Poesia
IL CIANCIO PLATI' Anno I N. 1 ottobre-dicembre 1980
"... con quella serietà e decisione che derivano dalla coscienza di compiere qualcosa di utile, e anzi in certi casi di necessario". Sigmund Freud 1891
Poesia
Se stai cercando risultati diversi, non fare sempre la stessa cosa. Albert Einstein
Il nostro problema nel comprendere la scuola dell'obbligo nasce da un fatto inopportuno: il danno che fa da una prospettiva umana, è una risorsa dal punto di vista del sistema. John Taylor Gatto
Studiare non è un atto di consumare idee, ma di crearle e
ricrearle. Paulo Freire
Pasqualino Perri continua e continuerà ad essere misconosciuto dalla comunità in cui è nato, dalla regione che ha amato e dalla stessa Scuola per cui ha vissuto. E l’orizzonte non è roseo né per la Scuola dell’obbligo, né per gli insegnanti, nè per gli allievi, dalle primarie alla scuola secondaria di secondo grado.
Le verità contenute in Nonna Peppina sono due: quella relativa al paese di Palì (Platì) e quella che riguarda personalmente Palì (Pasqualino Perri). Pino Perri
28.06.1823 Calabria Domenico di Francesco - Carbone Anna di Giuseppe
Domenico, bracciale, il giorno dello sposalizio di anni ne aveva vent’uno e sua madre era Maria Garreffa; Anna era diciannovenne e sua madre era Caterina Cutrì. Mentre Anna si sposava col consenso dei due genitori, Mimmo aveva solo quello della madre essendo il padre defunto. In municipio i due sposi ebbero testimoni di tutto rispetto: Michele Oliva di Domenico, proprietario di anni quaranta; Don Stefano Oliva, sacerdote di quaranta tre anni; Giuseppe Gliozzi, civile di anni trenta tre e Michele Oliva anch’esso civile di anni vent’otto. In chiesa i testimoni furono due: Pasquale Zappia e Rosario Laria.
27.07.1823 Pipicella d.
Giuseppe di Domenico - Furore d.
Francesca di Fortunato
Don Peppino Pipicella, natilotu del fu don Domenico e di donna Angela Ietto era di anni vent’otto; donna Francesca, di Fortunato e di donna Paola Portolesi, era diciottenne. I loro testimoni nella Casa Comunale furono: il sacerdote don Domenico Trimboli di anni cinquanta sei, lo spezziale don Domenico Zappia di anni quaranta sei, i civilì don Domenico Mittiga di anni trenta sei e don Antonio Oliva di anni trenta. Due i testimoni in chiesa: don Domenico Zappia e don Rosario Zappia.
24.11.1823 Trimboli Giuseppe
di Nunziato - Staltari Domenica di
Domenico
Peppineiu Trimboli del fu Nunziato aveva diciassette anni, bovaro di professione, sua madre era Caterina Mavrelli abitanti in vico Chiesiola; Mimma di Mimmo e di Rosa Primerano di anni ne aveva sedici e con i suoi abitava nto vajuni. I loro testimoni furono il calzolaio di anni venti sei Giosofatto Zappia, massaru Filippo Caruso di anni quaranta, il vaticale Pasquale Giuseppe trimboli di quaranta anni e massaru Peppinu Sergi di anni trenta sei. In chiesa firmarono Michele Spagnolo e Rocco Agresta.
La data riportata è quella riportata nei registri della chiesa. In Comune ad officiare fu don Michele Oliva, in chiesa don Stefano … Oliva.
In quell’anno si sposarono anche:
Testo e foto contenuti nella
pubblicazione edita dal Comune di Platì in occasione della visita del ministro
Mr Grassby avvenuta il 1° febbraio 1974.
La pubblicazione è conservata presso la Biblioteca Comunale “Pietro De Nava” di
Reggio Calabria
… Raccontare la storia di una terra — al di là dei luoghi
comuni e di quei “pregiudizi" che rischiano di distogliere l’attenzione da
una realtà fatta di tradizioni e suggestioni, fra colori, sapori e suoni — non
è cosa semplice; ci vogliono passione e tanto coraggio …
… E sembra esserci riuscito attraverso un’attenta e rispettosa
analisi, grazie alla quale riscopre luoghi e leggende, muovendosi abilmente tra
i palazzi e le vie del paese, i passi e le rocche fra i boschi dello Zillastro …
…. è il riscatto “in termini” di un paese simbolo della frugalità dell’epoca, con le classi sociali racchiuse nell’immagine dei signori “dal ventre grasso", dai loro vizi privati e dalle virtù pubbliche, alla quale si antepone un popolo che sopravvive tra gli stenti. Eppure quell’ “onore”, declinato in tutte le forme, onnipresente, faceva apparire ogni cosa straordinariamente normale.