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domenica 5 luglio 2026

Il molto onorevole ministro [di Mervyn LeRoy, 1961] Video Reup

... and there is no story of Platì or of a "platiese" that can be told by other blood.


La visita del ministro Grassby a Platì
al ministro Grassby ed al suo seguito
festose e cordiali accoglienze di autorità e popolazioni

I platiesi, sin dall'inizio del secolo scorso, hanno conosciuto la via dell'emigrazione: sono andati nei Paesi di tutto il mondo e lì, grazie alla loro iniziativa ed al loro attaccamento al lavoro, si sono spesso affermati
portando nei luoghi di nuova residenza lo spirito e l'impronta del carattere calabrese.
Perciò, il tre febbraio 1974 le popolazioni di Platì hanno vissuto una giornata di attiva solidarietà, di ideale collegamento con i fratelli d'oltre Oceano: l'On. le A.J. Grassby, ministro per l'immigrazione del Governo australiano, in occasione di una sua visita ufficiale al Governo italiano, è stato ospite graditissimo di Platì.
L’illustre ospite ha voluto direttamente conoscere il Paese di origine dl migliaia dl cittadini, immigrati od oriundi, che popolano diverse cittadine australiane, particolarmente Griffith e l'intera Riverina. Assieme alla Sua gentile consorte, lo ha accompagnato Pietro Callipari, ritornato a Platì dopo 26 anni di assenza, uno dei tanti platiesi che hanno, con la loro energia ed attività, contribuito allo sviluppo economico e sociale della Australia. Calde ed affettuose sono state le accoglienze delle popolazioni di Platì, dei suoi lavoratori, dei giovani, degli scolari; l’amministrazione comunale interpretando fedelmente la volontà popolare, ha fatto di tutto per accogliere il rappresentante del Governo australiano con generosa ospitalità.
Alle porte dell'abitato, affollato di cittadini e di autorità convenute da tutta la provincia di Reggio Calabria, era ad attendere l'illustre Ospite un complesso bandistico: al suono degli inni nazionali australiano ed italiano, il ministro Grassby, la sua consorte ed il seguito, sono stati accompagnati nella sede del palazzo Municipale dove il sindaco On. le Francesco Catanzariti gli ha consegnato, tra gli applausi dei presenti, la chiave d'oro della città.
Dopo la presentazione delle Autorità provinciali e regionali, il vice sindaco Francesco Prestia ha letto il messaggio inviato dall'On. le Luigi Granelli, sottosegretario di Stato per gli affari esteri; successivamente I’assessore comunale, Nicola Sergi, ha letto la motivazione con cui il Consiglio comunale di Platì, riunito in sessione straordinaria, ha conferito all'On. le Grassby, la cittadinanza onoraria.
Il discorso di benvenuto è stato fatto dal sindaco On. le Francesco Catanzariti; infine, l'On. le Grassby ha ringraziato, visibilmente commosso, porgendo i saluti del Governo, del popolo australiano e suoi personali.
Il ministro Grassby, prima di lasciare Platì per raggiungere la vicina cittadina di Locri, famosa per i suoi interessanti reperti archeologici della Magna Grecia, si è lungamente intrattenuto con i platiesi e con le numerose delegazioni degli altri Comuni calabresi.
Numerosi messaggi sono stati inviati a parenti o ad amici residenti in Australia con nastri registrati.
Il saluto di arrivederci è stato, infine, porto all'illustre Ospite nella colazione offerta dall’amministrazione comunale a Locri nei saloni dell'Hotel Demaco.
Luigi Mandarano 
segretario capo del comune di Platì

The «Platieses» (people from Platì), ever since the beginning of this century, have known the way of emigration to all countries all over the world and, thanks to their initiatives and devotion to their work, have proven their worth bringing to the places of new residence the spirit and mark of the Calabrian character. 
For this reason, the third of February, 1974 the population of Platì lived a day of active solidarity, of ideal junction with their countrymen overseas. Hon. A. J. Grassby, Minister of lmmigration of the Australian Government was a most welcome Guest of Platì.
The distinguished guest wanted to visit the town of origin of thousands of citizens, immigrants and their descendants that populate several Australian towns, particularly Griffith and the entire Riverina. He was accompanied by his gracious wife and by Pietro Callipari, who returned to Platì after 26 years of absence being one of the many «Platiesi» that have contributed to the social and economic development of Australia with their energies and activities.
The Minister received a warm welcome by the people of Platì, by its workers, by its students and children. The Municipal Administration of Platì, faithfully interpreting the wish of the people, did all they could to welcome the Representative of the Australian Government with wholehearted hospitality. At the entrance of town, full of people and Authorities present from all over the province of Reggio Calabria, a musical band met the eminent Guest playing both the Australian and Italian anthems while Minister Grassby, his wife and retinue were taken to the Municipality where the Mayor, Hon. Francesco Catanzariti, handed over to him the town's golden key, amid applauses.
After the introduction to the provincial and regional Authorities, Vice Mayor Francesco Prestia read the message sent by Hon. Luigi Granelli, Undersecretary of State to the Italian Foreign Office. Hence the Muncipal Alderman Nicola Sergi read the Statement of Reasons for which the town council, gathered in an extraordinary session, conferred the Honorary Citizenship to Hon. Grassby. The welcome speech was delivered by Hon. Francesco Catanzariti. At the end Hon. Grassby, clearly moved, thanked all, giving 
his personal regards and the regards of the Government and people of Australia.
Minister Grassby, before leaving Platì to reach the near town of Locri, famous for its interesting archaeological findings from «Magna Graecia» (Great Greece), spent time talking to «Platiesi» and to delegations from other Calabrian Towns. 
Plenty of messages were recorded for relatives and friends residing in Australia. 
At the end the «goodbye» greetings have been addressed to the illustrious Guest during a dinner offered by Platì's Municipal Administration at Demaco Hotel in Locri.

Luigi Mandarano
Chief Secretary to the Commune of Plati


 IL CONSIGLIO COMUNALE DI PLATI’

Sindaco: On. le Francesco CATANZARITI
Vice-sindaco: Francesco PRESTIA
Assessori effettivi:
Francesco AGOSTINO, Domenico IEROPOLI, Nicola SERGI
Assessori supplenti: Domenico CATANZARITI, Giuseppe LENTINI
Consigliati di maggioranza: Rocco Antonio AGOSTINO, Giuseppe BARBARO, Francesco CARBONE, Antonio COSENZA, Michele CREA, Bruno Antonio MEDIATI, Francesco MUSITANO, Domenico PERRE, Giuseppe ZAPPIA
Consiglieri di minoranza: Biagio CARBONE, Antonio MICELI, Bruno REITANO, Emilio RIZZO

Testo contenuto nella pubblicazione edita dal Comune di Platì in occasione della visita del ministro Mr Grassby avvenuta il 1° febbraio 1974.
La pubblicazione è conservata presso la Biblioteca Comunale “Pietro De Nava” di Reggio Calabria




 

martedì 30 giugno 2026

Voci da Platì [di AA. VV. - 2022] Video Reup

La pubblicazione di VOCI DA PLATÌ non sarebbe stata possibile senza il basilare contributo di Elisabetta Siotto redattrice e Irene Piras Art director.
TO BE PLAYED AT MAXIMUM VOLUME




 

mercoledì 10 giugno 2026

IL PREMIO pt 2- acqua passata




L’Associazione etno-culturale Santa Pulinara ha indetto il 1° Premio letterario Don Ernesto Gliozzi riservato agli studenti dell’Istituto comprensivo De Amicis. Il 31 maggio, presso i locali della scuola media, ha avuto luogo la cerimonia di consegna dei premi ai vincitori. Presenti i docenti che hanno collaborato alla realizzazione del concorso, il sindaco Rosario Sergi, il parroco padre Beppe Svanera, il maresciallo della stazione dei carabinieri. Vincitori a pari merito Scuola Elementare: Francesco Perre V A – “Le foglie” Sabrina Carbone V B – “Il tempo” Rosa Catanzariti IV A – “L’arcobaleno colorato” Vincitori a pari merito Scuola Media: Giuseppe Romeo I A – “Il mio paese” Claudia Romeo III D – “La scala” Lavoro di gruppo III C – “Il nostro paese”

Il video in apertura è stato realizzato da Antonella Italiano.

lunedì 22 dicembre 2025

Sing Your Song [Susanne Rostock, 0211]





Joyhnny Trimboli - Piccola Monica, 1980


Johnny Trimboli - Come Zingari, 1980

La digitalizzazione dei vinili 45 giri ed i successivi ritocchi e masterizzazione sono di Valerio.

             Johnny, in un primo momento Pino, Trimboli, è apparso qui:

venerdì 21 novembre 2025

Anime sulla strada (路上の霊魂, Rojo no reikon) [Minoru Murata, 1921]

"Anche le rose hanno le spine e la vita è fatta di addii". 
Yūzō Kawashima, 1959


Giuseppe Rosario Rocco (Peppe) Rinaldo
05 - gennaio - 1939 / 13 - settembre 2025




Ahimè non posseggo una foto migliore di Peppe Rinaldo per cui sono stato costretto a schermare il video che in origine apparve qui:
https://iloveplati.blogspot.com/2011/11/la-casa-senza-tempo-regandrea-forzano.html
in tutt'altro contesto, trasformandosi oggi in un'assenza, meglio, assenze, nel paesaggio, come nei film di Wakamatsu Kōji* e  Adachi Masao. Ebbene, lo stesso video, il Nostro/Vostro Tubo pensò bene, per lui, di bandire.
Persona molto socievole e disponibile, Peppe Rinaldo ebbe in sorte di vivere i momenti critici degli ultimi sessanta anni della storia di Platì. Ci ha lasciato tristi, e con sè s'è portato tante di quelle storie che non vedranno mai la luce. Negli anni dei miei assidui ritorni, quando gli zii non erano ancora ricordi, prima di salire al paese, passavo da casa dello zio Pepé a Bovalino, lì puntualmente trovavo Peppe in stretta conversazione con lo zio. Lasciandoli mi domandavo quanti taciti segreti segretissimi intrecciavano tra loro.

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Peppe Rinaldo lo trovate anche qui:

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Il primo video è senza strato sonoro, il secondo incorporato ascoltate Days of Heaven (1978) del Maestro.

giovedì 23 ottobre 2025

I bambini ci guardano (reg. Vittorio De Sica - 1943) REUP



Video Banned by YOU TUBE

Please, VIEW FULL SCREEN and TO BE PLAYED AT MAXIMUM VOLUME.
 

lunedì 10 ottobre 2022

Voci da Platì [di AA. VV. - 2022]

 


La pubblicazione di VOCI DA PLATÌ non sarebbe stata possibile senza il basilare contributo di Elisabetta Siotto redattrice e Irene Piras Art director.
TO BE PLAYED AT MAXIMUM VOLUME

mercoledì 2 marzo 2022

Chiaro di donna - Caterina

Rispondo all’Anonimo visitatore che ha chiesto notizie della Signora che appare intervistata nel video in queste pagine qualche giorno addietro*. Il volto caravaggesco della ragazza è un fermo immagine nella mia mente. Nell’ultimo mio viaggio in terra di Platì, cercando altro dentro il cimitero, ho incontrato due garbatissime signore cui ho chiesto notizie della raccoglitrice nel video. Una di loro mi assicurava che avrebbe fatto ricerche in paese e mi avrebbe fatto sapere con Michele, che era con me in quella mirata visita al camposanto. Per il vero tornando nella città dove risiedo e dove lavoro, per e su Platì, ho dimenticato incontro e ragazza del video, congetturavo di più sull’incontro con il dottor Floriani a Vibo e l’architetto Bartone a Soriano.
Un paio di giorni fa ho ricevuto una telefonata da una signora di Platì che ha preso il numero dalla pagina I Love Platì che ho messo come contatto per whatsapp. La signora, che si chiama Francesca …, mi ha riferito di averti incontrato a Platì (credo al cimitero) e che tu volevi sapere chi fosse una signora in una foto credo tratta dal filmato delle raccoglitrici di olive. Mi ha detto di riferirti che si tratta di Caterina Sergi figlia di "Roccu i Petru". Erano 7 fratelli e sorelle, molti emigrati in Australia compresa Caterina. A Platì c'è ancora una sorella che si chiama Anna”.
Il messaggio è di Rosalba Perri. Entrambi, io frenetico, ricorriamo al data base dello zio Ernesto - Gloria nel più alto dei Cieli, zio Ernesto, per aver perso inconsapevolmente il tuo tempo per noi.
Caterina Sergi “i Roccu i Petru” è la settima di dieci figli nati da Rocco e Francesca Calabria. Dodici, compresi i genitori, come lei accenna nel video. Il padre non era figlio i Petru, come è facile pensare, ma di Michele, sposò Francesca, tizzuni di lignaggio,  il 19 novembre del 1922. Petru è l’ultimo dei dieci figli, classe 1948.
Dunque grazie alla Signora Francesca, a Rosalba e Michele ma soprattutto a Caterina Sergi.
SDG

 

giovedì 17 febbraio 2022

Chiaro di donna [di Constantin Costa-Gavras - 1979]



Frammento tratto da:
La donna che lavora inchiesta televisiva di Ugo Zatterin e Giovanni Salvi del 1959
IVa puntata, Braccianti del sud
la voce fuori campo è di Riccardo Cucciolla
il tema musicale è di Harumi Fuuki, Hajimari no michi (L'alba di un filmaker), 2014 
L'inchiesta, sebbene registicamente sia fotografata e codotta bene, la voce fuori campo, del pur grande attore Riccardo Cucciolla, è certo che non sapesse niente di Pratì come di Platì, attraverso il commento e le sue sparate, buttate lì per far sorridere, lasciano l'amaro non tanto in bocca quanto nello stomaco.
Ugo Zatterin (1920-2000), volto noto nella televisione in bianco e nero, era ancor più noto per via di Alighiero Noschese il quale parodiva gustosamente lo Zatterin.   

martedì 18 gennaio 2022

Prima del calcio di rigore [di Wim Wenders - 1971]

 

Ricordi di gioventù
Una partita di calcio

Il trillo del telefono rompe la routine noiosa di una certa parte della giornata lavorativa.
La voce dall’altro capo del filo ha l’inflessione a me cara, e questo basta per farmi rasserenare, poi il motivo della telefonata mi ha catapultato all’indietro di quarant’anni.
Quante emozioni mi ha procurato quel trillo, richiamandomi ricordi buoni e cattivi, volti e nomi, giochi e sofferenze, amici, tanti amici.
La scuola, i compagni, i professori, le marachelle e le conseguenti sospensioni, gli amori primi e indimenticati. Ovviamente solo platonici. Spesso note solo a me e non alle destinatarie dei miei innamoramenti, tipici di quell’età.
Infine, un amore, questa volta praticato: il calcio, letto, parlato, e praticato appunto.
Giocavamo al campo del “Vignale” dietro la villa “Galatti” che di primavera si riempiva di glicini profumatissimi (ora è disabitata e diroccata e mi fa sanguinare il cuore quando, arrivando, la cerco per trovare i miei ricordi giovanili).
Il calcio, dicevo. Quante battaglie a parole e a calci, quando giocavamo.
Quelli di “Susu” contro quelli di “Jusu” oppure scontri tra classi diverse dell’avviamento ad indirizzo agrario che ebbi la fortuna di frequentare. Da lì è partita la mia laurea in Economia. Vedete come fruiscono i pensieri; questo “brainstorming” e proprio una tempesta del cervello, un torrente in piena come il Bonamico il 18 ottobre ’51!
Memorabile e rimasto il sonoro 11 a 0 che beccammo a Natile Nuovo, una calda domenica di giugno, a ridosso della festa di San Pietro che, se ricordo bene, è il patrono di Natile.
Partimmo a piedi da Platì alle otto di mattina, arrivammo a Natile verso le 10.
Cominciammo la partita con la stanchezza nelle gambe, oramai diventati di legno e la testa che era bloccata al pensiero che, a piedi, avremmo dovuto tomare al paese!
Ebbene le prendemmo di brutto, senza alcuna scusante. Lascio a voi immaginare con quanto entusiasmo ci siamo rimessi sulla via del ritorno con il peso schiacciante dello “scorno" delle undici “papagne" incassate.
Io facevo l’ala destra e, tifando per la Juve, mi chiamavano Charles, per la mia irruenza. Lui era il “gigante buono”, io invece...
Ecco ho voluto fissare alcune sensazioni tra le moltissime che velocemente mi sono passate davanti, al solo sentire che avrei dovuto scrivere per ricordare qualcosa della mia vita al paese.
Ecco ho fissato questi fatti insieme alle emozioni sicuramente insignificanti per chi legge. Non per me che mi hanno dato modo di rivivere attimi di cui ho rimpianto, a quest’ora, in questo mio studio, sicuramente bello e comodo, ma senza la spensieratezza e la gioia dei momenti appena rievocati.
Ho scritto di getto, senza neanche rileggere, probabilmente la dattilografa penserà che sono “uscito pazzo". Non sono pazzo, ho solo “vomitato” parte dell’immenso affetto che ho per la mia terra per la quale vorrei fare tanto e ho fatto niente.
Ecco ora ricordo l’odore che emana di questi tempi la “crizza” (come si chiama in italiano?) al sole, mentre asciuga dalla brina notturna di settembre.
Certo, un messaggio vorrei che arrivasse a qualche giovane che dovesse leggere questo scritto: non pensi al solito retorico vecchio che gronda nostalgia ed autocontemplazione dei bei tempi passati. No, sbaglierebbe. Si tratta sicuramente di una persona che ha passato i cinquanta, ma che nella vita ha lottato con “fede
ed ardimento" per affermare sé stesso e i valori positivi seminati e coltivati in una terra aspra e portati in giro per l’Italia.
Valori che ancora oggi danno forza ed entusiasmo per lottare e vincere le battaglie che quotidianamente la vita riserva. Questi momenti rievocativi servono a dare una rinfrescata ai valori suddetti e servono a rilanciarmi.
Guai a non avere momenti o angoli privatissimi che conservano la giocosità della fanciullezza, non ci sarebbe entusiasmo senza queste piacevolezze, dove rifugiarsi nei momenti di crisi della propria identità.
Servono per ritrovarsi e ripartire alla grande per nuove mete positive e di valore alto.
Attilio Caruso

Il testo originale è in

PLATI’ PERIODICO DI CULTURA E INCONTRO ANNO 0 - NUMERO 0 - NOVEMBRE 1996

rivista fondata e diretta da Mimmo Marando 

lunedì 6 settembre 2021

Pellegrini d'amore [di Andrea Forzano - 1951]


Affluenza di platiesi al Santuario di Polsi

 
Platì, 2 settembre
(M. F.) — Si è verificata in questi giorni la solita grande affluenza di devoti platiesi al Santuario della Madonna di Polsi.
A differenza dalle abitudini di altri centri vicini al nostro, le comitive che si recano al santuario partono a piedi si trattengono in preghiera per almeno una settimana.
MICHELE FERA
 
 
ANTICHE TRADIZIONI DI FEDE
IL PELLEGRINAGGIO
al Santuario di Polsi
Chi non conosce il sito noi può comprendere la poesia che da queste balze trae vita, voci, canti
 
Polsi, 2 settembre
Anche quest'anno, una infinità di fedeli, si è spinta fra le forre d'Aspromonte, per rinnovare il tributo d'amore filiale alla Vergine, per deporre ai suoi piedi di Madre, le umane miserie ed averne in compenso, un particolare conforto.
Lunghe teorie di uomini, donne, fanciulli, s'inerpicano difatti, da giorni, per le balze malfide, lungo aerei viottoli che sconfinano in sottostanti burroni paurosi; fra pendii che sanno di fuoco, di balsami e dei sospiri degli umili.
Ma la fatica non conta, quando si ha da sciogliere un voto, invocare una ennesima grazia, per sé, pel congiunto lontano, per l'amico morente. In ogni angolo, qui, e per miglia e miglia all'intorno, insieme con le preghiere più calde, perché commiste di pianto, vi aleggia la leggenda, dolce, cara leggenda, che si perpetua nei secoli e che ha sentore di mistero:
«Conti Ruggeru, cacciandu iva, — cacciandu dassau gran nominata. — E mentri appuntu la caccia faciva, sintiù di lu divreru la chiamata. — Subitu curriu a vidiri ch'aviva: — vitti la santa Cruci scupirchiata, — nc'era lu toru chi la riviriva, — cu li dinocchia l'aviva schiavata».
«II conte Ruggero (dei Normanni), andava cacciando e nel cacciare, lasciò gran rinomanza, e mentre appunto batteva la caccia, avvertiva il latrare del cane. Subito accorso a veder cosa vi fosse, vedeva la santa Croce dissotterrata e il torello, che l'aveva con lo aiuto delle ginocchia, portato alla luce, in preghiera».
Questa leggenda, che sa tomistico e di misterioso insieme, corre più o meno falsata, più o meno abbellita, per le bocche dei vegliardi, di questa ferace Calabria, di questa buona gente dei monti, che veste ancora d'orbace, come qualcosa che interessi più direttamente questo popolo, la sua sentita religiosità, lo attaccamento alla miracolosa Madonna della Montagna, come meglio preferiscono chiamarla.
E' questa, la festa che registra una maggiore affluenza di pellegrini, e che più di ogni altra, presenta delle attrattive difficilmente raggiungibili. Ma più ancora è un mistico appuntamento dei pastori, dei cosiddetti massari, di tutta la gente più vicina alla Vergine.
Alla vista di tanti pastori, portanti i più una candida agnella, e dei pifferai in ciocie, modulanti agresti note all'ombra di secolari elci; delle madri, delle spose in preghiera, ci sembra di rivivere visioni d'altre epoche, ore di accentuato misticismo. La Montagna. Si, la Vergine che il popolo tutto proclama a gran voce regina e che ad Essa confida i riposti segreti del cuore. La Madonnina, sul cui altare i montanari formulano, sovente nel grigiore di una serata invernale, una promessa e dove si realizzano molto spesso i sogni più belli d'un amore talora contrastato, fra la rustica gente.
E' il crepuscolo. Nell'aria algente e fortemente ossigenata è un acuto odore di resine. Intorno, e giù da noi, all'ombra di annosi timi è tutta una tendopoli, un esercito di gente, d'ogni età e condizione e dai dialetti più vari ed impensati. Poco discoste da queste intere mandrie di pecore, guidate da una centuria di cani, ed infine i pastori, sorridenti, pacifici, quasi antichi patriarchi.
Chi non conosce questi siti, non può pienamente avvertirne il fascino che da essi si sprigiona, né comprendere sia pure «grosso modo» la poesia che da queste balze trae vita, voci, canti.
V. VERDUCI
GAZZETTA DEL SUD 3 settembre 1956

 

venerdì 14 maggio 2021

Il mio amore brucia - reup

 


Ancora un commento di Maria Perre in visione qui:



mercoledì 5 maggio 2021

Preparate i fazzoletti - reup


Persone molto x bene delicate altruiste, li conosco eravamo vicini di casa e andavo spesso a casa sua sempre accoglienti brave, avevano l'unica villa che c'era a quei tempi molto bella ancora c'è, ma è disabitata, che dolore vederla in quello stato.

Commento di Maria Perre da poco apparso qui:



mercoledì 7 aprile 2021

Rullo di tamburi - Micheli u Giamba


Micheli u Giamba, u tamburinaru
 
Nato a Platì
E lì morì.
 
Michele Trimboli all’anagrafe registrato
Micheli u Giamba d’i paisani chiamatu.
Fici u tamburinaru comu professioni
E u tamburu u sonava cu passioni.
Era taciturnu e di pochi paroli
Educatu e  di bonu cori
sonava insiemi ad attri paisani
e ji bacchetti paria ca volunu nte so mani.
Cu Gianni u tamburinaru così chiamatu
e chi nto paisi pe sonari era nominatu
mparau e pigghiau tanti insegnamenti
e fici tesuru  di chiji suggerimenti.
C’era puru Ntoni u miricriju
Cu na botta nta grancascia dava l’avviu
e cu nattra bona mazzolata
u seguia Pascali da gnur’Agata.
A secundu li festi e li novini
Non mancavunu tamburelli ed acciarini,
Cicciu u penga era sempri prisenti,
Muguniandu sonava allegramenti.
Cu tamburi e grancascia a ritmu battenti
A picciuli e randi facivunu cuntenti.
Girandu po paisi ssi tamburinari
si portavunu appressu na murra di cotrari.
E quandu i gigantissi ndvivunu a sfilari
i ggenti si ffacciavunu nta via mi vidunu passari
e cu soni di tamburi organetti e tamburella
i portanti li ballavunu a ritmu di tarantella.
Nta ji iornati di festa ed alleggria
lu penseru jia alla Vergini Maria
cu nomu di Maronna di lu Ritu è chiamata
e comu Patruna di pajisi esti nvocata.
In via 24 maggiu, nto corsu principali
nta stati si nescia pa passijiata sirali
sa Galatti o ponti si jia e si venia
stu rettiliniu di strata si facìa.
A meta era sempri u ponti ca funtana
ti dissetavi cu l’acqua frisca asprumuntana.
C’era a movida cu signurini e giuvanotti
e cu genti nte barri aperti sinu a menzanotti.
Nta ji serati ssettati nto scaluni di Rosariu u parlinu
e quandu nta cchiji i don Mbertinu
si scialavunu i studenti universitari
u sentunu a Micheli recitari.
Lu sommu poeta
Canti da Divin Commedia
li ripetia pecchì i sapia a memoria.
È veru ca prima pregatu volìa,
ma quandu partia tuttu u cantu ripetìa.
Convolau a nozzi a tarda età
e Ricaluzza fu la sua metà.
Cu Micaluzzu meu e Ricaluzza mia
quand’era tuttu in armonia.
Quandu sentu i tamburi sonari
u me penseru vaji a chiji tamburinari
ogni vota chi passavunu davanti a casa mia
nu biccheri di vinu s’offrìa a mamma mia.
Sti ricordi ormai fannu parti du tempu passatu.
Comu puru a granita cu jiacciu culuratu
cu na grattarola a preparava l’ardurisana,
nta ji iorna di festi e di caluri era nu taccasana.
Puru Micheli u Gimba merita m’essiri ricordatu.
Amuri e cori nto sonari misi
quandu cu tamburu girava po pajisi.
Si detti spassu a tutti ji cotrari
li fici scialari e puru sognari.
Silavana Trimboli nata a Platì e residente a Caraffa del Bianco

Testo e Voce: Silvana Trimboli
Edizione: Rosalba Perri

martedì 23 marzo 2021

Il tempo ritrovato [di Raùl Ruiz - 1999]

In libreria I Love Platì, un atto d’amore di Luigi Mittiga che ha raccolto testi e fotografie nei confronti di tutto ciò che è luogo e di tutto ciò che è cinema, tra personaggi formidabili e scovati in una terra che è tutta e nessuna e cento adorati film tra uomini a loro modo eterni e le rughe cinematografiche e sapienti di Sergio Leone e del miglior Clint Eastwood attore mitologico e regista straordinario. Mittiga canta e finisce con l’essere coi propri testi, quasi suo malgrado, autore, canta il tempo ritrovato.

Testo e voce: Alessandro Notarstefano
in onda su RTP emittente televisiva della Gazzetta del Sud
23 - 24 - 25 marzo 2021

giovedì 25 febbraio 2021

Palcoscenico [di Gregory La Cava -1937]



Fine serata di una festa lauretana degli anni novanta del secolo passato.
Riprese di S. G. Barbaro

 

domenica 14 febbraio 2021

Luv vuol dire amore [di Clive Donner -1967]

... non un'opera che fermi il tempo, invece un segno nel tempo che trascende il canone.

Disponibile qui:

http://www.editrice-leonida.com/Ultime_pubblicazioni/pubblicazioni2021/410-Mittiga.htm

mercoledì 13 gennaio 2021

Amore senza fine [di Franco Zeffirelli -1981]

Antonio Trimboli
1923 - 1959

Composizione di Silvana Trimboli in occasione del 60° anniversario della scomparsa del padre