Ripresi i lavori sulla S.S. 112
"... con quella serietà e decisione che derivano dalla coscienza di compiere qualcosa di utile, e anzi in certi casi di necessario". Sigmund Freud 1891
domenica 8 febbraio 2026
lunedì 18 agosto 2025
La Minaccia [Alain Corneau, 1977]
PER
INFILTRAZIONI D’ACQUAMinacciate
le fondamenta di alcune abitazioni a PiatìIn
via 24 Maggio le cunette di scolo non rispondono allabisogna
per cui si verificano conseguenze molto dannose
Platì, 30 giugno
(M.F.) - A seguito di
segnalazione di molti cittadini Interessati, rendiamo noto che lungo il tratto
della stradale 112 che attraversa Piati e che viene denominato: «Via 24 Maggio»,
si verifica da molto tempo una situazione del tutto contraria alla Pubblica Utilità.
Molte abitazioni situate su detta strada, hanno il piano terreno sotto il
livello della medesima e il primo piano sopra. Le cunette di scolo costruite ai
margini della strada da parte dell'A.N.A.S., cunette cosiddette «alla francese»
sono costruite così male, e servono così male al loro scopo, che nei plani
delle abitazioni che sottostanno al livello stradale, si verificano continue e
dannosissime infiltrazioni d'acqua, che fanno imputridire le travature dei
pavimenti, con conseguenti minacce di crollo dei medesimi.
Più volte i cittadini si sono rivolte
agli organi competenti dell'A.N.A.S. per chiedere la costruzione di canali più
razionali, o la drenatura del fondo stradale in prossimità delle abitazioni, ma
non hanno ottenuto niente di niente.
La cosa è gravissima di per se
stessa; ma diventa ancora più grave se si pensa che per fabbricare queste inutili
e irrazionali cunette «alla francese», sono state demolite le vecchie cunette «all'italiana»,
che anche se non avevano una affascinante denominazione esotica, tuttavia
raggiungevano benissimo lo scopo per le quali erano state costruite.
MICHELE FERA
GAZZETTA DEL SUD, 1 luglio 1956
In apertura l’ingresso della
nostra CASA in via XXIV maggio n° 25, di seguito un particolare delle cunette
in questione. Demolita la casa, demolite le cunette.La pubblicazione serve anche per ricordare la nascita di papà, 19 agosto 1908.
GAZZETTA DEL SUD, 1 luglio 1956
In apertura l’ingresso della nostra CASA in via XXIV maggio n° 25, di seguito un particolare delle cunette in questione. Demolita la casa, demolite le cunette.
lunedì 30 dicembre 2024
A Ghost Story [David Lowery, 2017]
Platì, 17 gennaio
Il destino avverso ci costrinse anche ad un bagno che non era davvero nei nostri programmi: quando eravamo partiti, infatti, si prospettava una magnifica giornata di sole; poi, a poco a poco, s'era levata una certa nebbiolina leggera che si era infittita verso mezzogiorno, fino a toglierci ogni visibilità. Procedevamo incespicando tra i cespugli grondanti di umidità e non osavamo allontanarci l'uno dall'altro: se appena uno muoveva un passo fuori dal gruppo, lo vedevamo svanire come Orfeo, buonanima, vide svanire Euridice quando si volse a guardarla, nell'Ade.
Ci accorgemmo della pioggia solo quando entrati a ripararci nella grotta del Corvo ci guardammo a vicenda e scoprimmo di essere ammollati fino alle ossa.
«Questo disgraziato di agosto ci ha fatto fare il bagno turco!!!» — bofonchiò Ciccio Donarom, levandosi la giacca inzuppata e appesantita.
Non aveva finito di pronunciare la frase che udimmo di rimando, dal fondo della grotta: «agosto, fa olio, miele e mosto!!».
Stavamo per tagliare la corda, impauriti, ma il fantasma ci rassicurò con un largo sorriso e ci invitò ad accostarci a lui.
Accettammo il consiglio, giacché fuori non ci si vedeva a un palmo dal naso e si correva il pericolo di sprofondare in qualche burrone.
Decidemmo nel contempo di accendere un fuoco per asciugarci. Mico X, molto gentilmente ci indicò i resti di un fuoco acceso in un angolo, molto tempo prima, chissà da quale pastore trovatosi nelle stesse nostre condizioni.
Voltatici a ringraziare Mico, ci accorgemmo con meraviglia che questi era sparito.
Ma la sua voce ci rassicuro subito, spiegandoci che in vicinanza di un fuoco, ogni fantasma che si rispetti, diventa invisibile.
Per deferenza, allora, versammo dell'acqua sul fuoco, che si spense sfrigolando in dense nubi di vapore. Quando l'ultima di queste nubi si dissolse, Mico X era ancora placidamente sdraiato sulle felci e sonnecchiava.
Ci stringemmo a cerchio intorno a lui e gli chiedemmo come mai si trovasse nella Grotta del Corvo.
Parve aspettarsi la domanda perché si mise subito a raccontare.
Restammo sgomenti; Mico X, da vivo, aveva la terribile abitudine di raccontare per ore ed ore, aneddoti, storielle eccetera. Chissà cosa ci sarebbe toccato di sentire!!
«Non immaginate – cominciò stavolta - quanto abbia dovuto faticare per trovare questo posto! Decisamente, la disoccupazione è una piaga sociale!».
«Come - chiedemmo interessati - anche nell'aldilà c'è la disoccupazione?».
Annuì tristemente, più volte. Poi riprese:
«Io qui non mi trovo neanche definitivamente. Sostituisco un collega che è andato in ferie per un paio di secoli».
E vedendo il nostro interesse alla narrazione, continuò, come ispirato:
«Molti anni addietro, sull'Aspromonte viveva una banda, di fuorilegge. Accadde che durante una rissa, seguita alla spartizione di un grosso bottino, quasi tutti i componenti della banda trovassero la morte. Il capo stesso restò ferito a morte. Restò illeso, invece, uno che non aveva preso parte alla lotta. Il capo gli si avvicinò e gli disse a bruciapelo: "Promettimi che resterai a guardare il tesoro finché non verrò io a prelevarlo".
«II poveretto, preso alla sprovvista, annuì e si mise di guardia vicino alla parte di roccia che custodiva il tesoro nascosto.
«II capo indugiò un poco lì vicino, poi, visto che il giovane era distratto, gli sparò a bruciapelo tra testa e noce di collo. Quindi si stese accanto al cadavere, e morì pure luì.
«Così lo spinto di quel ragazzo restò qui nella grotta a fare la guardia al tesoro che vi è nascosto. E nessuno, pertanto, potrà mai impadronirsene».
Rabbrividimmo guardandoci attorno. Mico X continuò:
«Adesso è andato via per un po' di ferie, ed io son qui a sostituirlo. Qualcuno di voi ha una sigaretta?».
Ciccio Donarom si affrettò ad estrarre dalla tasca il suo pacchetto di americane autentiche:
«Te lo cedo - gli disse - se ci fai vedere il tesoro nascosto nella grotta».
Mico crollò il capo, mortificato: «Perderei il posto per un pacchetto di sigarette americane, magari fasulle. Ti pare giusto?».
Così dicendo, con la mano leggera dei fantasmi, sfilò dal pacchetto dieci sigarette e le nascose tra le felci. Ciccio non se ne accorse e rimise in tasca il pacchetto semivuoto.
«Ragazzi - riprese Mico - mi permettete di raccontarvi una delle mie avventure?».
Ci consultammo, e poiché pioveva a dirotto, stabilimmo di ascoltarlo tra una boccata di fumo e l'altra. Mico cominciò il suo barboso racconto.
D'un tratto una gran luce entrò nella grotta, proprio mentre stava per venire il bello dell'avventura, e la voce di Mico si affievolì a poco a poco e si spense. Anche il fantasma si affievolì, perdé colore, e scomparve del tutto. Restò solo la sigaretta, mezzo consumata, sospesa in aria. Ad un tratto sparì anche quella.
Michele Fera
GAZZETTA DEL SUD, Mercoledi 18 gennaio 1956
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martedì 10 dicembre 2024
Spiaggia libera [Marino Girolami, 1965]
PER LO SVILUPPO TURISTICO
Spiagge
da valorizzare
sulle
coste dello Jonio
Superato il Capo Spartivento fino a Bianconovo il
mare punteggiato dagli scogli diventa Incantevole
Platì, 22 agosto
Superato il capo Spartivento, fino a Bianconovo, il mare Ionio diventa incantevole.
Dopo, riprende il suo aspetto piatto e monotono: un mare senza scogli, è
infatti come una ragazza senza «sex-appeal».
Sono proprio gli scogli a punteggiare di una bellezza fuoriserie le
spiagge di Ferruzzano e di Brancaleone, (per non citarne che le principali).
Ma il viaggiatore che ammira dai finestrini di qualche pittoresco treno
a vapore, non sospetta neppure, nella maggioranza dei casi, che sotto il
soffitto azzurro di quel mare si cela un mondo nuovo e completamente diverso
dal nostro: il mondo dei pesci e dei ricci, delle cozze e delle patelle che ben
conoscono i cultori del diffusissimo «Hobby»
della caccia subacquea. È sommamente
bello scendere in quel mondo
nuovo tra lo stupore dei pesci che vi girano intorno e vi guardano da ogni lato
con gli occhietti idioti. I fenici non provarono la stessa ebbrezza, quando
navigarono per la prima volta.
Da Ferruzzano a Brancaleone, ed un poco oltre, è il luogo ideale per i
cacciatori subacquei, che vi accorrono a frotte da ogni parte dei paesi jonici.
Ma quello di cui si nota la mancanza, nelle dette località è
un minimo di organizzazione turistica. Non vi esiste nessuno stabilimento
balenare destinato a porgere ai bagnanti i comforts che conciliano la vita da
campeggio con la vita normale di tutti t giorni. Abbiamo visitato le due spiagge di
Ferruzzano e di Brancaleone: nella
prima, l'iniziativa privata, crea ogni anno il lido più caratteristico
d'Europa: decine e decine di capanne di rami e di oleandri intrecciati in stile
hawaiano, sono costruite dagli abitanti del piccolo centro, che sorge a molta
distanza dalla spiaggia. Per tutta l'estate, le famiglie abitano in quella
specie di tucul senza luce elettrica né acqua corrente, e agli ultimi di
settembre le capannine restano abbandonate sul lido, fino ad andare in lento
disfacimento.
A Brancaleone,
invece, manca pure questo: quella che potrebbe essere una spiaggia tra le più
belle d'Italia, resta invece una delle più comuni.
Di
caratteristico presenta la divisione in caste dei bagnanti! Sul tratto più
orientale, si annidano (e il termine esatto) i cittadini della vicina Bruzzano,
che vengono al mare in autobus; poi, di seguito, per nette categorie, le
famiglie della piccola borghesia cittadina, che insieme alle pochissime famiglie
di turisti, hanno il monopolio dello « scoglio
lungo» cosiddetto: le famiglie della media borghesia, che risiedono stabilmente
nel tratto detto della stazione ferroviaria, e hanno il monopolio del
cosiddetto « cogito sacro »,
e infine, di seguito, nel tratto più occidentale,
la gente del popolo.
Chi non ci credesse, può andare a verificare.
Comunque, se qualcuno pensasse a costruire un piccolo stabilimento
balenare, con relative piste di ballo, tutti quei bagnanti ora disseminati
ostilmente su circa un chilometro di lido, sarebbero riuniti e si troverebbero meglio. Inoltre, vi sarebbe un più numeroso flusso di turisti.
Cosa ne
pensa l’E.P.T., di valorizzare al
turismo queste incantevoli località?
MICHELE FERA
GAZZETTA
DEL SUD, 23 agosto 1957
domenica 10 novembre 2024
La lunga attesa [Mervyn LeRoy, 1948]
UNA REALIZZAZIONE ATTESA DA OLTRE UN
CINQUANTENNIOSolenne inaugurazione a Platìdel nuovo edificio scolasticoPresenti alla
manifestazione il Vescovo della Diocesi, il Prefetto, il Sindaco, le autorità locali e
tutta la popolazione Platì, 22 gennaioLa giornata
di ieri i cittadini platiesi l'attendevano da oltre un cinquantennio. Con una solennissima
cerimonia sotto il più bel sole che si fosse ancora visto dall'inizio dell'anno 1957, è
stato inaugurato il nuovo edificio scolastico che ospiterà nei suoi vastissimi
locali, dotati di
attrezzature degne del nostro secolo, gli ottocento alunni delle elementari del nostro
centro.Via Roma
brulicava di gente fin dalle ore otto della mattina. Il corpo Insegnanti al
completo impartiva
istruzioni al piccolo esercito di bambini assiepati all'ingresso del grande palazzo.L'opera fu
iniziata nel 1955 dall'impresa Zimbaletti, di Santo Stefano d'Aspromonte, e
proseguiti con ammirevole onestà e serietà fino ad oggi sotto la direzione del
dottor Griselli, ingegnere capo dell'Unrra Casas Prima Giunta, e con
l'assistenza del geom. Carmelo Manfrida, il quale con rara perizia e amorevole
interessamento ha curato nei minimi particolari l'esecuzione dei lavori.Alle dieci
cominciavano ad affluire i personaggi invitati alla cerimonia. Tra gli altri, il Prefetto
della Provincia, dr. Correrà, l'Ispettore scolastico dott. Barillaro, il
direttore didattico dott. Fonte, il maggiore dei Carabinieri comandante del
Gruppo Interno di Locri, dott. Ella,
il capitano De Franco, il tenente Varisco. Alle dieci e trenta arrivava il
vescovo della
Diocesi, Mons. Pacifico Perantoni, Insieme all'on. Filippo Murdaca. Venivano In seguito il
dottor Ferdinando Griselli, direttore dell'ufficio distrettuale della Calabria
Unrra Casas, l'avv. Ferro dell'A.A.I. e i sindaci di Ardore, Bovalino, Oppido
Mamertina etc.. Il prefetto della Provincia procedeva al classico taglio del nastro
teso sulla soglia dell'edificio; dopo di
che, il vescovo mons. Perantoni benediva tutti i locali.Dopo la
benedizione, nello immenso salone che sarà destinato a refettorio, dinanzi al folto
pubblico ivi raccolto il sindaco del Comune, signor Giuseppe Zappia, che
possiamo senz'altro
definire come il principale autore della grandiosa opera, dava lettura dei
telegrammi inviati dagli on.li Cassianì e Scelba, dal ministro della Pubblica
Istruzione.Quindi il
Sindaco si rivolgeva all'uditorio ringraziando gli illustri ospiti della loro
cooperazione, con brevi e commosse parole. Successivamente prendeva la parola
il prefetto, seguito dall'Ispettore scolastico dott. Barillaro. Parlava in
ultimo il vescovo della Diocesi.Foto e testo: Gazzetta del Sud, 23 gennaio 1957
L'esecuzione dei lavori in corso d'opera è apparsa qui:
L'articolo sopra riportato non porta firma; lo si può attribuire senza ombra di dubbio a Michele Fera, in quegli anni corrispondente ufficiale per la Gazzetta del Sud.NBSulla destra di don Peppino Zappia appare il profilo, riconoscibilissimo, dello zio Ciccillo.
lunedì 10 ottobre 2022
Voci da Platì [di AA. VV. - 2022]
giovedì 29 settembre 2022
U tempu da 'stati "a.k.a." SUMMERTIME [di David Lean - 1955]
I cotrareji jòcanu e non si faci friddu;
to’ patri è rriccu e to’ mamma è ‘na bellezza,
acchì matina i chisti
ti risbigghi e ti trovi cu’ l’ali ….”
“Ero più che adolescente quando Dominic Violi (pratioto puro sangue, figlio di miei parenti emigrati, ma nato e vissuto in America), occasionalmente a Platì in una delle sue prime rimptriate, mi tradusse estemporaneamente in perfetto dialetto platiese (rectius: pratiòto) un brano di Porgy and Bess di Gershwin. Si trattava dell’aria “Summertime”, che stavamo ascoltando insieme da un disco di Ella Fitzgerald”. Poiché non capivo un’acca di inglese, Dominic traduceva, canticchiando e seguendo la melodia”. Michele Fera
Summertime
Summertime,
And the livin' is easy
Fish are jumpin'
And the cotton is high
Oh, Your daddy's rich
And your mamma's good lookin'
So hush little baby
Don't you cry
One of these mornings
You're going to rise up singing
Then you'll spread your wings
And you'll take to the sky
But until that morning
There's a'nothing can harm you
With your daddy and mammy standing by
Summertime,
And the livin' is easy
Fish are jumpin'
And the cotton is high
Your daddy’s rich
And your mamma's good lookin'
So hush little baby
Don't you cry
Tempo d'estate
Tempo d’estate,
e vivere è facile:
i pesci stanno saltellando
e il cotone è alto.
Oh, il tuo papà è ricco
e la tua mamma è bellissima:
quindi stai zitto, piccolino,
non piangere.
Una di queste mattine
ti alzerai dal letto cantando;
poi spiegherai le tue ali
e andrai in cielo.
Ma fino a quella mattina
non c’è niente che possa farti male
con il tuo papà e la tua mamma che ti assistono.
Tempo d’estate
e vivere è facile:
i pesci stanno saltellando
e il cotone è alto.
Oh, il tuo papà è ricco
E la tua mamma è bellissima:
quindi stai zitto, piccolino,
non piangere.
Il brano in inglese è di DuBose Heyward e Ira Gershwin, Porgy and Bess di George Gershwin è del 1935
originale e traduzione sono qui:
https://lyricstranslate.com/it/summertime-tempo-destate.html
Nella foto d’apertura zia Amalia e zia Gemma con le cugine Tripepi arrivate da Mishawaka IN nei primi anni ’60 del passato secolo.
sabato 23 luglio 2022
Piccola Posta [di Steno, 1955]
La formazione di quest'organo nel nostro centro riveste una enorme importanza, sia dal punto di vista sindacale, che da quello politico. Non sappiamo se sia una pura coincidenza il fatto che quasi contemporaneamente all'istituzione di quest'organo la fontana della vaschetta situata nella Piazza 24 Maggio, abbia ripreso dopo un lungo periodo di inerzia a zampillare
Mancano però, dell'anticamera dei locali medesimi, delle panche su cui il pubblico possa trovare posto nelle giornate di punta, in attesa del turno
GAZZETTA DEL SUD 22 giugno 1956
Il nuovo edificio, che sorga in un'area vastissima e centrale, sarà dotato di tutti i «conforts», e ospiterà circa centocinquanta bambini.
GAZZETTA DEL SUD 23 giugno 1956
(M. F.) - È stato trasferito l'ufficio postale del nostro centro, dall'angusto locale della lontana Piazza Duomo, In un moderno e arioso edificio di via XXIV Maggio. Il nuovo locale, oltre ad essere più ampio del precedente, più centrale e quindi più accessibile ai cittadini.
Anche i mobili dell'arredamento che prima erano costituiti da vecchio ciarpame antirazionale ed antiestetico, sono stati sostituiti con mobili nuovi fiammanti e di stile novecento.
Siamo grati all'Amministrazione Provinciale delle Poste e Telegrafi per questi tanto attesi provvedimenti.
MICHELE FERA
GAZZETTA DEL SUD 26 giugno 1956
Forse è già
stato detto: le corrispondenze da Platì di Michele Fera pubblicate sulla
Gazzetta del Sud dal 1955 al 1959 riemergono oggi come una cronaca minimalista
della vita cittadina. Non che sullo stesso quotidiano in quei tempi non siano
apparse notizie di tutt’altro genere, per quei tipi di cronistorie c’erano diversi
corrispondenti provenienti da altre zone. Erano gli anni a ridosso del doppio diluvio,
1951 e 1953, il paese cercava di risorgere dalle catastrofi, tentava contatti
col mondo esterno sia attraverso i sindacati, i partiti, gli studenti come
anche attraverso i fuggiti in cerca di lavoro. Il futuro era incerto,
all’incertezza si associava lo sbarramento, le negazioni che ancora oggi
soffocano chi ha scelto con coraggio di rimanere. Per chi in quei tempi era
adolescente le redazioni di Michele Fera diventano nostalgia, per chi è venuto
dopo una scoperta. L’occasione di oggi è anche un momento per ricordare don
Ferdinando Zappia il quale oltre a distribuire la luce elettrica distribuiva
servizi postali ed era il proprietario del sito su cui sorgerà il nuovo asilo infantile.
domenica 17 luglio 2022
Il concorso [di Philippa Lowthorpe, 2020]
Concorso fotografico del giugno locrese
Il terzo concorso fotografico bandito dalla Foto Attualità «Polifroni», nel quadro delle manifestazione del Giugno Locrese ha ottenuto, quest'anno, un successo pieno.
Il primo premio per il ritratto è stato aggiudicato alla fotografia «Na vuci, na chitarrae na... spera e suli», eseguita dal prof. dr. Alfredo Gasparro da Siderno.
Siamo certi che anche l'anno prossimo il concorso fotografico sarà organizzato e riscuoterà un nuovo meritato successo.
GAZZETTA DEL SUD 8 giugno 1956
In apertura la vincitrice per la figura ambientata «Vecchi di San Luca».


















