Don Ernesto Gliozzi
Arciprete
Si onora presentar al valoroso Avv. Filippo Murdaca il proprio fratello a nome Luigi, domiciliato a Platì, caduto nei tentacoli del famigerato … le cui malefatte sono ben note a cotesto tribunale
Nella speranza di vittoria e coi migliori ossequi
Rev. Arcip. E. G:
Casignana 30 – 5 – 1939
Sempre nel mese di maggio, ma vent’anni dopo, ritroviamo il locrese Filippo Murdaca (1906 – 1999) non più avvocato bensì parlamentare, patrocinatore di un disegno di legge poco conosciuto: l’elevazione a Comune della frazione di Natile Vecchio, ancora prima dell’alluvione del 1951 a seguito della quale sboccerà Natile Nuovo. Da premettere che l’onorevole Murdaca partecipò all’Assemblea Costituente (25.06.1946 - 31.01.1948) nel gruppo democristiano.
PROPOSTA DI LEGGE
d'iniziativa del Deputato MURDACA
Annunziata il 18 maggio 1949
Costituzione del comune di Natile, in provincia di Reggio Calabria
Invero, vi sono casi in cui il riconoscimento della autonomia comunale non solo è giustificato da comprovati motivi di carattere amministrativo, topografico ed ambientale, ma è reso altresì urgente da incombenti gravi situazioni locali, fomentate da accese passioni di parte ed esasperate dalla tensione degli animi.
In tali casi, appare di evidente pregiudizio alla ordinata pacifica convivenza della popolazione attendere che gli organi regionali vengano costituiti (articolo 123 della Costituzione) e che le leggi della Repubblica abbiano regolato il passaggio delle funzioni statali alle Regioni (punto IX disposizioni transitorie) ciò che richiederebbe praticamente un lasso di tempo di due o tre anni, onde le legittime aspirazioni delle popolazioni anelanti di conseguire l'invocato provvedimento sarebbero mortificate proprio in un regime di riconquistata libertà.
In questo ordine di idee s’inquadra la proposta che ho l’onore di sottoporre all'esame della Camera per la costituzione in comune autonomo della frazione Natile del comune di Careri.
Trattasi di un villaggio rurale in provincia di Reggio Calabria, con una popolazione di circa 1.500 abitanti, cui vanno aggiunti i numerosi emigranti temporanei e definitivi, in continuo aumento demografico.
Il territorio della frazione si estende per circa 2242 ettari lungo la dorsale appenninica, che dal massiccio centrale dell'Aspromonte scende verso il Mar Jonio, il territorio è coperto nella zona montagnosa da boschi di alto fusto e da pascoli cespugliati; nella zona collinosa, intorno a cui sorge l’abitato, da uliveti e da vasti campi coltivati a grano; nella zona valliva, lungo il torrente Careri, che serra in un semicerchio l'abitato, da agrumeti ed ortaggi.
Il villaggio, che vanta antiche origini, godette già nel secolo scorso di piena autonomia politica ed amministrativa, come testimoniano i documenti storici che lo designano: «La Comune di Natile».
Dal 1811 al 1836, esso, fece parte del comune di Platì; dal 1836, insieme al villaggio di Careri, staccatosi, a sua volta, dal comune di Benestare fa parte del comune di Careri.
Al comune di Careri, Natile apportò l’ingente suo patrimonio immobiliare costituito da boschi seminativi e pascoli, i proventi di un considerevole patrimonio zootecnico, i cespiti dei prodotti di un suolo fertile e ferace.
Motivi topografici, etnici, economici ed ambientali, come ha riferito il Prefetto di Reggio Calabria, con ampia motivata relazione, giustificano pienamente l’invocata autonomia.
Per le pratiche quotidiane, amministrative, anagrafiche, annonarie, i frazionisti devono assoggettarsi a gravi sacrifici per raggiungere il capoluogo che dista oltre 14 Km. Attraverso aspri sentieri, che durante la stagione invernale divengono addirittura inaccessibili per la piena dilagante del torrente; il secolare abbandono in cui la frazione fu lasciata (non una strada, non un ponte, che convogli il torrente, non la luce elettrica, non alcuna opera igienica) dalle varie amministrazioni comunali succedutesi, le quali tutte indistintamente in ogni tempo e di agni colore politico, devolvettero, con originale improntitudine, ad esclusivo beneficio del capoluogo ingenti cespiti patrimoniali della frazione alla quale altro non seppero dare che angherie e soprusi; il soffocamento ininterrotto di ogni iniziativa destinata a generare opere di civile progresso, cui la popolazione anela; la posizione topografica dell'abitato, che si eleva a guisa di promontorio incuneato nelle falde della montagna e circondato da un torrente a regime torrentizio inguadabile durante l'inverno, onde l’abitato resta segregato dal consorzio civile; il cospicuo patrimonio immobiliare che garantisce una autosufficienza economica, senza, per converso, compromettere o pregiudicare le condizioni finanziarie del capoluogo; l'esistenza nel paese, di industrie artigiane destinate a sicuro sviluppo, specie quella di utilizzazione dei boschi cedui di cui la zona abbonda, l'esistenza di un corso completo di scuole elementari, di una chiesa parrocchiale, di una conciliatura (1), di una condotta medica ed ostetrica, di una sezione di stato civile per gli atti annuali, di una ricevitoria di 2ª classe postelegrafonica, danno senz'altro titolo alla frazione di conseguire l’invocata autonomia.
Peraltro, lo stesso Consiglio comunale di Careri, con deliberazione 24 aprile 1948, ha espresso parere favorevole alla erezione in comune autonomo della frazione, sollecitando dal Governo il relativo provvedimento. Parimenti si è espressa la Deputazione provinciale di Reggio Calabria, con deliberazione 19 settembre 1947.
Infine, con spirito di reciproco e bonario componimento, sono state concordate la separazione patrimoniale e la delimitazione dei confini della frazione e de capoluogo.
I partiti politici, le associazioni combattentistiche e sindacali, la popolazione tutta anelano al coronamento della secolare aspirazione della autonomia, la quale ha trovato altresì concorde comprensione anche nella popolazione del capoluogo.
In tale stato di cose, assecondare codesta assillante ininterrotta aspirazione, che si fonda su legittimi inoppugnabili presupposti e corrisponde all'anelito di civile progresso di una popolazione che vive una vita dura di sacrifici e di stenti, lontana da ogni centro, priva di ogni comodità, dimenticata da ogni provvidenza legislativa. e tuttavia attaccata disperatamente alla terra in una diuturna opera di lavoro, significa fare opera di giustizia.
Ed è con tale intento, onorevoli Colleghi, che io desidero affidare alla particolare vostra considerazione la presente proposta di legge.
ART. 1.
La frazione Natile del comune di Careri è eretta in comune autonomo con la circoscrizione territoriale risultante dalla pianta planimetrica annessa alla presente legge.
Il Prefetto di Reggio Calabria, sentita la Giunta provinciale amministrativa, provvederà al regolamento dei rapporti patrimoniali e finanziari fra i comuni interessati.
ART. 2.
Gli organici dei comuni di Natile e di Careri saranno stabiliti dal Prefetto sentita la Giunta provinciale amministrativa.
Al personale già in servizio presso il comune di Careri che sarà inquadrato nei predetti organici, non potranno essere attribuiti posizione gerarchica e trattamento economico superiori a quello goduto all’atto dell’inquadramento medesimo.
Il numero complessivo dei posti ed i gradi relativi non potranno essere superiori a quelli attualmente assegnati al comune di Careri.
ART. 3.
La presente legge entra in vigore nel giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
(1) Istituita con Regio Decreto il 25 agosto 1908 (n. del r.)
Infine, con spirito di reciproco e bonario componimento, sono state concordate la separazione patrimoniale e la delimitazione dei confini della frazione e de capoluogo.
I partiti politici, le associazioni combattentistiche e sindacali, la popolazione tutta anelano al coronamento della secolare aspirazione della autonomia, la quale ha trovato altresì concorde comprensione anche nella popolazione del capoluogo.
In tale stato di cose, assecondare codesta assillante ininterrotta aspirazione, che si fonda su legittimi inoppugnabili presupposti e corrisponde all'anelito di civile progresso di una popolazione che vive una vita dura di sacrifici e di stenti, lontana da ogni centro, priva di ogni comodità, dimenticata da ogni provvidenza legislativa. e tuttavia attaccata disperatamente alla terra in una diuturna opera di lavoro, significa fare opera di giustizia.
Ed è con tale intento, onorevoli Colleghi, che io desidero affidare alla particolare vostra considerazione la presente proposta di legge.
PROPOSTA DI LEGGE
ART. 1.
La frazione Natile del comune di Careri è eretta in comune autonomo con la circoscrizione territoriale risultante dalla pianta planimetrica annessa alla presente legge.
Il Prefetto di Reggio Calabria, sentita la Giunta provinciale amministrativa, provvederà al regolamento dei rapporti patrimoniali e finanziari fra i comuni interessati.
ART. 2.
Gli organici dei comuni di Natile e di Careri saranno stabiliti dal Prefetto sentita la Giunta provinciale amministrativa.
Al personale già in servizio presso il comune di Careri che sarà inquadrato nei predetti organici, non potranno essere attribuiti posizione gerarchica e trattamento economico superiori a quello goduto all’atto dell’inquadramento medesimo.
Il numero complessivo dei posti ed i gradi relativi non potranno essere superiori a quelli attualmente assegnati al comune di Careri.
ART. 3.
La presente legge entra in vigore nel giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
(1) Istituita con Regio Decreto il 25 agosto 1908 (n. del r.)


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