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venerdì 26 dicembre 2025

IL PRANZO ONIRICO [Eros Puglielli, 1996]


Era uso nella mia famiglia solennizzare i compleanni regalando al festeggiato il suo piatto preferito. Il giorno di santo Stefano era il compleanno dello zio Peppino, per lui: timballo di riso. Piatto ottimo, per carità, piaceva a tutti. Il fatto era che tale sostanziosa, monumentale pietanza toccava mangiarla il giorno dopo Natale e il giorno di Natale a casa mia il brodo di carne non era un consommé da inizio pasto... visto che oltre le fettuccine vi navigavano polpette di pollo e uno diceva ma.. il brodo dov'è? A seguire altre pietanze come falsi magri, carne in sugo contorni vari e salame capocollo e... mangia un po’ di ricotta che hai mangiato poco! Non parliamo dei dolci e di tutto quel dietetico che ci strafogavamo durante la tombola, fichi secchi o ripieni di noci, nocciole, datteri sussumelle e nocatili. Si andava a dormire rotolando verso il letto e sicuramente sognavamo cose pesanti. E la mattina dopo? Mia nonna era all'opera dall'alba, la casa profumava di ragù e polpettine fritte, sulla tavola piatti con formaggio, salame uva sode aspettavo di essere assemblati nel riso già pronto ad accoglierli. Risultato: un monolite compatto e imponente che a pranzo avrebbe onorato lo zio e riempito le nostre pance dandoci, come sempre allora, l'idea che quel tempo e quel mondo non sarebbero mai finiti …




 

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