C’ERA UNA VOLTA A PLATI'
IL PREMIO ERNESTO GLIOZZI
Nelle
foto il premio dal 2017. lo stesso del film citato, al 2020
"In this business, until you're known as a monster, you're not a star". MaXXXine, 2024
C’ERA UNA VOLTA A PLATI'
IL PREMIO ERNESTO GLIOZZI
Nelle
foto il premio dal 2017. lo stesso del film citato, al 2020
Dettagli
dell'Opera
I
volumi sono definiti un'opera monumentale per la comprensione storica del
territorio di Platì e delle sue risorse, come evidenziato dalle presentazioni
di Arduino Maiuri e Peppe Terranova.
Anonimo
Imperscrutabile, 8 maggio 2026
Il testimone necessario
Archivi e biblioteche sono luoghi sacrali, che
aiutano a far crescere le persone e a migliorarle quando la complessità della vita
si accorda con la vocazione. I libri addensano
l’anima e qualche volta cambiano la vita. Diventano uno spazio di agio ramificato
all’interno, dove provare a vivere meglio, combinando vissuti e desideri,
richiamando quello che non conosciamo abbastanza per poterne parlare, presenze
di oggetti antichi che si sovrappongono al presente e che riflettono l’opaco di
questi tempi senza domande. Intorno malleabili
adattati e accomodati al disagio camminano nel mezzo del vivere da cui a volte
si riesce a non venire sopraffatti, di cui non sempre si rintraccia un senso, soprattutto
se si guarda da orizzonti ampi e solitari, unico luogo dove si può provare a
sublimare la depressività, dove dimenticare la norma dei rapporti sociali e
dove si può provare a sentirsi, se possibile dimenticarsi.
Fluttuazioni dell’onnipotenza e del rifiuto, del
possibile e del negare avvertendo che, seppur pericoloso scrivere è necessario,
e con il lavoro solitario percepire che i fantasmi non sono più estranei. Ho
sempre avuto l’impressione che Luigi lavori sull’orlo di una mancanza; da solo,
proiettato verso un indefinito che si intreccia con un’origine, consapevole della
possibilità di non trovarla, ma che senza questa inquietudine non si può che
svuotarsi. Cosi continua sfiorando l’incolmabile sull’abrasiva questione del
significato. Il resto è conseguenza mettendo in conto che desiderare include la
consapevolezza di non trovare, la certezza di non concludere.
I suoi libri rispondono a questo, sono traccia e
segno del suo personale tentativo di essere, e nel colmare che la vita vera
esige che possa scrivere tutti quelli che gli sono necessari.
Peppe Terranova, agosto 2025
Storia di un abbandono, e di una speranza.
"… just making pictures" Robert De Niro in The Last Tycoon (1976)
Il
BLOG dentro il quale siete appena entrati ha quindici anni di vita. Nel momento
in cui è stato creato questo tipo di pagine erano facilmente recepite con
continuativi ingressi di lettori interessati ai temi ed ai modi delle
pubblicazioni. Per dieci anni fu diffuso e conosciuto come da platìaciurrame,
un ideale legame che univa due luoghi separati solo dall’estremo baluardo
aspromontano, con la vetta di Montalto, che si affaccia sullo Stretto di
Messina. Erano appena trascorsi tre anni dalla morte dello zio Ernesto il
giovane, Candelora 2008, un modo per assicurarmi ancora la sua presenza: il
primo post porta il titolo Tra Cielo e Terra, una composizione del
Maestro Morricone, contenente tutti i timbri che allora elargiva sul grande e
piccolo schermo. Di già le prime foto imprimevano le intenzioni che rimarranno
a tutt’oggi invariate. Qualche giorno dopo le impostazioni sono definite: il
cinema sarà parte integrante delle pubblicazioni. Il primo titolo, Lo
specchio, film del 1975 di Andrej Arsen'evič Tarkovskij, in quel momento ideale mentore
regista, con la foto della nonna Lisa, confermava i miei propositi. Dopodiché è
stato un tumultuoso susseguirsi di titoli che definivano il contenuto delle
pubblicazioni. Ad oggi il totale dei film citati è di 1198 su 1755
pubblicazioni. Il cinema ha sempre contaminato i miei percorsi. Tramite esso ho
avuto il mio primo posto fisso di lavoro che si è protratto dal 1980 al 2017. A
mia volta contaminavo con il cinema i miei pensieri e le mie occupazioni fuori
orario. Il mio ex direttore, R.I.P., andava dicendo, parafrasando Robert
Mitchum in Cape Fear (1991): “quando parla non capisco se parla seriamente o
cita qualche film”. A seguito della pubblicazione I LOVE PLATÌ Cento
piccoli film intorno un paese dell'Aspromonte daplatìaciurrame fu rinominato con il titolo
di quel libro, essendosi ormai esaurita la vena ciurramesca. Caso unico per un
paese o una città la Storia di Platì è innestata sulla Storia del cinema. Alle
soglie dell’anno 2026 questi diari in rete, hanno perso il loro
originario carattere, soppiantati da più fruibili social network che si
affidano sul primo impatto visivo che, quasi sempre, è una foto sollecitante
più mi piace possibili. Malgrado ciò il blog I LOVE PLATÌ è
costantemente aggiornato vista la lunga onda di ingressi proveniente dai mari
asiatici, Hong Kong, Singapore e Vietnam compresi. Ancora oggi l’Antologia* che
ne è venuta fuori, pubblicata nel 2021, è unica nel suo genere compreso il
lavoro del 2004 curato dalla più nota Loredana Lpperini.
* I LOVE PLATÌ Cento piccoli film intorno un paese dell'Aspromonte, Leonida Edizioni, 2021
In apertura sei registi essenziali e sei indispensabili loro film.
È in via di ultimazione il secondo volume di
Ancora
una volta qualcosa di “Ignoto”, frutto di una fortuita visita in un vivaio
nella vallata del Careri: il fagiolo Platì. Naturale l’accostamento ai
Catasti Onciari della Motta Platì. Notizie sull’origine di questa pianta non si
trovano, bisogna affidarsi all’inventiva: certamente è una pianta coltivata nei
tempi andati, gradualmente dispersa, risorta per merito di un’azienda della
Campania. Come i citati Catasti sono conservati a Napoli, i semi Platì sono un
prodotto della valle del Sarno. Essa ha tutte le caratteristiche del paese di
cui porta il nome: generosità e calore, adattandosi a qualsiasi territorio in
cui migra.
Le foto ritraggono esempi di ciurramesca coltivazione.