their worth bringing to the places of new residence the spirit and mark of the Calabrian character. 
For this reason, the third of February, 1974 the population of Platì lived a day of active solidarity, of ideal junction with their countrymen overseas. Hon. A. J. Grassby, Minister of lmmigration of the Australian Government was a most welcome Guest of Platì.
The distinguished guest wanted to visit the town of origin of thousands of citizens, immigrants and their descendants that populate several Australian towns, particularly Griffith and the entire Riverina. He was accompanied by his gracious wife and by Pietro Callipari, who returned to Platì after 26 years of absence being one of the many «Platiesi» that have contributed to the social and economic development of Australia with their energies and activities.
The Minister received a warm welcome by the people of Platì, by its workers, by its students and children. The Municipal Administration of Platì, faithfully interpreting the wish of the people, did all they could to welcome the Representative of the Australian Government with wholehearted hospitality. At the entrance of town, full of people and Authorities present from all over the province of Reggio Calabria, a musical band met the eminent Guest playing both the Australian and Italian anthems while Minister Grassby, his wife and retinue were taken to the Municipality where the Mayor, Hon. Francesco Catanzariti, handed over to him the town's golden key, amid applauses.
After the introduction to the provincial and regional Authorities, Vice Mayor Francesco Prestia read the message sent by Hon. Luigi Granelli, Undersecretary of State to the Italian Foreign Office. Hence the Muncipal Alderman Nicola Sergi read the Statement of Reasons for which the town council, gathered in an extraordinary session, conferred the Honorary Citizenship to Hon. Grassby. The welcome speech was delivered by Hon. Francesco Catanzariti. At the end Hon. Grassby, clearly moved, thanked all, giving 
his personal regards and the regards of the Government and people of Australia.
Minister Grassby, before leaving Platì to reach the near town of Locri, famous for its interesting archaeological findings from «Magna Graecia» (Great Greece), spent time talking to «Platiesi» and to delegations from other Calabrian Towns. 
Plenty of messages were recorded for relatives and friends residing in Australia. 
At the end the «goodbye» greetings have been addressed to the illustrious Guest during a dinner offered by Platì's Municipal Administration at Demaco Hotel in Locri.

Luigi Mandarano
Chief Secretary to the Commune of Plati


 IL CONSIGLIO COMUNALE DI PLATI’

Sindaco: On. le Francesco CATANZARITI
Vice-sindaco: Francesco PRESTIA
Assessori effettivi:
Francesco AGOSTINO, Domenico IEROPOLI, Nicola SERGI
Assessori supplenti: Domenico CATANZARITI, Giuseppe LENTINI
Consigliati di maggioranza: Rocco Antonio AGOSTINO, Giuseppe BARBARO, Francesco CARBONE, Antonio COSENZA, Michele CREA, Bruno Antonio MEDIATI, Francesco MUSITANO, Domenico PERRE, Giuseppe ZAPPIA
Consiglieri di minoranza: Biagio CARBONE, Antonio MICELI, Bruno REITANO, Emilio RIZZO

Testo contenuto nella pubblicazione edita dal Comune di Platì in occasione della visita del ministro Mr Grassby avvenuta il 1° febbraio 1974.
La pubblicazione è conservata presso la Biblioteca Comunale “Pietro De Nava” di Reggio Calabria




 

mercoledì 1 luglio 2026

The Loneliness of the Long Distance Runner - A portata di mano


"E se ci fosse è come non avesse nome". Pasquale Panella, Lucio Battisti

Statistiche del 2 luglio 2026





 

martedì 30 giugno 2026

Voci da Platì [di AA. VV. - 2022] Video Reup

La pubblicazione di VOCI DA PLATÌ non sarebbe stata possibile senza il basilare contributo di Elisabetta Siotto redattrice e Irene Piras Art director.
TO BE PLAYED AT MAXIMUM VOLUME




 

giovedì 11 giugno 2026

10 YEARS [Jamie Linden, 2011]


Il libro di Michele Papalia è vita reale; ma la storia migliore è il fatto che esso sia stato scritto. Antonella Italiano

Lettore inerme invidioso dico che l’editoria italiana è oltre il sottosuolo. L’editoria calabrese è incapace. A dieci anni dalla pubblicazione di CACI IL BRIGANTE di Michele Papalia l’editoria platiese è “ignota a se stessa”. Stessa sorte toccherà al successivo lavoro di Michele e a I Love Platì, Voci da Platì e la riesumazione dei Catasti Onciari. CACI non sarà recensito se non da qualche lettore dentro i social network. Nessun invito da Saloon e famelici Caffe Letterari generatori di premi che si aggiungono a premi. Non importa CACI IL BRIGANTE è un punto fermo e Platì suo malgrado sul piano letterario è andato avanti.

La foto in apertura rimanda al giorno della presentazione di CACI IL BRIGANTE dentro il fu Cinema Loreto di Platì, agosto 2016. 

Caci è anche qui:

https://iloveplati.blogspot.com/2016/06/il-sole-sorge-ancora-reg-aldo-vergano.html

https://iloveplati.blogspot.com/2016/08/ferdinando-il-duro-reg-alexander-kluge.html

https://iloveplati.blogspot.com/2020/06/lultima-fuga-di-richard-fleischer-1971.html

https://iloveplati.blogspot.com/2021/06/aspromonte-la-terra-degli-ultimi-di.html


mercoledì 10 giugno 2026

IL PREMIO pt 2- acqua passata




L’Associazione etno-culturale Santa Pulinara ha indetto il 1° Premio letterario Don Ernesto Gliozzi riservato agli studenti dell’Istituto comprensivo De Amicis. Il 31 maggio, presso i locali della scuola media, ha avuto luogo la cerimonia di consegna dei premi ai vincitori. Presenti i docenti che hanno collaborato alla realizzazione del concorso, il sindaco Rosario Sergi, il parroco padre Beppe Svanera, il maresciallo della stazione dei carabinieri. Vincitori a pari merito Scuola Elementare: Francesco Perre V A – “Le foglie” Sabrina Carbone V B – “Il tempo” Rosa Catanzariti IV A – “L’arcobaleno colorato” Vincitori a pari merito Scuola Media: Giuseppe Romeo I A – “Il mio paese” Claudia Romeo III D – “La scala” Lavoro di gruppo III C – “Il nostro paese”

Il video in apertura è stato realizzato da Antonella Italiano.

lunedì 1 giugno 2026

IL PREMIO [Alessandro Gassman, 2017]

 C’ERA UNA VOLTA A PLATI' 
IL PREMIO ERNESTO GLIOZZI















Nelle foto il premio dal 2017. lo stesso del film citato, al 2020

The Loneliness of the Long Distance Runner - Questione di cellule


Statistiche di Maggio 2026




 

lunedì 25 maggio 2026

L'antica fiamma [Giuseppe Sterni, 1917]





«SOPRA UN TERRAZZO IN PROFONDA E SUGGESTIVA SOLITUDINE»

L'ABBAZIA DI S. MARIA DEI TRIDETTI
e il Monastero di Sant'Ippolito a Palizzi
La basilica, i cui ruderi affiorano alle falde del Monte 
Campolico, avrebbe preso il nome da un tempio pagano

 

Palizzi, 14 maggio
Palizzi è un modesto borgo abitato, posto in una valle, sulla sinistra del torrente omonimo, ad oriente delle montagne di Grappidà, che si scorgono nella bruma, dall'altura di Bova e dalle zone più belle, quando sorge il sole; ed indorate negli avvampanti vespri di questo magnifico cielo, quando tramonta. Lungo la rotabile, che ascende da Palizzi Marina, ad occidente di Capo Erculeo (Capo Spartivento), dista Km. 10 dal mare.
Dovette essere un borgo fiorente, nell'XI secolo, non tanto per la lussuosità delle sue abitazioni, che, in tutti i tempi, dovettero essere ben misere, quanto per la sua vita monastica, se, a suo pregio, ascrive due monasteri ed una grancia*. Sembra essere stata una minuscola Tebaide, che abbia avuta la sua importanza, forse anche prima che fosse sorta la Abbazia di Santa Maria de Tridetti o del Tridente o del Tridactulon (cfr. Pentedattilo), con la basilica adiacente. Questa basilica, i cui ruderi affiorano alle falde del Monte Campòlico, nei pressi di Staiti, avrebbe preso il nome, secondo alcuni, da tempio pagano, lì posto, dedicato al Dio del mare o Nettuno o Posidone. Ciò si è affermato, ma non si ha la prova; ed è poco serio che, li, in quel posto, tra montagne scoscese e lungi dal mare, vi sia già stato un tempio di quel nome, quando poteva stare benissimo in faccia allo Jonio, solcato da vele e da navi. Starebbe a favore dell'ipotesi, non la problematica moneta, scoperta sul posto e recante la figura di Nettuno, armato del tridente, con la leggenda ridicola del «po-se-geno » (come ti-salvo), che il Natoli corresse in «po-se-done » (Posidone) (ved. P. Natoli - Riv. Stor. calab. 1900), ma il fatto che l'Orsi ha notato, nei suoi rilievi, fatti sul posto, la presenza di «capitelli ionici capovolti», innestati su colonne in cotto, affiancati all'abside centrale, senza dubbio antichissimi. Ma lo Orsi* ammette che essi, per la loro piccolezza, siano potuti giungere da lontano.
E' verosimile, invece, che il nome abbia avuta altra origine; e non è improbabile ch'esso sia stato dato dal modo come la iconologia dei santi, del periodo bizantino - normanno, raffigura l'atteggiamento delle dita benedicenti. Di esempi del genere, in cui si raffigurano santi che benedicono con i primi tre diti distesi, si ha un numero considerevole; e questo tipo iconologico ricorre anche nella raffigurazione del S. Giovanni di Stilo ed in quella di un santo anonimo della grancia di Amendolea. Non è difficile, quindi, che il Bambino della Vergine abbia ripetuto questo tipo, se pure non è dato a noi conoscere i particolari dell'affresco, di cui l'Orsi ci dà soltanto un fuggevole accenno. Tridactulon, dunque, e non Tridente e Tridetti, che è una storpiatura linguistica.
L'Abbazia si adagia «sopra una breve terrazza, in una profonda e suggestiva solitudine», tra il verde delle piante e «un pò discosta dalla Fiumarella, che scende ricca di acque fresche e sonanti dalla montagna» e che va a finire sul Bruzzano. Questa Abazia, di cui, come si è detto, rimangono soltanto le rovine della basilica, era, anticamente, un raro gioiello di architettura bizantino- normanna, coeva ed affine al S. Giovanni Vecchio di Stilo. Per i caratteri architettonici, artistici, decorativi, non è il caso che noi, qui, ci si attardi, potendosi essi rilevare dalla minutissima descrizione dell'Orsi, fatta in «Le Chiese Basiliane della Calabria». Ci preme soltanto dire che la sua fondazione non pare risalga oltre il secolo XI, tra il finire della dominazione bizantina e i primi anni della dominazione normanna.
Quale che sia stata la sua importanza, dal punto di vista culturale, non è facile dirlo; e ciò fino a quando non saranno aperti al pubblico gli archivi privati, ove è andata a finire la documentazione, e fino a quando non saranno compulsati le antiche carte e gli antichi manoscritti, giacenti negli scaffali dei vescovati e, in parte, nelle diverse biblioteche della Calabria e della Sicilia.
Molto probabilmente, altro materiale è depositato nelle biblioteche di Bari; e ciò per le relazioni intercorse, tra i monasteri basiliani della Calabria bizantina e le Puglie, nel periodo pre normanno e posteriormente.
L'Abbazia, comunque, fu una importante comunità monastica, sia per il numero dei monaci, che non par vero siano stati in numero trascurabile, sia per le concessioni, di cui fu dotata, sia per l'attività religiosa, culturale, morale, che dovette svolgere, in quella ricca contrada. Lo dimostra il fatto che i suoi abati potettero ottenere qualche serio appoggio dalla munifica dinastia normanna, per riattivare la basilica, già danneggiata, ed agevolare il compito di quei monaci, nel costruire asceteri e grancie, come, difatti, avvenne della grancia della SS. Annunziata di Africo, che si sa costruita da un igumeno di quel convento.
Importava, d'altro lato, ai normanni che quei monaci facessero opera di persuasione, fra i greci li quella plaga, attaccati come erano al ricordo
dei loro precedenti governi e alle loro libere istituzioni, cosi che fosse data loro la possibilità di affermarsi, senza troppe scosse ed inutili violenze, che si sarebbero ritorte a loro danno. In un momento per essi delicato. Bisogna credere, poi, che i normanni abbiano tenuto in conto il grecismo della Calabria, che soltanto dai monaci poteva essere ravvivato; e non è senza una ragione che i loro documenti siano stati scritti per la maggior parte in quella lingua. Per quanto tempo sia stata svolta questa attività, ce lo dice il Breve di Papa Onorio III, del 1221, diretto al Vescovo di Crotone e all'Abate di Grotta Ferrata, delegati a correggere i costumi dei monasteri della Calabria meridionale, che si erano allontanati dalla regola di S. Basilio; tra i quali, quello di S. Maria dei Tridetti, presso Bova. A rigore, si può affermare che l'Abbazia nel XIII secolo, era al suo incipiente tramonto, anche se le cure del Santo Padre abbiano mirato a ricondurla al suo primitivo splendore.
Che l'esito di Onorio III sia stato sfortunato, ce lo dice la bolla di Alesandro IV, del 1265, diretta ai vescovi di Strongoli e di Bisignano, nella quale vi si consigliava l'aggregazione di tutti i monasteri dell'Ordine basiliano e quello dei Benedettini e dei Cisterciensi. Secondo il Rodotà (Origine e progresso del rito greco, vol. 113, nel 1373, veniva ripristinata la regola di S. Basilio; ed è probabile che il provvedimento abbia avuto qualche buon effetto, se proprio in quest’epoca usci il vescovo Barnaba, dalla Chiesa di Oppido, che fu monaco di quel convento. (Arch. Vat. reg. 127). Candido Zerbi* lo dice abate di S. Marta di Trivento, forse storpiatura del nome e in luogo di Tridente.
Dopo questa data, e precisamente nel 1436, l'Abbazia fu data in commenda all'Abate Benedetto Leone, del monastero del SS. Salvatore dì Messina, che ebbe anche possessioni sulla Grancia di S. Maria di Alica o Alithia. (S. Maria della Verità), in quel di Pietrapennata, dell’Archimandritato di S. Ippolito, di Palizzi.
Il 9 maggio del 1551, il delegato apostolico, Padre D. Marcello Terracina, Archimandrita del monastero di S. Pietro di Arena, visitò, per ordine del Papa, Giulio III, insieme con il suo vicario D. Paolo di Cosenza, l'Abbazia di S. Maria de Tridetti, «iusta Moctam Boccalinam» (presso Motta Bovalino), che trovò abitata soltanto da un giovane secolare (ved. Raschellà - Saggio stor. sul monach. ital.- greco; Spagnolio; Orsi ecc.), la cui chiesa era e quasi «spelunca latronum et animalium». Troppo chiara e manifesta appare, ormai, e grave, la corruzione di quei monaci mondani; del sec. XVI. Con il principio del secolo XVII, l'Abbazia può considerarsi finita; e niente ci può far credere che, in questo periodo, sia rimasta in piedi.
Un pò prima o coeva alla fondazione di S. Maria dei Tridetti, esisteva in Palizzi un'altra Abbazia basiliana, quella di S. Ippolito, di cui faremo, in seguito, una particolare trattazione. Terminiamo con le parole dell'Orsi: «S. Maria de Tridetti è una nuova conquista dell'arte bizantino  normanna della Calabria, così debolmente conosciuta; è un altro elemento da aggiungere alla storia monumentale di questa regione, che se non fu grande, ebbe tuttavia i suoi fasti ».
FRANCESCO NUCERA
GAZZETTA DEL SUD, 15 MAGGIO 1957

*Il termine grangia (o grancia) indicava originariamente una struttura edilizia utilizzata per la conservazione del grano e delle sementi.

Pietro Paolo Giorgio Orsi (1859 – 1935), archeologo italiano si dedicò prevalentemente all'esplorazione della Sicilia e  della Calabria.

Candido Zerbi (Oppido Mamertina18 novembre 1827 – 3 dicembre 1889) è stato un politico italiano, senatore del Regno d'Italia.

Francesco Nucera è apparso dapprima qui:

https://iloveplati.blogspot.com/2026/02/la-fortezza-nascosta-akira kurosawa1958.html

Le foto originali sono qui:

https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/1800012070

 














 

giovedì 21 maggio 2026

All'ultimo voto [David Gordon Green, 2015]





Aperta la campagna

elettorale a Platì

Platì, 4 maggio

(M.F.)  - Ha aperto la campagna elettorale per lo scudo crociato il dottor Cangemi che ha pronunciato un bellissimo discorso.
La piazza Marconi era gremita fino all’inverosimile. E l’uditorio è stato evidentemente soddisfatto della circostanza che l’oratore non è stato prolisso e non si è servito di vaniloqui demagogici, per il suo successo, ma di dati di fatto. 


Cirella di Platì

non voterà

Platì, 4 maggio

(M.F.)  - Cirella di Platì che per le prossime elezioni amministrative doveva votare a liste separate, per la elezione di sei consiglieri da aggiungere ai quattordici del capoluogo ha manifestato l’intenzione di non votare, e non ha pertanto presentato nessuna lista. I motivi della decisione, come abbiamo pubblicato, pare siano da ricercarsi nella mancata costruzione di una rotabile che doveva congiungere Cirella al capoluogo, e nella stessa separazione … politica della frazione dal nostro centro.
Per la cronaca, la frazione di Cirella, anche durante le elezioni politiche del 1948 si astenne dal voto
(M.F.)  Michele [Michelangelo] Fera
GAZZETTA DEL SUD, 5 maggio 1956


 

martedì 19 maggio 2026

Ti va di pagare? [Pierre Salvadori, 2006]



     Dichiaro io qui sottoscritto aver ricevuto dalla Signora Marianna Franco Cordopatri la somma di lire sessantotto e centesimi trentatre e ciò per la fondiaria da me pagata all’esattore di Oppido e gravitante pei fondi pertinenti all’arcipretura di Natile, quale fondiaria giusta convenzione doveva essere pagata fino ad agosto del 1884 dai fittuarii Sig.ri Sidaro fratelli Antonio e Nunziato e da tale epoca in avanti dalla predetta Sig.ra Franco Coropatri, qual cessionaria dei diritti, azioni e ragioni dei precedenti fittuari Sig.ri Sidaro.
E poiché con questo pagamento la prelodata Sig.ra Franco Cordopatri viene a pagare quanto per fondiaria dovevano i precedenti fittuari, così rimane salvo a costei il diritto di ripetere dagli stessi quella parte di fondiaria pagata per loro conto.
      A cautela
  Palmi li 20 Maggio 1885
    Arcipr. Filippo Gliozzi
 
D.  P. Il detto fito ceduto alla prelodata Sig.ra dai detti Sidaro va a terminare con agosto prossimo venturo mille ottocentottantacinque
                   Arcipr. Filippo Gliozzi.
 

Donna Marianna Franco, genovese di nascita, divenne Cordopatri quando nel 1842 convolò a nozze con il rampollo Domenicoantonio (1816 – 1869) di Pedavoli oggi Delianuova. Con il coniuge visse stabilmente in Palmi e da essi nacquero nove figli

 L’Arciprete Filippo Gliozzi (1823 -1888) è anche qui:

https://iloveplati.blogspot.com/2025/11/giustizia-tutti-i-costi-john-flynn-1991.html

https://iloveplati.blogspot.com/2022/05/nuove-terre-di-joris-ivens-1944.html

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