DOV’ E’ IL PROGRESSO ?
Luce elettrica
un sogno a Platì
La modesta "centrale,, del luogo,
come in
tutte le estati, ha smesso di
funzionare
Platì,
9 luglio
(M.
F.) Da diversi giorni si è verificato quello che ognuno si aspettava. La luce
elettrica non funziona più a causa della siccità del torrente Ciancio, che nei
mesi invernali alimenta su una delle sue sponde una modesta turbina collegata
ad un ancor più modesto generatore di energia elettrica racchiusi in un casotto
in muratura che molti amano definire pomposamente «Centrale Elettrica».
Questa
cosiddetta «centrale elettrica», dunque, ha smesso di funzionare, come del
resto fa abitualmente nei mesi d'estate, l’erogazione di energia elettrica
durante il giorno va e viene a periodi alterni, e durante la notte forse pure.
Diciamo «foibe», perché comunque la tensione dell'energia durante le ore
notturne che sono quelle di maggior carico, è così insoddisfacente, che molti
adottano ufficialmente le lucerne a pendio, per evitare di rodercisi il fegato.
Ci
sono gli ottimisti che aspettano al buio nei periodi in cui non c’è corrente
nell’attesa spasmodica del... periodo luminoso, e nel frattempo si limitano
tutt’al più di accendere decine e decine di … moccoli ai responsabili della grave
situazione del nostro centro.
All'inizio
dell'estate si parlava di trattative che avrebbero portato ad allacciare il
nostro centro con la rete elettrica della Società Meridionale Elettrica; ma
dell'esito di queste famose trattative ancora non si sa niente di
niente. Quello, invece, che si sa con certezza, è che anche
questa estate, e il successivo inverno, passeranno senza che il problema
della luce venga risolto. A volere essere ottimisti, naturalmente. Nel caso
contrario, ancora potremmo rassegnarci a passare degli anni sempre nelle stesse
condizioni. E un'altra cosa è ancora certa: Che una buona metà dei cittadini, (quella
che il problema lo «sente»), ne ha già le tasche piene.
Chi
sarà il «Deus ex machina» che verrà a sollevarci da cui questo abbrutimento?
(Michele Fera)
GAZZETTA
DEL SUD, 10 LUGLIO 1956
Il testo
riportato è del nostro corrispondente
Michele Fera di Rosario che, nel suo solito modo sfuggente, sembra far risalire
la colpa del disservizio al povero, d'acque, Ciancio e al proprietario della piccola Centrale Elettrica
platiese. Di questo servizio erogato per cura di Don Ferdinando Zappia il Fera
non dice chi pagava, se il Comune o i singoli cittadini connessi, per usare una
terminologia corrente. Lo stesso Fera non è mai stato un poeta, per chi in quegli anni viveva, da infante o adulto, si era solito assistere, nei giorni estivi, all’apparizione delle lucciole che, proprio per la scarsa illuminazione,
mappavano il paese.
Sullo
stesso tema:
https://iloveplati.blogspot.com/2022/07/piccola-posta-di-steno-1955.html
https://iloveplati.blogspot.com/2020/11/la-statua-errante-di-fritz-lang-1920.html
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In apertura la storica Cabina, nel testo casotto, situata sull'argine del Ciancio.
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