ITINERARI CALABRESI
Bruzzano, 25 genn.
L'immagine in apertura è uno scatto in merito ad un sopralluogo a Bruzzano Vecchia nell'anno 2020.
"... con quella serietà e decisione che derivano dalla coscienza di compiere qualcosa di utile, e anzi in certi casi di necessario". Sigmund Freud 1891
ITINERARI CALABRESI
Bruzzano, 25 genn.
L'immagine in apertura è uno scatto in merito ad un sopralluogo a Bruzzano Vecchia nell'anno 2020.
SORELLE SI DIVENTA
Ad un certo punto la differenza d'età non si sente più: ci separavano sei anni ma non ce ne siamo mai accorte. Eravamo diverse ma compatibili, lontane ma sempre vicine, ci piaceva ridere, ci piaceva andare al mare ci piaceva andare a Roma. Nei caldi pomeriggi d'estate, da adolescente, mi precipitavo a casa sua dove si ricamava e si rideva spensierate, felici dell'aria fresca, del pane col pomodoro "stricato" che sua mamma ci preparava. Lei era delicata, discreta, sempre certa di essere meno delle altre e invece era bellissima, con una classe innata, di quelle che con uno straccio addosso faceva tendenza. Aveva un sorriso dolce, mai un'alzata di voce. Piangeva delle angherie che la vita le presentava. Aveva una grande fede cioè aveva fiducia in Dio e negli uomini. Amava chi la circondava senza risparmiarsi. Aveva paura delle sue paure ma le affrontava, aveva paura del futuro ma lo affrontava con delicatezza. incarnava situazioni antiche tipiche delle nostre parti “ciò che ti accade deve accadere". Eppure questa sua complessità si traduceva nella dolcezza dei suoi sorrisi, nella volontà di accontentare tutti. Ha minimizzato lo straordinario di certe scelte non si è mai vantata delle sue conquiste. Ci siamo frequentate sempre con assiduità, parlarci e confidarci era un'abitudine. Non avevamo sorelle ma sorelle ci siamo ritrovate. e la ritrovo nelle foto, nei messaggi nel ricordo della sua voce. La penso polvere posata sugli oggetti che mi ha regalato, soffio nei ricordi che a lei mi legano, meteora in un cielo che oggi è buio. Ciao Pina.
Maria
L’odierna
pubblicazione la devo a Domenico Jermanò
che giovanissimo per com’è, oltre a rincorrere per mari e monti la “Regina Angelorum”,
si affanna a mantenere vive le tradizioni ecclesiastiche platiesi. Il calice,
ben più prezioso del titolo in apertura, che nella base porta incisa la dicitura Il Cav. Francesco Oliva fu Rosario alla
Madonna del Rosario – Platì Aprile 1905 è una sua scoperta. Le notizie sul donatore
sono poche: figlio del citato Rosario e della nobildonna Marianna Morabito
nacque a Platì il 29 marzo del 1852. Lasciò il Paese per stabilirsi in Gerace
dove sposò la ventunenne signorina Francesca
Serafina Maria Ferrante il 7 aprile del 1890 ed in quella cittadina visse. Lasciò
le spoglie terrene il 22 aprile del 1939 a 87 anni.
https://iloveplati.blogspot.com/2012/05/non-solo-chiacchiere-reg-salvatore.html
https://iloveplati.blogspot.com/2012/05/primo-maggio-rosso-reg-chris-marker.html
https://iloveplati.blogspot.com/2014/02/furore-reg-john-ford-1940.html
1 - https://iloveplati.blogspot.com/2021/04/rullo-di-tamburi-micheli-u-giamba.html
2 - https://iloveplati.blogspot.com/2021/02/rullo-di-tamburi-di-delmer-daves-1954.html
3 - https://iloveplati.blogspot.com/2017/10/a-thunder-of-drums-reg-joseph-m-newman.html
4 - https://iloveplati.blogspot.com/2017/02/strada-sbarrata-ovvero-contestazione.html
5 - https://iloveplati.blogspot.com/2016/05/io-confesso-reg-alfred-hitchcock-1953.html
6 - https://iloveplati.blogspot.com/2016/03/a-sud-rullano-i-tamburi-reg-william.html
7 - https://iloveplati.blogspot.com/2012/11/batte-il-tamburo-lentamente-atto-ii.html
“I will cast abominable filth upon you, make you vile, and make you a spectacle.” Nahum, 3.6
Carlo vive
A Chiara (2021) di Jonas Carpignano è
un film su cui si possono riservare ore su ore di dibattiti tanto è il
coinvolgimento per chi riesce ad apprezzarlo. Il regista italo- americano ha eletto
Gioia Tauro sua terra adottiva e a motivo di essa ci racconta la Calabria, o se
volete, per dirla con parole attuali, la Città Metropolitana di Reggio
Calabria. Importante per portare a termine in modo speciale il film in
questione è la scelta stilistica e la volontà di ritornare alla pellicola,
usando per questo mezzi tecnici leggeri che permettono al regista di stare
sempre al passo, sempre in movimento, degli interpreti, restringendo il campo
visivo, e risaltare la psicologia dei personaggi, senza dimenticare la maggiore resa cromatica. Il lavoro si può facilmente suddividere
in quattro parti, più un segmento centrale che è la vetta più alta raggiunta
nel lavoro del regista: la vita di una famiglia di Gioia Tauro; a Chiara; la
sopravvivenza, l’epilogo. Ciò che non convince è proprio l’epilogo con “la
svolta narrativa poco probabile”. Carpignano con un procedere che riporta alla
lezione di Roberto Rossellini ci mostra la vita di una tipica famiglia
calabrese di neo arricchiti. Il suo
quotidiano, come quello di una qualsiasi famiglia sulla terra, è crescere i
figli nel modo migliore possibile, anche se esse sono tutte ragazze: la scuola,
l’apparecchio odontoiatrico, la palestra, gli amici, i selfie, i diciotto anni
della maggiore di esse, il trend che a volte emerge come kitsch. Chiara
scoprirà presto che tutto questo ha un prezzo. Crescere ha un costo. Il
segmento centrale citato: è il momento decisivo per Chiara, quasi una sorta di
limite tra l’adolescenza e le future sofferte scelte, qui rivediamo Pio Amato
passare dalla ciambra alla maturità,
alla consapevolezza di sé, ad un futuro responsabile.