“I'm a lone wolf, barking in a corner. Plain disgusted with a world I never made and don't want none of”. Clifford Odets,1944
domenica 25 marzo 2018
Missione sublime (reg. Reginald Barker - 1935)
In contemporanea con Novo Cinema Loreto di Platì
In una cornice poco dignitosa, senza alcuna gratitudine, da oscuro Medio Oriente, chiamato a Reggio in occasione dei festeggiamenti in onore della Madonna della Consolazione sul finire degli anni novanta del secolo passato, tra suoni assordanti di clacson e venditori di calia il Maestro è riuscito a trascendere in paradiso con questa esecuzione della Roma Sinfonietta da lui stessa diretta di The Mission. Unici attenti spettatori noi venuti direttamente da oltre Stretto con un Nigel (mai abbastanza compianto) commosso fino alle lacrime e Valerio che registrava l'evento. Interrogato anni dopo su quella serata il Maestro si dimostrava ancora turbato per non dire irritato dell'ingratitudine reg(g)ina.
giovedì 22 marzo 2018
High Easter (reg. Irving Pichel-1943)
Catanzariti Samuele
La Pasqua è una festività cristiana.
Celebra la resurrezione di Gesù che secondo le scritture, sarebbe
avvenuto il terzo giorno successivo alla sua morte.
La Pasqua è preceduta da un periodo di digiuno della durata di quaranta
giorni chiamato Quaresima che ha inizio il mercoledì delle ceneri.
L’ultima settimana di Quaresima viene chiamata settimana Santa,
comincia con la Domenica delle Palme, che ricordo l’arrivo di Gesù in
Gerusalemme, dove fu accolto dalla folla che agitava foglie di palme.
La festa è legata al risveglio della natura, ovvero con l’arrivo della
primavera.
La mattina di Pasqua si va a messa per annunciare che il Signore è
risorto però c’è un’altra cosa, la domenica siamo tutti riuniti per festeggiare
Santa Pasqua.
A Pasqua la gioia è aprire le uova di pasqua e i bambini sono ansiosi
di vedere le sorprese che li rende più felici.
Siccome l’uovo è di cioccolato ce lo mangiamo tutti insieme e poi
andiamo a giocare.
Dopo si va da amici e parenti a dare gli auguri.
Your life is an inspiration to all who know you.
Michelina Gliozzi - Giuseppe Gliozzi -Franco Gliozzi - Joey Gliozzi
Maria Teresa Gliozzi - Mario Gliozzi
- Pittsburgh PA 12 APR 1976-
Nota - Il testo di Samuele Catanzariti è compreso nel corpus di opere in concorso per il Premio Letterario "Ernesto Gliozzi"
mercoledì 21 marzo 2018
Pensiero d'amore (reg. Mario Amendola - 1969)
PENSIERO D’AMORE
Pensieri volati via …
come farfalle dorate e spensierate
si posarono sul mio cuore
quando incominciai
a scoprire l’amore.
E come il vento anela
fra le onde del mare
così il mio cuore
m’insegna ad amare!
Regalando …
il tuo dolce sorriso alla luna,
perché …
ogni volta che mi volterò a guardare
lo so …
non ti potrò mai dimenticare.
Questo testo,composto per il Premio letterario "don Ernesto Gliozzi", di Lucia Giuseppina, come il precedente dello zio Michele, ci consegnano sentimenti ancora poco conosciuti, o sottaciuti, del paese, vuoi per pudore, vuoi per mancanza di occasioni per esprimerli apertamente se non divulgarli. Di Platì, non mi stancherò di ripeterlo, viene divulgato solo un aspetto che ormai è un colabrodo, talmente è trito, quindi è forse l'ora di svelare un sottosuolo inedito, anche solo per chi in paese sceglie, con coraggio, di rimanervi. E questo coraggio è nelle mani di ragazze e ragazzi che saranno gli autori del proprio futuro, come del paese.
martedì 20 marzo 2018
Amore e desiderio (reg. Richard Rush - 1963)
Credetemi che vi voglio bene e vi adoro come voi non credete lo so: vi
vorrei vedere ogni momento vorrei parlare mattina e sera tutta la giornata con
voi, le vostre parole mi sollevano mi danno animo mi sento felice.
Mi allontano da voi e incomincia la tristezza la malinconia
Su di me potete contarci che vi voglio bene vi amo sinceramente
Non posso fare quanto il cuore vuole e poi sono visto da tutti - non
posso parlare con nessuno. Che tutti vogliono a me, il vostro bene è grande
come il mare è immenso non finisce mai, mio tesoro mio bene mio tutto – Vorrei
dirvi tante cose ma non mi so esprimere
Scusatemi e vogliatemi bene
Abbracci e baci
Vostro
Nota- Questo testo di Michele Mittiga (nella foto), figlio di Rocco e Fera Caterina, fratello della nonna Lisa, ci svela una personalità del tutto sconosciuta a noi nipoti che gli sopravviviamo,non lo avremmo mai associato alla tristezza ed alla malinconia riportate nello scritto. Per questo, ed altro, lo si vedrà ritornare alla vita per mezzo di queste pagine, rendendo così un doveroso tributo postumo, a lui che fu anche un personaggio molto conosciuto ai suoi tempi.
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Once upon a time in Platì
lunedì 19 marzo 2018
È primavera... (reg. Renato Castellani - 1949)
LA PRIMAVERA A PLATI’
La primavera a Platì è molto bella
Arrivano le rondini
Sui prati sbocciano i fiori
Gli alberi si riempiono di foglie
Il cielo non è ingrigito ma azzurro
L’aria è fresca e pulita
Noi bambini a Platì
Tutti fuori a giocare
Le farfalle volano attorno ai fiori
Le api raccolgono il nettare
Per fare il miele
A Platì in primavera
È tutto così bello
Da non immaginare
Barbaro Fatima Antonella, 5A elem.
Il testo è compreso nella raccolta"Premio Letterario don Ernesto Gliozzi" 2017
domenica 18 marzo 2018
Torneranno i prati (reg. Ermanno Olmi - 2014)
Francesco "Ciccillo" Gliozzi
06/03/1908 - 27/03/1974
Gerace 22 – X – 34
Carissimo papà
L’ora dell’ordinazione è stata fissata per le 7/30 della mattina. Fate
di trovarvi a tempo qui a Gerace e venite direttamente al seminario perché la
funzione avverrà nella cappella del seminario. Riguardo allo zio Ernesto,
mettetevi d’accordo con lui su come deve fare per unirsi a voi. Parlate se
dovete andare a Casignana voi per prenderlo o se si troverà lui a Bovalino.
Sarebbe meglio che se ne venisse a Platì sera di sabato, dato che dovete
partire quasi di notte per poter arrivare a tempo.
Da Locri ho mandato a Peppe un paio di scarpe e un paio di pantaloni
con Rocco Sergi venutovi con la macchina di D. Achille. Se le scarpe non gli
vanno bene, non le metta e portateli Domenica e al ritorno, passando da Locri
le cambieremo con un paio più grande.
Baci per tutti.
Aff.mo Ciccillo
Vi spedirò domani le partecipazioni, perché le distribuiate.
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Once upon a time in Platì
giovedì 8 marzo 2018
mercoledì 7 marzo 2018
Il prezzo della giustizia 2
L’anno milleottocento settanta
nove del giorno ventitre Aprile in Platì.
Ad istanza di Mastro Francesco Mittiga di Rocco di condizione calzolaio
domiciliato e residente in Platì, Mandamento di Ardore, e per gli effetti della
presenta procedura eligge la sua dimora nella propria casa di abitazione in
Contrada Capicanali.
Io Zappia Filippo usciere comunale addetto all’ufficio della
Conciliazione del Comune di Platì ove domicilio e dimoro. In virtù di sentenza
contumaciale emessa dal Signor Conciliatore di Platì in data sette Settembre
mille ottocento settantasei estratta in forma esecutiva il giorno quattordici
Settembre mille ottocento settantasette. Contro.
Antonio Ciampa fu Vincenzo di condizione muratore domiciliato e residente in
Platì. Detta sentenza venne debitamente notificata e precettata pel ministero
di me medesimo in data otto Novembre Settembre mille ottocento settantasette
colla spesa di centesimi sessantacinque. Con detta sentenza esso ripetuto
Ciampa venne condannato a pagare prontamente allo attore Mittiga la somma di
lire venti, e le spese del giudizio = In virtù del sopra cennato titolo, e per
la somma di lire venti più lire due, e centesimi sessanta cinque per spese
giudiziarie, più centesimi sessantacinque per notifica e precetto del otto
Novembre Settembre mille ottocento settantasette, più centesimi settantacinque
del precetto di pari data che in una sono lire venti quattro e centesimi cinque;
per quale somma io sopradetto usciere ho pignorato e messo nelle mani della
giustizia le robe tutte che si trovano nelle mani del sarto Francesco Miceli fu
Domenico domiciliato e residente in Platì, di pertinenza di Antonio Ciampa fu
Vincenzo debitore pignorato consistente in pantalone o calze, giube o gilé,
nonché roba per fodera di essi abiti, ingiungendo ad esso Miceli che qualora annovera nelle sue
mane gli oggetti pignorati sopra accennate senza ordine della giustizia pagherà
di proprio le somme tutte che lo spettante Mittiga avanza dallo Ciampa = Detta
sentenza venne oggi medesimo e pria di questo atto ripetuto il precetto di
pagamento ad esso Antonio Ciampa colla diffida di pagare immediatamente alla
consegna di esso le somme tutte contenute nel titolo sopradetto le spese fatte;
e che contro venendo si procedeva al pignoramento; e ciò in virtù di Decreto
emesso dal Signor Conciliatore del Comune di Platì in data di oggi stesso
dietro ricorso avanzato dal creditore istante in data di oggi = Nel contempo e sulla medesima istanza di
esso Francesco Mittiga di Rocco di condizione e domicilio come sopra io Zappia
Filippo usciere comunale domiciliato come sopra ho citato il debitore pignorato
Antonio Ciampa fu Vincenzo di condizione e domiciliato come sopra; nonché
Francesco Miceli fu Domenico domiciliato anche come sopra, possessore dei
mobili di pertinenza dello Ciampa; affinché il giorno due Maggio alle ore otto
a. m. con continuazione al bisogno comparissero innanzi al Signor Pretore Mandamentale di Ardore nel solito
locale delle sue ordinarie udienze onde esso Ciampa credendolo di suo interesse assistesse alla
dichiarazione che farà il Miceli; e questi dichiari i mobili che si trovano
nelle sue mani di pertinenza dello Ciampa = Avvertendo esso Miceli che non
comparendo nel luogo, giorno ed ora sopra stabilite a far la dichiarazione sarà
condannato a pagare al Mittiga quanto avanza dallo Ciampa.
Copie separate del presente atto da me fatte scritte ho portato e
lasciato nel domicilio di esso Ciampa e Miceli e questa per esso Ciampa
consegnandola in mano di lui stesso
L’Usciere Comunale
Zappia Filippo
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lunedì 5 marzo 2018
Il prezzo della giustizia (reg. John Badham - 1999)
Precetto
di Pagamento
L’anno mille ottocento settanta nove il giorno ventitre del mese di
Aprile in Platì
A istanza di Mastro Francesco Mittiga di Rocco di condizione calzolaio
domiciliato in Platì Mandamento di Ardore. E per gli effetti di legge elige la
sua dimora nella propria casa di abitazione in contrada Capi Canali
Io Zappia Filippo usciere Comunale addetto allo ufficio della
Conciliazione del Comune di Platì in data sette Settembre mille ottocento
settanta sei ed estratte in forma esecutiva il giorno quattordici Settembre
mille ottocento settantasette
Contro
Antonio Ciampa fu Vincenzo di condizione muratore domiciliato e
residente in Platì.
Detta sentenza venne per ministero di me medesimo notificata e
precettata ad esso Antonio Ciampa il giorno otto Novembre mille ottocento
settanta sette colla spesa di centesimi cinquantacinque =
Sempre ad istanza di esso Francesco Mittiga di Rocco Io Zappia Filippo
Usciere Comunale col presente atto di precetto di pagamento ad esso Antonio
Ciampa di pacare immediatamente alla esibizione di questo atto nelle mani del
creditore istante ho nelle mie usciere latore del documento le somme seguente.
1° Lire venti di parte capitale
2° Per spese giudiziarie lire due, e centesimi sessantacinque
3° Per la notifica e precetto precedente a quella data Centesimi
cinquantacinque che in una sono lire ventitre e centesimi venti oltre le spese
del atto presente. Colla diffida che qualora esso Ciampa non avesse a pagare le
somme sopra dette, immediatamente a questo atto procederò al pignoramento dei
suoi mobili effetti mobiliari e semovente fino alla concorrenza delle somme
sopra dette non solo ma per quelle ancora da farsi
L’esecuzione immediatamente al precetto della sentenza venne decretato
dal Signor Conciliatore di questo Comune di Platì in data di oggi medesimo
dietro ricorso presentato da l’istante Francesco Mittiga di Rocco colla spesa
di centesimi
Copia del presente atto da me sottoscritta portata e lasciata nel
domicilia di esso Antonio Ciampa consegnandola in mano di sua figlia
L’Usciere Comunale
Zappia Filippo
Specifica
Carta bolli 2° L. 0,20
Scritturazione L. 0,30
Notifica L 0,25
Sono centesimi 75
Zappia Usciere Comunale
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domenica 4 marzo 2018
Apocalypse Now (reg. Fancis Ford Coppola - 1979)
La «pax mafiosa»
di Platì
ILTEMPO
Anno XLIX / N. 333
Domenica
6 dicembre 1992
Dopo quattro consultazioni andate a vuoto, tre liste in lizza
Il
Msi e due formazioni civiche tenteranno di restituire un’amministrazione alla
«Capitale dei sequestri››. Ma occorrerà superare il quorum del 50 % dei
votanti. Ogni pronostico, però è un azzardo. L’ultima Giunta comunale è stata
travolta dagli scandali e dalla «rivolta delle donne››, infuriate per le
ingiunzioni esattoriali.
La
criminalità organizzata avrebbe preferito le urne vuote, ma intanto ha
rinsaldato tutte le possibili «alleanze››. E lo Stato? Ha molte colpe,
soprattutto di aver tollerato i localismi. Così, il paese resta la cenerentola dimenticata.
La storia di «Massaru Peppi››, il leggendario maresciallo dei Cc Giuseppe
Delfino.
dall`inviato
FRANCOBALDO CHIOCCI
PLATI’ -- Come andrà? «L'urna è femmena, la femmena qualche volta è
puttana››. Anche Michele Strangio - un
bel volto saracino, parola facile quando denuncia le latitanze dello Stato e
minimizza quelle dei mafiosi, mulinaio, candidato «del posto» nella lista
Solidarietà e Rinnovamento insieme con gli «stranieri›» Salvatore Zoccali, assessore regionale repubblicano che
è di Reggio Calabria, e all'ambientalista d'assalto Silvano Vicenti, che viene
da Reggio Emilia, guarda di traverso chi vuol sapere troppo, e schiva filosofeggiando maschilista.
A Platì si può cominciare a chiedere, ma non a capire. Non spiegano neppure
i coraggiosi che si sono decisi a tornare in campo per ricostruire una
municipalità dopo quattro elezioni comunali andate a vuoto o invalidate, come
l`ultima di settembre in cui si presentarono alla donchisciotte soltanto i
missini venuti da Reggio. I segreti sono gelosi e invalicabili. Non per niente
Platì è la capitale dei sequestri, dei latitanti, delle ombre. Diventa
pericoloso anche un pronostico.
Sul muro davanti al Comune, dove dal marzo scorso fa il convitato di
pietra Tommaso Mondello, giovane commissario prefettizio impaurito e taciturno,
una scritta chiede «Più lavoro, meno carabinieri» e un'altra grida «Abbasso il
sindaco!››. La vernice è sbiadita, perché è del 1985. Quell'anno ammazzarono a
lupara il sindaco Domenico De Maio. Aveva osato chiedere il ritorno al Comune
dei beni demaniali disseminati ai pledi dell'Aspromonte e che dagli anni 50
sono finiti e restati i in “mani diverse”. Dice un proverbio d'antico
revanchismo nato ai tempi in cui quassù arrivò il piombo dei piemontesi a
caccia del mitico brigante Mittica, ex sergente borbonico ribellatosi allo
Stato unitario: «Roba 'i guvernu cu nun futtî, vaij 'o 'nfernu››, se non rubi
cose del governo vai all'inferno”.
Quello di come continuare a «futtere›› il demanio, e quindi la comunità,
è uno del misteri dolorosi e intoccabili di Platì. Altri misteri sono contenuti
in quella svariata e malassortita moltitudine di articoli del codice penale che
accomunano a vario titolo rapitori ad amministratori nella stessa raffica di 73
avvisi di garanzia partita l'anno scorso dal Tribunale di Locri per fatti e
misfatti commessi nel comune di Platì nell'ultimo decennio. Accanto ai
responsabili dei sequestri Longo e Casella e ad altri mafiosi notori, figurano in
questo coacervo da «colonna infame» della Giustizia inconclusa anche un
sindaco, un vicesindaco, un ufficiale sanitario, sei segretari e quasi tutti
gli impiegati municipali, due interi consigli comunali. Delitti gravi accanto a
reati amministrativi non inconsueti, ma, nell'insieme, il groviglio di tutto un
clima, il clima di una repubblica d'Aspromonte.
Di questo clima ha molte colpe lo Stato, la sua inefficienza, la sua impotenza,
il suo tollerare soperchierie e localismi. Una colpa e più vistosa delle altre.
La Comunità Montana di Bovalino e Ardore, paesi marittimi, accorpa il 98% dei
finanziamenti per un territorio in cui Platì, il paese più montano, è la
cenerentola dimenticata. Ma è l'altro clima, l'indigeno, il clima Sciroccoso e
intimidatorio di Platì, dei suoi pericoli, delle sue paure, delle sue omertà,
dei suoi misteri, quello che ha tenuto lontano Platì dalle urne per quattro
volte consecutive, compresa l'ultima il cui esito fu nullo perché l'unica lista
era la missina che prese 307 voti di temerari su appena 422 votanti provenienti
de una popolazione di 2839 aventi diritto. Adesso le liste in lizza sono altre.
Alla «provocatoria›› del Msi, si sono aggiunte quella capeggiata dall'assessore
regionale repubblicano Zoccali in polemica col suo partito che non l`ha
candidato a Reggio e quella civica guidata dal dottor Francesco Mittica, amico del Vescovo di Locri, medico del paese ed
ex vice sindaco nella Giunta che fu spazzata via nel maggio '91 dalla rivolta
delle donne infuriate per le ingiustizie delle ingiunzioni esattoriali sulla
raccolta dei rifiuti e l`erogazione dell'acqua.
Sulla spontaneità di quella rivolta, nonostante tutto il folclore che
ha fornito a Samarcanda e alla letteratura sociologica, c'è qualche dubbio.
Fatto sta che, da allora, «qualcuno» impedì che avesse un seguito elettorale.
Se adesso lo stesso «qualcuno» consente che si torni a votare è perché, se non
si fosse presentata la terza lista, il paese sarebbe stato conteso e
conquistato dagli estranei, dai «colonialisti» saliti a Platì al seguito del Msi
e di Zoccali.
La pax mafiosa, che da Reggio è arrivata sull'Aspromonte più pericolosa
di una guerra perché ha rinsaldato tutte le possibili alleanze a delinquere,
avrebbe preferito le urne vuote, ma ha dovuto fare buon viso a cattivo gioco.
Quando la 'ndrangheta era agropastorale e non aveva le scarpe lucide degli
affaristi gangster ma gli scarponi infangati dei contadini, quassù lo Stato era
rappresentato soltanto da un carabiniere avventuroso e solitario: il
leggendario maresciallo Giuseppe Delfino, il «massaru Peppi» dei racconti di
Corrado Alvaro. Per catturare i banditi, latitanti e renitenti si travestiva da
donna, da zingaro, da frate cercone. Lo accettavano e
lo rispettavano perché era leale come la guerra che in Aspromonte si combattevano i due ordini, quello istituzionale e quello supplente.
Andato in pensione, «massaru Peppi› fu nel '47 il primo sindaco democratico di
Platì. Il Vescovo di Locri, infuriato perché non si era presentato con la Dc,
per esorcizzarlo fece venire in paese la Madonna del Santuario di Polsi, cara
anche ai mafiosi. Non servì. Votarono per l'ex carabiniere pure i nemici che
aveva ammanettato. Fu un idillio fecondo, ma breve. Altri tempi, altri mafiosi.
Ora i mafiosi vorrebbero sparare anche sulle urne, oltre che sulle lucerne. Lo
faranno, visto che non sono più riusciti
a farle restare vuote? Pronostico impossibile. L'urna è femmena.
Testo e foto IL TEMPO, 6 dicembre 1992
-------------- CURIOSITÀ --------------
Nota. Il giornalista (devoto a Padre Pio) passa per una penna eccelsa ma è sempre stato un parolaio. Le sue sono mezze verità carpite a persone che ovviamente parlavano con la mente al paese e non al giornale. Ferdinando non fu mai sergente borbonico così come Giuseppe Delfino non fu mai un comunista e Mons. Chiappe fece arrivare la statua polsiana per paura dei comunisti. Platì e i platioti sono stati gabbati dallo Stato e non viceversa. Tutta la verità è ancora depositata in fondo al cuore dei platioti che, ancora, aspettano per darla alla luce. Quella che il giornalista dipinge è una apoclypse con tanto di elicottero come nel film citato.
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