I LOVE PLATI'
"Imparare a diventare umani è la sola radicalità". Raoul Vaneigem, 1999
martedì 30 dicembre 2025
Star Wars [George Lucas, 1977]
EPISTOLA QUARTA
Né il vano gracidare mi tange.
venerdì 26 dicembre 2025
IL PRANZO ONIRICO [Eros Puglielli, 1996]
Era
uso nella mia famiglia solennizzare i compleanni regalando al festeggiato il
suo piatto preferito. Il giorno di santo Stefano era il compleanno dello zio
Peppino, per lui: timballo di riso. Piatto ottimo, per carità, piaceva a
tutti. Il fatto era che tale sostanziosa, monumentale pietanza toccava
mangiarla il giorno dopo Natale e il giorno di Natale a casa mia il brodo di
carne non era un consommé da inizio pasto... visto che oltre le fettuccine vi
navigavano polpette di pollo e uno diceva ma.. il brodo dov'è? A seguire altre
pietanze come falsi magri, carne in sugo contorni vari e salame capocollo e... mangia
un po’ di ricotta che hai mangiato poco! Non parliamo dei dolci e di tutto quel
dietetico che ci strafogavamo durante la tombola, fichi secchi o ripieni di
noci, nocciole, datteri sussumelle e nocatili. Si andava a dormire rotolando
verso il letto e sicuramente sognavamo cose pesanti. E la mattina dopo? Mia
nonna era all'opera dall'alba, la casa profumava di ragù e polpettine fritte,
sulla tavola piatti con formaggio, salame uva sode aspettavo di essere
assemblati nel riso già pronto ad accoglierli. Risultato: un monolite compatto
e imponente che a pranzo avrebbe onorato lo zio e riempito le nostre pance
dandoci, come sempre allora, l'idea che quel tempo e quel mondo non sarebbero
mai finiti …
MARIA
In apertura Giuseppino Mittiga, u mutu i barva, 26/12/1917 - 24/08/1989,
e l'ingresso del bottega di generi alimentari e diversi in via XXIV maggio.
lunedì 22 dicembre 2025
Sing Your Song [Susanne Rostock, 0211]
Johnny, in un primo momento Pino, Trimboli, è apparso qui:
venerdì 19 dicembre 2025
giovedì 18 dicembre 2025
Un paese di Calabria [Shu Aiello/Catherine Catella, 2017]
IL «CHI È» DI PLATÌ
Plati è un centro a prevalente economia
agricola e zootecnica. Alle pendici delle faggete dei Piani di Zervò, quando la
vista si apre sul tormentato paesaggio del versante jonico aspromontano, inizia
la valle di Plati (kmq. 50,01).
Calabria – A XX – N.S. n. 83 – giugno 1992
ancora:
mercoledì 17 dicembre 2025
lunedì 15 dicembre 2025
UN'ORA DI FELICITA' [Herbert Maisch, 1939]
Non dunque le frasi altisonanti che sanno di menzogna, non una veste più scintillante; ma la pura e semplice parola del cuore, che scorre limpida, è l’ornamento più, bello del libretto, che venne fuori dalla Tipografia dello Spirito Santa in Roccella Jonica.
E quando avrete letta, tutta d’un fiato la piccola produzione stupenda, vi domandate se l’Ora è passata troppo presto o vi siete dimenticati del tempo, giacché è tale l’attrazione che vi conquide che voi vorreste continuasse ancora.
So che molto i sacerdoti potranno ricavare di utile per le anime loro, praticando la dolcissima Ora dinanzi a Gesù Sacramento ..., ma quando sono guidati, direi così, per mano da un loro confratelllo più buono, semplice ed entusiasta, allora accresce l’utile, perché è maggiore l’effetto.
Il Catanoso non ha pretenzioni se non una sola che é santa: quella di fare del bene e ci è riuscito. Onore a lui, Gesù in Sacramento che è il centro e la sintesi di tutte le affezioni, voglia ispirare in noi la necessità di stringerci intorno al suo tabernacolo e fare dei veri sacerdoti eucaristici, spogli di tutte le mondanità e ricchi solamente di celeste amore.
Intanto al Collega Catanoso una sola parola: Grazie.
Platì 14 - 12 - 1915
Sac. E. Gliozzi.
Pubblicato su L’ Amico dei Piccoli GIORNALINO QUINDICINALE PER I FANCIULLI Gioiosa Ionica 15 – 12 1915
https://it.wikipedia.org/wiki/Gaetano_Catanoso
sabato 13 dicembre 2025
lunedì 1 dicembre 2025
SORELLE [Marco Bellocchio, 2006]
SORELLE SI DIVENTA
Ad un certo punto la differenza d'età non si sente più: ci separavano sei anni ma non ce ne siamo mai accorte. Eravamo diverse ma compatibili, lontane ma sempre vicine, ci piaceva ridere, ci piaceva andare al mare ci piaceva andare a Roma. Nei caldi pomeriggi d'estate, da adolescente, mi precipitavo a casa sua dove si ricamava e si rideva spensierate, felici dell'aria fresca, del pane col pomodoro "stricato" che sua mamma ci preparava. Lei era delicata, discreta, sempre certa di essere meno delle altre e invece era bellissima, con una classe innata, di quelle che con uno straccio addosso faceva tendenza. Aveva un sorriso dolce, mai un'alzata di voce. Piangeva delle angherie che la vita le presentava. Aveva una grande fede cioè aveva fiducia in Dio e negli uomini. Amava chi la circondava senza risparmiarsi. Aveva paura delle sue paure ma le affrontava, aveva paura del futuro ma lo affrontava con delicatezza. incarnava situazioni antiche tipiche delle nostre parti “ciò che ti accade deve accadere". Eppure questa sua complessità si traduceva nella dolcezza dei suoi sorrisi, nella volontà di accontentare tutti. Ha minimizzato lo straordinario di certe scelte non si è mai vantata delle sue conquiste. Ci siamo frequentate sempre con assiduità, parlarci e confidarci era un'abitudine. Non avevamo sorelle ma sorelle ci siamo ritrovate. e la ritrovo nelle foto, nei messaggi nel ricordo della sua voce. La penso polvere posata sugli oggetti che mi ha regalato, soffio nei ricordi che a lei mi legano, meteora in un cielo che oggi è buio. Ciao Pina.
Maria















