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Visualizzazione post con etichetta MICHELE FERA. Mostra tutti i post
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martedì 21 luglio 2026

Casotto - il prequel


Platì avrà

la luce elettrica! 

(M. F.) - Da voci che circolano insistentemente, pare che siano in corso delle trattative che mirano ad allacciare il nostro centro alla rete elettrica della SME*, ponendo cosi fine alla balordissima situazione che nel mesi estivi ci priva di corrente elettrica a causa del non funzionamento della minuscola centralina del nostro centro, per mancanza d'acqua nel torrente Ciancio. Ci auguriamo che le trattative suddette abbiano buon esito, affinché anche noi possiamo usufruire pienamente e senza interruzioni, di un così importante servizio. 

(Michele Fera)
GAZZETTA DEL SUD, 01 LUGLIO 1956

Società Meridionale Elettrica


 

domenica 19 luglio 2026

Casotto [Sergio Citti, 1977]



DOV’ E’ IL PROGRESSO ?

Luce elettrica
un sogno a Platì

La modesta "centrale,, del luogo, come in

tutte le estati, ha smesso di funzionare

 

Platì, 9 luglio

(M. F.) Da diversi giorni si è verificato quello che ognuno si aspettava. La luce elettrica non funziona più a causa della siccità del torrente Ciancio, che nei mesi invernali alimenta su una delle sue sponde una modesta turbina collegata ad un ancor più modesto generatore di energia elettrica racchiusi in un casotto in muratura che molti amano definire pomposamente «Centrale Elettrica».
Questa cosiddetta «centrale elettrica», dunque, ha smesso di funzionare, come del resto fa abitualmente nei mesi d'estate, l’erogazione di energia elettrica durante il giorno va e viene a periodi alterni, e durante la notte forse pure. Diciamo «foibe», perché comunque la tensione dell'energia durante le ore notturne che sono quelle di maggior carico, è così insoddisfacente, che molti adottano ufficialmente le lucerne a pendio, per evitare di rodercisi il fegato.
Ci sono gli ottimisti che aspettano al buio nei periodi in cui non c’è corrente nell’attesa spasmodica del... periodo luminoso, e nel frattempo si limitano tutt’al più di accendere decine e decine di … moccoli ai responsabili della grave situazione del nostro centro.
All'inizio dell'estate si parlava di trattative che avrebbero portato ad allacciare il nostro centro con la rete elettrica della Società Meridionale Elettrica; ma dell'esito di queste famose trattative ancora non si sa niente di niente. Quello, invece, che si sa con certezza, è che anche questa estate, e il successivo inverno, passeranno senza che il problema della luce venga risolto. A volere essere ottimisti, naturalmente. Nel caso contrario, ancora potremmo rassegnarci a passare degli anni sempre nelle stesse condizioni. E un'altra cosa è ancora certa: Che una buona metà dei cittadini, (quella che il problema lo «sente»), ne ha già le tasche piene.
Chi sarà il «Deus ex machina» che verrà a sollevarci da cui questo abbrutimento?
(Michele Fera)
GAZZETTA DEL SUD, 10 LUGLIO 1956

Il testo riportato è del nostro corrispondente Michele Fera di Rosario che, nel suo solito modo sfuggente, sembra far risalire la colpa del disservizio al povero, d'acque, Ciancio e al proprietario della piccola Centrale Elettrica platiese. Di questo servizio erogato per cura di Don Ferdinando Zappia il Fera non dice chi pagava, se il Comune o i singoli cittadini connessi, per usare una terminologia corrente. Lo stesso Fera non è mai stato un poeta, per chi in quegli anni viveva, da infante o adulto, si era solito assistere, nei giorni estivi, all’apparizione delle lucciole che, proprio per la scarsa illuminazione, mappavano il paese.

Sullo stesso tema:

https://iloveplati.blogspot.com/2022/07/piccola-posta-di-steno-1955.html

https://iloveplati.blogspot.com/2020/11/la-statua-errante-di-fritz-lang-1920.html 

https://iloveplati.blogspot.com/2021/05/le-stelle-non-hanno-padroni-di.html

In apertura la storica Cabina, nel testo casotto, situata sull'argine del Ciancio.





 

sabato 11 luglio 2026

Festa di luglio [Christopher Menaul, 1995]

Afa di luglio. Il canto che non varia
delle cicale; il ciel tutto turchino ...
Camillo Sbarbaro (1888 - 1967)



Pesca di anguille

nel fiume Ciancio

Platì, 12 luglio

(M. F ) - Favorite dal fortissimo caldo le numerose battute di caccia alle anguille organizzate in questi giorni nel fiume Ciancio del nostro centro, hanno avuto esiti imprevedibili nella sola giornata di domenica sono state catturate complessivamente 30 chilogrammi del saporitissimo pesce. 

Rinvenuta una bomba

Platì, 12 luglio

(M. F.) — Il nostro concittadino signor Vittorio Portolesi, mentre era intento ad una escursione subacquea presso la spiaggia di Bovalino, scopriva seminterrata sul fondo una grossa bomba d'aereo inesplosa. Della scoperta il Portolesi informava la locale stazione Carabinieri.

Danneggiato da vandali

il ponte di Senoli

Plati, 12 luglio

(M.F.) Ignoti vandali hanno asportato da una delle spallette del ponte di cemento armato costruito recentemente sulla strada di Senoli un grosso pezzo di tubo d'acciaio che aveva le funzioni di passamano.

Michele Fera

GAZZETTA DEL SUD, 13 LUGLIO 1957










giovedì 21 maggio 2026

All'ultimo voto [David Gordon Green, 2015]





Aperta la campagna

elettorale a Platì

Platì, 4 maggio

(M.F.)  - Ha aperto la campagna elettorale per lo scudo crociato il dottor Cangemi che ha pronunciato un bellissimo discorso.
La piazza Marconi era gremita fino all’inverosimile. E l’uditorio è stato evidentemente soddisfatto della circostanza che l’oratore non è stato prolisso e non si è servito di vaniloqui demagogici, per il suo successo, ma di dati di fatto. 


Cirella di Platì

non voterà

Platì, 4 maggio

(M.F.)  - Cirella di Platì che per le prossime elezioni amministrative doveva votare a liste separate, per la elezione di sei consiglieri da aggiungere ai quattordici del capoluogo ha manifestato l’intenzione di non votare, e non ha pertanto presentato nessuna lista. I motivi della decisione, come abbiamo pubblicato, pare siano da ricercarsi nella mancata costruzione di una rotabile che doveva congiungere Cirella al capoluogo, e nella stessa separazione … politica della frazione dal nostro centro.
Per la cronaca, la frazione di Cirella, anche durante le elezioni politiche del 1948 si astenne dal voto
(M.F.)  Michele [Michelangelo] Fera
GAZZETTA DEL SUD, 5 maggio 1956


 

domenica 8 febbraio 2026

LAVORI IN CORSO [Lloyd French, 1933]



Ripresi i lavori sulla S.S. 112 

         Platì 26 gennaio
  (M. F)  – I lavori per la ricostruzione della strada Statale 112 d’Aspromonte sono stati finalmente ripresi e questa volta in grande stile.
  Ecco alcune vedute, riprese in contrada «Lacchi di Torno» dove l’alluvione del 1951 aveva seminato la più completa distruzione. Le enormi macchine scavatrici e spianatrici stanno lentamente trasformando la zona muovendosi con la loro enorme mole sul ciglio degli immensi precipizi.
  Molto probabilmente la importantissima arteria che unisce direttamente la Riviera Jonica alla Tirrenica, sarà restituita al traffico verso la primavera. Il transito, comunque di tanto in tanto viene assicurato in via provvisoria dalle ditte appaltatrici.
  Il valloncello che attraversa Platì a est, e che durante le alluvioni del ’51 e del ’53 produsse gravi danni all’abitato, sta finalmente per essere imbrigliato e ricondotto nei giusti limiti, per mezzo di poderosi muraglioni di cemento.
In basso una veduta d’insieme dei lavori.
Foto e testo sono di Michele Fera
GAZZETTA DEL SUD 27 gennaio 1956


La S.S. 112 è stata raccontata anche qui:







 

lunedì 18 agosto 2025

La Minaccia [Alain Corneau, 1977]




PER INFILTRAZIONI D’ACQUA
Minacciate le fondamenta di alcune abitazioni a Piatì
In via 24 Maggio le cunette di scolo non rispondono alla
bisogna per cui si verificano conseguenze molto dannose
 
Platì, 30 giugno
(M.F.) - A seguito di segnalazione di molti cittadini Interessati, rendiamo noto che lungo il tratto della stradale 112 che attraversa Piati e che viene denominato: «Via 24 Maggio», si verifica da molto tempo una situazione del tutto contraria alla Pubblica Utilità. Molte abitazioni situate su detta strada, hanno il piano terreno sotto il livello della medesima e il primo piano sopra. Le cunette di scolo costruite ai margini della strada da parte dell'A.N.A.S., cunette cosiddette «alla francese» sono costruite così male, e servono così male al loro scopo, che nei plani delle abitazioni che sottostanno al livello stradale, si verificano continue e dannosissime infiltrazioni d'acqua, che fanno imputridire le travature dei pavimenti, con conseguenti minacce di crollo dei medesimi.
Più volte i cittadini si sono rivolte agli organi competenti dell'A.N.A.S. per chiedere la costruzione di canali più razionali, o la drenatura del fondo stradale in prossimità delle abitazioni, ma non hanno ottenuto niente di niente.
La cosa è gravissima di per se stessa; ma diventa ancora più grave se si pensa che per fabbricare queste inutili e irrazionali cunette «alla francese», sono state demolite le vecchie cunette «all'italiana», che anche se non avevano una affascinante denominazione esotica, tuttavia raggiungevano benissimo lo scopo per le quali erano state costruite.
MICHELE FERA
GAZZETTA DEL SUD, 1 luglio 1956

In apertura l’ingresso della nostra CASA in via XXIV maggio n° 25, di seguito un particolare delle cunette in questione. Demolita la casa, demolite le cunette.
La pubblicazione serve anche per ricordare la nascita di papà, 19 agosto 1908.


 

lunedì 30 dicembre 2024

A Ghost Story [David Lowery, 2017]

BOZZETTO CALABRESE
In una grotta di Montalto
 
Platì, 17 gennaio
Eravamo saliti fin sulla cima di Montalto con l'intenzione di fare una gita.
Il destino avverso ci costrinse anche ad un bagno che non era davvero nei nostri programmi: quando eravamo partiti, infatti, si prospettava una magnifica giornata di sole; poi, a poco a poco, s'era levata una certa nebbiolina leggera che si era infittita verso mezzogiorno, fino a toglierci ogni visibilità. Procedevamo incespicando tra i cespugli grondanti di umidità e non osavamo allontanarci l'uno dall'altro: se appena uno muoveva un passo fuori dal gruppo, lo vedevamo svanire come Orfeo, buonanima, vide svanire Euridice quando si volse a guardarla, nell'Ade.
Ci accorgemmo della pioggia solo quando entrati a ripararci nella grotta del Corvo ci guardammo a vicenda e scoprimmo di essere ammollati fino alle ossa.
«Questo disgraziato di agosto ci ha fatto fare il bagno turco!!!» — bofonchiò Ciccio Donarom, levandosi la giacca inzuppata e appesantita.
Non aveva finito di pronunciare la frase che udimmo di rimando, dal fondo della grotta: «agosto, fa olio, miele e mosto!!».
Ci rivolgemmo tutti nella direzione da cui proveniva la voce e riconoscemmo, sdraiato su un letto di felci, il fantasma di Mico X.
Stavamo per tagliare la corda, impauriti, ma il fantasma ci rassicurò con un largo sorriso e ci invitò ad accostarci a lui.
Accettammo il consiglio, giacché fuori non ci si vedeva a un palmo dal naso e si correva il pericolo di sprofondare in qualche burrone.
Decidemmo nel contempo di accendere un fuoco per asciugarci. Mico X, molto gentilmente ci indicò i resti di un fuoco acceso in un angolo, molto tempo prima, chissà da quale pastore trovatosi nelle stesse nostre condizioni.
Un paio di minuti dopo, fumavamo tutti come torce bagnate, mentre l'acqua abbandonava i nostri vestiti in forma di vapore.
Voltatici a ringraziare Mico, ci accorgemmo con meraviglia che questi era sparito.
Ma la sua voce ci rassicuro subito, spiegandoci che in vicinanza di un fuoco, ogni fantasma che si rispetti, diventa invisibile.
Per deferenza, allora, versammo dell'acqua sul fuoco, che si spense sfrigolando in dense nubi di vapore. Quando l'ultima di queste nubi si dissolse, Mico X era ancora placidamente sdraiato sulle felci e sonnecchiava.
Ci stringemmo a cerchio intorno a lui e gli chiedemmo come mai si trovasse nella Grotta del Corvo.
Parve aspettarsi la domanda perché si mise subito a raccontare.
Restammo sgomenti; Mico X, da vivo, aveva la terribile abitudine di raccontare per ore ed ore, aneddoti, storielle eccetera. Chissà cosa ci sarebbe toccato di sentire!!
«Non immaginate – cominciò stavolta - quanto abbia dovuto faticare per trovare questo posto! Decisamente, la disoccupazione è una piaga sociale!».
«Come - chiedemmo interessati - anche nell'aldilà c'è la disoccupazione?».
Annuì tristemente, più volte. Poi riprese:
«Io qui non mi trovo neanche definitivamente. Sostituisco un collega che è andato in ferie per un paio di secoli».
E vedendo il nostro interesse alla narrazione, continuò, come ispirato:
«Molti anni addietro, sull'Aspromonte viveva una banda, di fuorilegge. Accadde che durante una rissa, seguita alla spartizione di un grosso bottino, quasi tutti i componenti della banda trovassero la morte. Il capo stesso restò ferito a morte. Restò illeso, invece, uno che non aveva preso parte alla lotta. Il capo gli si avvicinò e gli disse a bruciapelo: "Promettimi che resterai a guardare il tesoro finché non verrò io a prelevarlo".
«II poveretto, preso alla sprovvista, annuì e si mise di guardia vicino alla parte di roccia che custodiva il tesoro nascosto.
«II capo indugiò un poco lì vicino, poi, visto che il giovane era distratto, gli sparò a bruciapelo tra testa e noce di collo. Quindi si stese accanto al cadavere, e morì pure luì.
«Così lo spinto di quel ragazzo restò qui nella grotta a fare la guardia al tesoro che vi è nascosto. E nessuno, pertanto, potrà mai impadronirsene».
Rabbrividimmo guardandoci attorno. Mico X continuò:
«Adesso è andato via per un po' di ferie, ed io son qui a sostituirlo. Qualcuno di voi ha una sigaretta?».
Ciccio Donarom si affrettò ad estrarre dalla tasca il suo pacchetto di americane autentiche:
«Te lo cedo - gli disse - se ci fai vedere il tesoro nascosto nella grotta».
Mico crollò il capo, mortificato: «Perderei il posto per un pacchetto di sigarette americane, magari fasulle. Ti pare giusto?».
Così dicendo, con la mano leggera dei fantasmi, sfilò dal pacchetto dieci sigarette e le nascose tra le felci. Ciccio non se ne accorse e rimise in tasca il pacchetto semivuoto.
«Ragazzi - riprese Mico - mi permettete di raccontarvi una delle mie avventure?».
Ci consultammo, e poiché pioveva a dirotto, stabilimmo di ascoltarlo tra una boccata di fumo e l'altra. Mico cominciò il suo barboso racconto.
D'un tratto una gran luce entrò nella grotta, proprio mentre stava per venire il bello dell'avventura, e la voce di Mico si affievolì a poco a poco e si spense. Anche il fantasma si affievolì, perdé colore, e scomparve del tutto. Restò solo la sigaretta, mezzo consumata, sospesa in aria. Ad un tratto sparì anche quella.
Uscimmo con un brivido dalla grotta, in silenzio. Fuori c'era il sole
Michele Fera
GAZZETTA DEL SUD, Mercoledi 18 gennaio 1956

Ciccio Donarom [Marando?] in precedenza è apparso quai:

 

 

martedì 10 dicembre 2024

Spiaggia libera [Marino Girolami, 1965]


PER LO SVILUPPO TURISTICO
Spiagge da valorizzare
sulle coste dello Jonio
Superato il Capo Spartivento fino a Bianconovo il
mare punteggiato dagli scogli diventa Incantevole



Platì, 22 agosto
Superato il capo Spartivento, fino a Bianconovo, il mare Ionio diventa incantevole. Dopo, riprende il suo aspetto piatto e monotono: un mare senza scogli, è infatti come una ragazza senza «sex-appeal».
Sono proprio gli scogli a punteggiare di una bellezza fuoriserie le spiagge di Ferruzzano e di Brancaleone, (per non citarne che le principali).
Ma il viaggiatore che ammira dai finestrini di qualche pittoresco treno a vapore, non sospetta neppure, nella maggioranza dei casi, che sotto il soffitto azzurro di quel mare si cela un mondo nuovo e completamente diverso dal nostro: il mondo dei pesci e dei ricci, delle cozze e delle patelle che ben conoscono i cultori del diffusissimo «Hobby» della caccia subacquea. È sommamente bello scendere in quel mondo nuovo tra lo stupore dei pesci che vi girano intorno e vi guardano da ogni lato con gli occhietti idioti. I fenici non provarono la stessa ebbrezza, quando navigarono per la prima volta.
Da Ferruzzano a Brancaleone, ed un poco oltre, è il luogo ideale per i cacciatori subacquei, che vi accorrono a frotte da ogni parte dei paesi jonici.
Ma quello di cui si nota la mancanza, nelle dette località è un minimo di organizzazione turistica. Non vi esiste nessuno stabilimento balenare destinato a porgere ai bagnanti i comforts che conciliano la vita da campeggio con la vita normale di tutti t giorni. Abbiamo visitato le due spiagge di Ferruzzano e di Brancaleone: nella prima, l'iniziativa privata, crea ogni anno il lido più caratteristico d'Europa: decine e decine di capanne di rami e di oleandri intrecciati in stile hawaiano, sono costruite dagli abitanti del piccolo centro, che sorge a molta distanza dalla spiaggia. Per tutta l'estate, le famiglie abitano in quella specie di tucul senza luce elettrica né acqua corrente, e agli ultimi di settembre le capannine restano abbandonate sul lido, fino ad andare in lento disfacimento.
A Brancaleone, invece, manca pure questo: quella che potrebbe essere una spiaggia tra le più belle d'Italia, resta invece una delle più comuni.
Di caratteristico presenta la divisione in caste dei bagnanti! Sul tratto più orientale, si annidano (e il termine esatto) i cittadini della vicina Bruzzano, che vengono al mare in autobus; poi, di seguito, per nette categorie, le famiglie della piccola borghesia cittadina, che insieme alle pochissime famiglie di turisti, hanno il monopolio dello « scoglio lungo» cosiddetto: le famiglie della media borghesia, che risiedono stabilmente nel tratto detto della stazione ferroviaria, e hanno il monopolio del cosiddetto « cogito sacro », e infine, di seguito, nel tratto più occidentale, la gente del popolo.
Chi non ci credesse, può andare a verificare.
Comunque, se qualcuno pensasse a costruire un piccolo stabilimento balenare, con relative piste di ballo, tutti quei bagnanti ora disseminati ostilmente su circa un chilometro di lido, sarebbero riuniti e si troverebbero meglio. Inoltre, vi sarebbe un più numeroso flusso di turisti.
Cosa ne pensa l’E.P.T., di valorizzare al turismo queste incantevoli località?
MICHELE FERA
GAZZETTA DEL SUD, 23 agosto 1957

In apertura la spiaggia ed i caratteristici scogli presso Capo Bruzzano (Zephyrion Akryterion) dove approdarono nel 6° secolo A.C. i coloni locresi provenienti dalla Grecia.
Di seguito una cover di un brano, Un Altro Mare (1969), del Maestro Morricone, quando dava il meglio di se stesso.


 

domenica 10 novembre 2024

La lunga attesa [Mervyn LeRoy, 1948]



UNA REALIZZAZIONE ATTESA DA OLTRE UN CINQUANTENNIO
Solenne inaugurazione a Platì
del nuovo edificio scolastico
Presenti alla manifestazione il Vescovo della Diocesi, il Prefetto, il Sindaco, le autorità locali e tutta la popolazione
 
Platì, 22 gennaio
La giornata di ieri i cittadini platiesi l'attendevano da oltre un cinquantennio. Con una solennissima cerimonia sotto il più bel sole che si fosse ancora visto dall'inizio dell'anno 1957, è stato inaugurato il nuovo edificio scolastico che ospiterà nei suoi vastissimi locali, dotati di attrezzature degne del nostro secolo, gli ottocento alunni delle elementari del nostro centro.
Via Roma brulicava di gente fin dalle ore otto della mattina. Il corpo Insegnanti al completo impartiva istruzioni al piccolo esercito di bambini assiepati all'ingresso del grande palazzo.
L'opera fu iniziata nel 1955 dall'impresa Zimbaletti, di Santo Stefano d'Aspromonte, e proseguiti con ammirevole onestà e serietà fino ad oggi sotto la direzione del dottor Griselli, ingegnere capo dell'Unrra Casas Prima Giunta, e con l'assistenza del geom. Carmelo Manfrida, il quale con rara perizia e amorevole interessamento ha curato nei minimi particolari l'esecuzione dei lavori.
Alle dieci cominciavano ad affluire i personaggi invitati alla cerimonia. Tra gli altri, il Prefetto della Provincia, dr. Correrà, l'Ispettore scolastico dott. Barillaro, il direttore didattico dott. Fonte, il maggiore dei Carabinieri comandante del Gruppo Interno di Locri, dott. Ella, il capitano De Franco, il tenente Varisco. Alle dieci e trenta arrivava il vescovo della Diocesi, Mons. Pacifico Perantoni, Insieme all'on. Filippo Murdaca. Venivano In seguito il dottor Ferdinando Griselli, direttore dell'ufficio distrettuale della Calabria Unrra Casas, l'avv. Ferro dell'A.A.I. e i sindaci di Ardore, Bovalino, Oppido Mamertina etc.. Il prefetto della Provincia procedeva al classico taglio del nastro teso sulla soglia dell'edificio; dopo di che, il vescovo mons. Perantoni benediva tutti i locali.
Dopo la benedizione, nello immenso salone che sarà destinato a refettorio, dinanzi al folto pubblico ivi raccolto il sindaco del Comune, signor Giuseppe Zappia, che possiamo senz'altro definire come il principale autore della grandiosa opera, dava lettura dei telegrammi inviati dagli on.li Cassianì e Scelba, dal ministro della Pubblica Istruzione.
Quindi il Sindaco si rivolgeva all'uditorio ringraziando gli illustri ospiti della loro cooperazione, con brevi e commosse parole. Successivamente prendeva la parola il prefetto, seguito dall'Ispettore scolastico dott. Barillaro. Parlava in ultimo il vescovo della Diocesi.
Foto e testo: Gazzetta del Sud, 23 gennaio 1957

L'esecuzione dei lavori in corso d'opera è apparsa qui:

L'articolo sopra riportato non porta firma; lo si può attribuire senza ombra di dubbio a Michele Fera, in quegli anni corrispondente ufficiale per la Gazzetta del Sud.
NB
Sulla destra di don Peppino Zappia appare il profilo, riconoscibilissimo, dello zio Ciccillo.


 

lunedì 10 ottobre 2022

Voci da Platì [di AA. VV. - 2022]

 


La pubblicazione di VOCI DA PLATÌ non sarebbe stata possibile senza il basilare contributo di Elisabetta Siotto redattrice e Irene Piras Art director.
TO BE PLAYED AT MAXIMUM VOLUME

giovedì 29 settembre 2022

U tempu da 'stati "a.k.a." SUMMERTIME [di David Lean - 1955]

U tempu da stati
“U tempu da ‘stati esti ‘nu bellu tempu:
I cotrareji jòcanu e non si faci friddu;
to’ patri è rriccu e to’ mamma è ‘na bellezza,
acchì matina i chisti
ti risbigghi e ti trovi cu’ l’ali ….”
 
“Ero più che adolescente quando Dominic Violi (pratioto puro sangue, figlio di miei parenti emigrati, ma nato e vissuto in America), occasionalmente a Platì in una delle sue prime rimptriate, mi tradusse estemporaneamente in perfetto dialetto platiese (rectius: pratiòto) un brano di Porgy and Bess di Gershwin. Si trattava dell’aria “Summertime”, che stavamo ascoltando insieme da un disco di Ella Fitzgerald”. Poiché non capivo un’acca di inglese, Dominic traduceva, canticchiando e seguendo la melodia”. Michele Fera
 
Summertime
Summertime,
And the livin' is easy
Fish are jumpin'
And the cotton is high
 
Oh, Your daddy's rich
And your mamma's good lookin'
So hush little baby
Don't you cry
 
One of these mornings
You're going to rise up singing
Then you'll spread your wings
And you'll take to the sky
 
But until that morning
There's a'nothing can harm you
With your daddy and mammy standing by
 
Summertime,
And the livin' is easy
Fish are jumpin'
And the cotton is high
 
Your daddy’s rich
And your mamma's good lookin'
So hush little baby
Don't you cry

Tempo d'estate
Tempo d’estate,
e vivere è facile:
i pesci stanno saltellando
e il cotone è alto.
 
Oh, il tuo papà è ricco
e la tua mamma è bellissima:
quindi stai zitto, piccolino,
non piangere.
 
Una di queste mattine
ti alzerai dal letto cantando;
poi spiegherai le tue ali
e andrai in cielo.
 
Ma fino a quella mattina
non c’è niente che possa farti male
con il tuo papà e la tua mamma che ti assistono.
 
Tempo d’estate
e vivere è facile:
i pesci stanno saltellando
e il cotone è alto.
 
Oh, il tuo papà è ricco
E la tua mamma è bellissima:
quindi stai zitto, piccolino,
non piangere.
 
Il brano in inglese è di DuBose Heyward e Ira Gershwin, Porgy and Bess di George Gershwin è del 1935
originale e traduzione sono qui:
https://lyricstranslate.com/it/summertime-tempo-destate.html

Il testo di Michele Fera è contenuto nella rivista di Mimmo Marando PLATI’, novembre 1996.

Nella foto d’apertura zia Amalia e zia Gemma con le cugine Tripepi arrivate da Mishawaka IN nei primi anni ’60 del passato secolo.

Ecco ora a voi la divina Ella,
a seguire la versione, sempre verde, di Janis Joplin: