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mercoledì 18 ottobre 2017

A Thunder of Drums (reg. Joseph M. Newman - 1961)



Gli imbonitori televisivi avrebbero detto: “siamo qui in vena di stupirvi”. E forse è così. Ancora qualcosa che ha a che fare con Mimì Fera questa volta tratto dall’archivio di famiglia. Una foto e un personaggio della Platì che fu: un tamburo e il suo massimo, abile player, Gianni u tamburinaru Romeo.  Una coppola, un corpo, un volto che ritornano intatti. Nell’immagine la formazione classica ricordata da Mimmo Catanzariti: “Gianni Romeo, Michele, Giamba, Trimboli e ‘Ntoni u Miricriju” (inAspromonte, gennaio 2015, n. 005).
La foto, ora nell’archivio dei pulinaroti, è stata scattata da Mimì Fera dal balcone di casa Caruso, tuppu iancu, Giuseppe.

Quello che segue è una cosa vecchia che trovate tra queste pagine.

“Credo che quando la mamma di Gianni lo concepì pensò già da allora di farne un suonatore di tamburo, così venne su massiccio, e, dono della natura, con il braccio sinistro più corto, cosa che lo aiutò molto a divenire un esperto dello strumento. E’ stato l’ultimo ad aver gridato il bando per le vie, annunziando le ordinanze del municipio, come le offerte mercantili sempre con la stessa cadenza di voce, preceduta dai rulli del suo tamburo.
A quel tempo gli strumenti, tamburo e grancassa, venivano realizzati artigianalmente con legno, pelle di capra o pecora e corda. Ricordo che Gianni aveva un tamburo con una cassa di risonanza larga circa 30 cm. dipinta di nero, mentre la grancassa di Michele era verde.
I motivi che suonavano nei giri erano due: un adagio molto marziale e una tarantella, a cui si aggiungeva un lento intonato solo fuori dalla chiesa al momento della consacrazione dell’ostia e del vino. Se il comitato che organizzava le feste raccoglieva soldi sufficienti al tamburo e alla grancassa si aggiungevano i giganti: il re, la regina e l’asino, questi la tarantella la ballavano lungo il percorso e talvolta sostando davanti a quei generosi che offrivano denari o rinfreschi”.


martedì 17 ottobre 2017

Il Superiore (reg. Keisuke Kinoshita -1953)


Questa è una scoperta di poche ore. Cercando alla voce Fera, che non è la più celebre, quella di Stefano Horcynus Orca D’Arrigo: da quella i cariddoti non si salvavano. Quella mia, o se volete platiota, è un cognome tra i più in vista: l’avv. Rosario Fera, il dottor Fera, medico dei santulucoti, la signora Graziella, notaio in Bergamo, la mamma del nonno Luigi, Rosa Fera, la mamma della nonna Lisa, Caterina Fera sono i miei più noti. Ora si è aggiunto anche Mimì Fera, meglio conosciuto come il Colonnello Fera. Ed è partendo da quest’ultimo che sono risalito a Domenico Fera, superiore a Polsi dal 1836 al 1856 di cui i pochi a conoscerlo non sapevano data di nascita e patronimici - ignoti  a Salvatore Gemelli, storico polsiade - autore tra l’altro della prima opera storica su quel Santo Sito, nonché artefice del rinnovamento della chiesa e dell'incentivazione del culto polsiano (Salvatore Gemelli, Storia tradizioni e leggende a Polsi d'Aspromonte, 1974). Ebbene Monsignor Domenico Fera nacque a Platì l’8 novembre 1818 da Francesco, bracciale di anni quaranta, e da Anna Lentini, moglie legittima di anni trenta. Siamo negli anni della restaurazione borbonica, l’atto di nascita fatto davanti a Ferdinando Mittiga, sindaco, vedeva testimoni: Giuseppe Marando di anni 36 e Saverio Romeo di anni 40, ambedue bracciali e residenti in via San Pasquale. FINE. Anzi no! C’è ancora Ferdinando Mittiga, non il Caci di Michele Papalia, bensì il nonno del famoso Ferdinando, eroe degli anni piemontesi. Fine. Anzi no! Ci sono ancora i cultori dello scaffale gugliano: a loro raccomando l’opera, ben più facile rispetto al capolavoro dell'italico novecento citato in apertura,  di Mons. Fera che trovano qui: https://play.google.com/store/books/details?id=_78XAAAAYAAJ&rdid=book-_78XAAAAYAAJ&rdot=1, BUONA LETTURA.

SDG


lunedì 16 ottobre 2017

La Portatrice di pane (reg. Bachi, operatore Luigi Florio - 1923)







Quella che vedete in foto è una piastra (oggi la chiamano cialdiera) che ormai non serve più. Era di proprietà dello zio Ciccillo ed a lui serviva per confezionale le ostie, pane azzimo: la grande per il rito dell’Eucaristia, le particole per il rito della Comunione dei fedeli. Come nell’antichità allo zio bastava poco: farina di grano e acqua che, nella sacrestia della chiesa del Rosario, impastava col mestolo di legno in una pentola di terracotta e successivamente per mezzo di un cucchiaio ricolmo spargeva sulla piastra che vedete. Raccolte un buon numero di ostie lo zio con le forbici separava le grandi dalle piccole. Fin qui il suo rituale, quando a fine cottura e dopo aver raccolto un buon numero per le funzioni settimanali, questo lavoro egli lo compiva di sabato pomeriggio, raccogliendo i rifili, li distribuiva a noi non ancora accostati a quel Sacramento, impazienti di assaporare quel cibo che non aveva eguali.


Acque Torbide (reg. Tadashi Imai - 1953)

COMUNE DI PLATI’
( Provincia di Reggio Calabria)
………………………………………

Il Commissario prefettizio
Su ricorso degli interessati Riganò Domenico di Giuseppe e Taliano Domenica fu G. Antonio, i quali a causa di certe costruzioni eseguite dai signori Zappia Rosario fu Filippo e Gliozzi Luigi fu Francesco in Contrada Piruselli, e contro le norme dei vigenti Regolamenti di polizia urbana, si vedono allagate le proprie abitazioni.
Visto l’art. 153 T. U. Legge Com.le e Prov.le approvata con R. D. 4 febbraio 1915 N. 148
Constatata l’urgenza di provvedervi
Ordina
Ai signori Zappia Rosario fu Filippo e Gliozzi Luigi fu Francesco di provvedere immediatamente perché l’acqua che ristagna nei fossi delle proprie costruzioni su indicate, o che a causa del cumulo del proprio materiale sulla via pubblica, s’incanala in modo da danneggiare seriamente le abitazioni dei suddetti cittadini, venga fatta scorrere in maniera sa non recare nocumento ad alcuno, facendo presente ai medesimi che qualora non avranno provveduto entro due ore dalla notifica della presente ordinanza all’esecuzione di essa, questa sarà eseguita d’ufficio a loro spese.
Platì 1 febbraio 1924
Il Commissario prefettizio

Fera

domenica 15 ottobre 2017

To the bone (reg. Marti Noxon - 2017)



All'Avvocato Mercurio
A voi che sapete - di vecchie e di nuove -
 e disponete - di ampissime prove

 IL Cane e l’Osso.

Sopra un’ osso un can molosso
ringhia e addenta a più non posso
e tien lungi gli altri cani
che pur fanno sforzi inani
per raggiunger quell’osso
 già scarnato dal molosso
 Ma la bestia pettoruta
tiene a bada quella muta
di mastini e di cagnastri
 i cui abbai van fine agli astri
e roscchia più feroce
l’osso nudo e si satolla
non sentendo alcuna voce
della ria, canina folla.
Mangia e ingrassa in barba a tutto
finché l’ossa avrà distrutto …
Vuoi veder che l’indovino?
quel molosso è un tal ...
Vuoi saper chi l’osso sia ? 
un campione di idiozia …
Vuoi saper la folla bruta?
che compone quella muta ?
Questo mò nol poss dire
ma se vuoi lo puoi intuire …


Esopuccio



venerdì 13 ottobre 2017

Ricorda il mio nome - u fruttivendulu



-Schimizzi Sebastiano(4.10.1931/211-72)di Domenico crucijatu e Iermanò Elisabetta di Saverio verso.
-Barbaro Maria(10.10.1931/212-73) di Antonio micciunarda e Barbaro Caterina.
-Portolesi Maria(22.10.1923/214-78) di Franc. e Sergi Rosa bellumassaru.
-Carbone Francesca Elvira(25.10.1923/215-79) di Michele ranco (?) e Scarfò Rosa.
-Trimboli Domenico(8.11.1931/216-82) di Nicola gajineja e Perri Ant.a ciucia.
-Calabria Anna(8.12.1931/217-84) di Antonio piscilongo e Ielasi Teresa.
-Barbaro Caterina(5.12.1931/219-87) di Pasq. pilleri e Stalteri Pasqualina.
-Calabria Maria(3.1.1932/223-1) di Francesco tizzuni e Ciampa Francesca.
-Barbaro Giuseppa(17.2.1932/231-18) di Pasquale zumpano e Grillo Maria.
-Sergi Maria Immacolata(1.2.1932/232-19) di Michele 'mbilli e Morabito Elis.
-Pangallo Rosa(21.2.1932/233-22) di Pasquale batazzino e Sergi Elisabetta.
-Perre Giuseppe(6.3.1932/235-26) di Francesco cicerca e Musolino Mariant.
-Cutrì Maria(20.3.1932/237-29) di Antonio biscotto e Sergi Caterina di Mich.
-Catanzariti Maria(3.4.1932/237-30) di Rocco giarruni e Catanz.Francesca.
-Ielasi Domenico(18.4.1932/240-35) di Antonio piccirillo e Cutrì Caterina.
-Carbone Antonio(23.4.1932/241-38) di Francesco i cinna e Zappia Maria.
-Carbone Michele Antonio (24.4.1932/242-39) di Rocco richela e Papalia Rosa di Domenico carciutu.
-Barbaro Maria(24.4.1932/242-40) di Graziano micciunarda e Mantegna Maria.
-Barbaro Pasquale(1.5.1932/243-41) di Rocco midoci e Sergi Giuseppa.
-Romeo Maria Iolanda(1.5.1932/243-42) di Franc. colaciuni e Romeo Caterina.
-Gattuso Anna Mar.(1.5.1932/244-43) di Carmelo e Catanz. Francesca limina.
-Trimboli Francesco(11.5.1932/245-46) di Dom. vajaneja e Ielasi Domenica.
-Carbone Giuseppa Elisabetta(14.5.1932/246-47) di Giuseppe rranco e Portolesi Anna lucìu.
-Sergi Francesco(15.5.1932/246-48) di Salvatore filomenaru e Sergi Maria di Francesco filomenaru.
-Romeo Domenica(21.5.1932/247-49) di Pasquale ndondolu e Portolesi Anna strascinatu.
-Bartoni Pasquale(21.5.1932/247-50) di Antonio brigante e Pangallo Filomena
-Sergi Pasquale(21.5.1932/248-51) di Michele e Bartoni Agata brigante.
-Pangallo Antonio(22.5.1932/248-52) di Domenico facciuja e Trimboli Assunta furnaru.
-Catanzariti Rocco(22.5.1932/249-53) di Domenico giarruni e Perre Anna.
-Barbaro Elisabetta(25.5.1932/249-54) di Rocco nigreju e Marando Maria.
-Sergi Antonio(25.5.1932/250-55) di Natale filomenaru e Sergi Angela mbilli.
-Iermanò Maria(2.6.1932/251-58) di Antonio piterina e Taliano Antonia.
-Zappia Rocco(9.6.1932/252-59) di Antonio batitonno e Portolesi Fr.sca lucìu
-Trimboli Maria (12.6.1932/253-61 ) di Francesco stuppeju e Barbaro Caterina di Francesco babbeu.
-Marando Rocco(12.6.1932/253-62) di Vincenzo pajuni e Pangallo Elisabetta di Giuseppe zoru.
-Barbaro Maria Antonia(19.6.1932/254-64) di Michele pipinnici e Marando Graziadi Rocco pajuni.
-Romeo caterina(22.6.1932/255-65) di Pasquale mburcanu e Romeo Maria.

-Marando Francesca(22.6.1932/255-66) di Antonino e Romeo Anna lunara.

mercoledì 11 ottobre 2017

Rose in Autunno (reg. Rudolf Jugert - 1955)





Lo zio Ernesto il giovane compose, con la sua ineguagliabile scrittura, e colorò, queste rose di suffragio.

lunedì 9 ottobre 2017

Storie di vita e malavita (reg. Carlo Lizzani - 1975)




IL SIG. ANCHILOSI


Versi inediti
del
Prof. avv. ROSARIO FERA


A cura dell’amico d’infanzia
CICCIO PORTOLESI


Poi ch’ebbe il conte ignavo depredato (1)
lasciò gli umili arnesi del tintore
e assunse il portamento da signore
e mise scarpe di vitel cromato.

Non smise di rubar lo scellerato
(per lui il rubare è un titolo d’onore)
e truffando menò senza rossore
la vita prava da onest’uomo truccato.

Ora agonizza e sconta ché la mano
di Dio lo stringe tra le ferree spire
d’un mal per cui tutto rimedio è vano.

Com’è triste per lui dover morire (2)
inoltrarsi nel buio piano
verso di vampe eterne un avvenire.


Nel manoscritto l’autore à le seguenti varianti:
(1) “ ………………… il conte Oliva
(2) “ Nemmen potrà impedirgli di morire
Del genero l’ingegno sovrumano “.

Nota
Fra le mie carte ho trovato casualmente questi versi inediti del Prof. Avv. Rosario Fera. Li pubblico volentieri al sol fine di far comprendere agli ignari la forza del suo ingegno multiforme e poliedrico.
Altro che le mie reminiscenze poetiche!
Questa è … autentica poesia.
Non capisco a chi il prof. Fera alluda con “ Il signor Anchilosi “ e pertanto gli sarei grato se volesse indicarmelo a generale edificazione, per cui colpisce la sua vittima mentre agonizza sul letto di morte.
Maramaldo non è solo nella storia!!

Platì 20 agosto 1924

FRANCESCO PORTOLESI


Nota -  Quando vide la luce questo testo (non riconosciuto dall’autore) era in corso una ostinata lotta tra Francesco Portolesi (allora segretario comunale) e l’avv. Rosario Fera (allora sindaco di Platì) che presto rivivrà su queste pagine.



domenica 8 ottobre 2017

La corriera dell'ovest (reg. Sam Newfield - 1943)

LA NUOVA CORRIERA

Dopo la prima guerra mondiale, i Braidesi si erano messo in testa di sostituire con un autobus la diligenza che collegava l’abitato con lo scalo di Vigliatore. E venne il giorno che la vecchia carrozza dei Davico, trainata da tre cavalli, dovette andare in ritiro.
La nuova corriera, un camion residuato di guerra adattato a trasporto passeggeri, faceva due corse al giorno. La prima corsa alle cinque del mattino. La seconda all’una del pomeriggio. D’estate all’ora della partenza mattutina era già giorno fatto o quasi, e c’era un’aria fresca e pulita che rincuorava; ma d’inverno era ancora notte fonda, buio e freddo pungente. I viaggiatori comparivano alla spicciolata, con forte anticipo, per tema di perdere la corsa, e in attesa che il vetturone uscisse dal garage sostavano sul marciapiedi del Monte agrario, davanti a mucchi di bagagli: valige scalcinate, sacchi, ceste, damigiane impagliate, panieri di frutta, cacciagione, e quando una vecchia sedia a dondolo, quando una macchina da cucire, quando un sofferente tutto fasciato diretto all’ospedale. ( … ) Il giorno che partirono i nostri zii per l’America s’era radunata una vera folla di gente. Zia Concetta e zia Vincenzina avevano preso posto vicino a un finestrino accanto ai loro mariti. C’era un’animazione e mestizia, allegria misto al pianto. Nonno Nino parlava alle figlie, raccomandando loro mille cose, e continuò ad anelare nel gesto dell’addio quando la corriera era già scomparsa in un nugolo di polvere verso la curva della Pila.
Appena la gente diventava adulta, Braida doveva sembrare un luogo troppo angusto, troppo chiuso, senza possibilità di avvenire. Perciò molti cercavano di andarsene, chi per una via chi per un’altra. Per provare poi il senso della lontananza e il desiderio del ritorno.
Perché, da lontano, i luoghi dell’infanzia si ricordano e si amano con uno struggimento continuo dell’anima. Specialmente quando il ritorno non è consentito.

Nicola Terranova, I cari luoghi del delitto, Pan Milano 1971 pag. 42

Nota - Questo testo non lo trovate nello scaffale di Google. Lo estorto ieri a Montalbano Elicona nella via che porta il nome dello scrittore citato. In quel paese ci tengono a mettere in luce i loro concittadini più illustri. Quello che all’istante mi ha più colpito è lo scrivere elegiaco mai nostalgico, il raccontare le opere e i giorni di un paese, cosa che goffamente cerco di fare con queste pubblicazioni. Ora per continuare una disputa ribadisco che non è la sola pubblicazione di una foto, con allegati commenti, più o meno d’epoca, a far parlare una comunità, è anche la riproposizione in chiave personale di avvenimenti o personaggi, partendo da coloro che in questo mondo ci hanno messo, anche con l’idea di rivedere la Storia, che non è mai come la racconta uno solo.

sabato 7 ottobre 2017

Ricorda il mio nome - massaru Peppi





-Sergi Antonio(23.6.1932/256-67) di Giuseppe tinturi e Mittiga Elisabetta giallongu.
-Spagnolo Antonio(9.7.1932/257-69) di Francesco e Zappia Elisab. cagnolaru
-Ciampa Francesca(10.7.1932/257/70) di Giosof. vicenzuni e Scarfò Anna.
-Calabria Maria(10.7.1932/258-71) di Saverio jhumentaru e Demarco Teresa jancu.
-Agresta Maria(16.7.1932/258-72) di Saverio cicoreja e Giorgi Elisabetta.
-Catanzariti Giuseppa(20.7.1932/259-73) di N. e Catanz. Anna grugnafocu
-Barbaro Michele(23.7.1932/259-74) di Pasquale zumpanu e Romeo Caterina di Michele ndondulu
-Sergi Domenico(24.7.1932/260-75) di Saverio careja e Romeo Anna.
-Catanzariti Domenico Ant.(7.8.1932/260-76)di Giuseppe lìmina e Oliva Domenica.
Grillo Caterina M.Ass.(15.8.1932/261-77) di Domenico ingrisi e Sergi Maria di Antonio perciasipali.
-Sposato Maria Santa(27.8.1932/261-78) di Antonio zingareju e Giordano Caterina di Giuseppe culochiatto.
-Portolesi Filomena(20.8.1932/262-79) di Francesco e Romeo Annunziata di Michele ndondulu.
-Sergi Mariantonia(25.8.1932/263-82) di Domenico filomenaru e Sergi Maria di Michele petru
-Marando Antonio(28.8.1932/264-83) di Damiano pajuni e Barbaro Francesca.
-Barbaro Paolo(28.8.1932/265-85) di Saverio babbeo e Trimboli Anna.
-Schimizzi Maria(1.9.1932/265-86) di Antonio tusina e Carbone Domenica.
-Parisi Antonio(1.9.1932/266-87) di Domenico e Schimizzi Maria di Francesco tusina.
-Trimboli Rosario(7.9.1932/267-90) di Antonio piseja e Perre Caterina di Giuseppe santallino.
-Catanzariti Domenico(18.9.1932/268-92) di Saverio e Peri Anna di Antonio ciuciu.
-Marando Rocco(22.9.1932/269-93) di Natale pistola e Carbone Caterina.
-Perre Antonio(25.9.1932/270-95) di Domenico santallino e Stalteri Maria.
-Riganò Francesca/29.9.1932/271-97) di Rosario e Catanzariti Maria gajuzzu.
-Trimboli Michelina(5.10.1932/273-101) di Dom. campisotu e Catanz.Grazia.
-Marando Domenico Paolo(13.10.1932/275-106) di Rosario testelignu e Sergi Caterina di Saverio presi.
-Amato Maria Rosa Francesca(15.10.1932/276-107) di Alfredo e Marando Anna di Giuseppe ciciola.
-Sergi Giuseppe(15.10.1932/276-108) di Francesco birrozzu e Mezzatesta Teresa di Giuseppe.
-Miceli Rocco(22.10.1932/278-111) di Antonio pedimazza e Mittiga Anna di Rocco zuju.
-Catanzariti Giuseppe(23.10.1932/278-112) di Paolo gnurasanta e Portolesi Maria.
-Catanzariti Maria(26.10.1932/280-115) di Domenico giarruni e Papalia Orsola.
-Spagnolo Anna(13.11.1932/281-118) di Francesco servaggiu e Marando Caterina di Pasquale pistola.
-Violi Rocco(13.11.1932/282-119) di Antonio rigineju e Ielasi Francesca.
-Marando Domenica(19.11.1932/282-120) di Giuseppe pistola e Catanzariti Rosa.

Nota -Tra già editi e new entries siamo ancora nel XVI° volume dei battezzati