Quella che vedete in foto è una piastra (oggi la chiamano
cialdiera) che ormai non serve più. Era di proprietà dello zio Ciccillo ed a
lui serviva per confezionale le ostie, pane azzimo: la grande per il rito
dell’Eucaristia, le particole per il rito della Comunione dei fedeli. Come
nell’antichità allo zio bastava poco: farina di grano e acqua che, nella
sacrestia della chiesa del Rosario, impastava col mestolo di legno in una
pentola di terracotta e successivamente per mezzo di un cucchiaio ricolmo spargeva sulla piastra che vedete. Raccolte un buon numero di
ostie lo zio con le forbici separava le grandi dalle piccole. Fin qui il suo
rituale, quando a fine cottura e dopo aver raccolto un buon numero per le
funzioni settimanali, questo lavoro egli lo compiva di sabato pomeriggio,
raccogliendo i rifili, li distribuiva a noi non ancora accostati a quel Sacramento, impazienti di
assaporare quel cibo che non aveva eguali.
“I'm a lone wolf, barking in a corner. Plain disgusted with a world I never made and don't want none of”. Clifford Odets,1944
lunedì 16 ottobre 2017
Acque Torbide (reg. Tadashi Imai - 1953)
COMUNE DI
PLATI’
( Provincia di Reggio Calabria)
………………………………………
Il Commissario prefettizio
Su ricorso degli interessati Riganò Domenico di Giuseppe e Taliano
Domenica fu G. Antonio, i quali a causa di certe costruzioni eseguite dai
signori Zappia Rosario fu Filippo e Gliozzi Luigi fu Francesco in Contrada
Piruselli, e contro le norme dei vigenti Regolamenti di polizia urbana, si
vedono allagate le proprie abitazioni.
Visto l’art. 153 T. U. Legge Com.le e Prov.le approvata con R. D. 4
febbraio 1915 N. 148
Constatata l’urgenza di provvedervi
Ordina
Ai signori Zappia Rosario fu Filippo e Gliozzi Luigi fu Francesco di
provvedere immediatamente perché l’acqua che ristagna nei fossi delle proprie
costruzioni su indicate, o che a causa del cumulo del proprio materiale sulla
via pubblica, s’incanala in modo da danneggiare seriamente le abitazioni dei
suddetti cittadini, venga fatta scorrere in maniera sa non recare nocumento ad
alcuno, facendo presente ai medesimi che qualora non avranno provveduto entro
due ore dalla notifica della presente ordinanza all’esecuzione di essa, questa
sarà eseguita d’ufficio a loro spese.
Platì 1 febbraio 1924
Il Commissario prefettizio
Fera
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Once upon a time in Platì
domenica 15 ottobre 2017
To the bone (reg. Marti Noxon - 2017)
All'Avvocato Mercurio
A voi che sapete - di vecchie e di nuove -
e disponete - di ampissime prove
IL Cane e l’Osso.
Sopra un’ osso un can molosso
ringhia e addenta a più non posso
e tien lungi gli altri cani
che pur fanno sforzi inani
per raggiunger quell’osso
già scarnato dal molosso
Ma la bestia pettoruta
tiene a bada quella muta
di mastini e di cagnastri
i cui abbai van fine agli astri
e roscchia più feroce
l’osso nudo e si satolla
non sentendo alcuna voce
della ria, canina folla.
Mangia e ingrassa in barba a tutto
finché l’ossa avrà distrutto …
Vuoi veder che l’indovino?
quel molosso è un tal ...
Vuoi saper chi l’osso sia ?
un campione di idiozia …
Vuoi saper la folla bruta? che compone quella muta ?
Questo mò nol poss dire
ma se vuoi lo puoi intuire …
Esopuccio
venerdì 13 ottobre 2017
Ricorda il mio nome - u fruttivendulu
-Schimizzi Sebastiano(4.10.1931/211-72)di Domenico crucijatu
e Iermanò Elisabetta di Saverio verso.
-Barbaro Maria(10.10.1931/212-73) di Antonio micciunarda e
Barbaro Caterina.
-Portolesi Maria(22.10.1923/214-78) di Franc. e Sergi Rosa
bellumassaru.
-Carbone Francesca Elvira(25.10.1923/215-79) di Michele
ranco (?) e Scarfò Rosa.
-Trimboli Domenico(8.11.1931/216-82) di Nicola gajineja e
Perri Ant.a ciucia.
-Calabria Anna(8.12.1931/217-84) di Antonio piscilongo e
Ielasi Teresa.
-Barbaro Caterina(5.12.1931/219-87) di Pasq. pilleri e
Stalteri Pasqualina.
-Calabria Maria(3.1.1932/223-1) di Francesco tizzuni e
Ciampa Francesca.
-Barbaro Giuseppa(17.2.1932/231-18) di Pasquale zumpano e
Grillo Maria.
-Sergi Maria Immacolata(1.2.1932/232-19) di Michele 'mbilli
e Morabito Elis.
-Pangallo Rosa(21.2.1932/233-22) di Pasquale batazzino e
Sergi Elisabetta.
-Perre Giuseppe(6.3.1932/235-26) di Francesco cicerca e
Musolino Mariant.
-Cutrì Maria(20.3.1932/237-29) di Antonio biscotto e Sergi
Caterina di Mich.
-Catanzariti Maria(3.4.1932/237-30) di Rocco giarruni e
Catanz.Francesca.
-Ielasi Domenico(18.4.1932/240-35) di Antonio piccirillo e
Cutrì Caterina.
-Carbone Antonio(23.4.1932/241-38) di Francesco i cinna e
Zappia Maria.
-Carbone Michele Antonio (24.4.1932/242-39) di Rocco richela
e Papalia Rosa di Domenico carciutu.
-Barbaro Maria(24.4.1932/242-40) di Graziano micciunarda e
Mantegna Maria.
-Barbaro Pasquale(1.5.1932/243-41) di Rocco midoci e Sergi
Giuseppa.
-Romeo Maria Iolanda(1.5.1932/243-42) di Franc. colaciuni e
Romeo Caterina.
-Gattuso Anna Mar.(1.5.1932/244-43) di Carmelo e Catanz. Francesca
limina.
-Trimboli Francesco(11.5.1932/245-46) di Dom. vajaneja e
Ielasi Domenica.
-Carbone Giuseppa Elisabetta(14.5.1932/246-47) di Giuseppe
rranco e Portolesi Anna lucìu.
-Sergi Francesco(15.5.1932/246-48) di Salvatore filomenaru e
Sergi Maria di Francesco filomenaru.
-Romeo Domenica(21.5.1932/247-49) di Pasquale ndondolu e
Portolesi Anna strascinatu.
-Bartoni Pasquale(21.5.1932/247-50) di Antonio brigante e
Pangallo Filomena
-Sergi Pasquale(21.5.1932/248-51) di Michele e Bartoni Agata
brigante.
-Pangallo Antonio(22.5.1932/248-52) di Domenico facciuja e
Trimboli Assunta furnaru.
-Catanzariti Rocco(22.5.1932/249-53) di Domenico giarruni e
Perre Anna.
-Barbaro Elisabetta(25.5.1932/249-54) di Rocco nigreju e
Marando Maria.
-Sergi Antonio(25.5.1932/250-55) di Natale filomenaru e
Sergi Angela mbilli.
-Iermanò Maria(2.6.1932/251-58) di Antonio piterina e
Taliano Antonia.
-Zappia Rocco(9.6.1932/252-59) di Antonio batitonno e
Portolesi Fr.sca lucìu
-Trimboli Maria (12.6.1932/253-61 ) di Francesco stuppeju e
Barbaro Caterina di Francesco babbeu.
-Marando Rocco(12.6.1932/253-62) di Vincenzo pajuni e
Pangallo Elisabetta di Giuseppe zoru.
-Barbaro Maria Antonia(19.6.1932/254-64) di Michele
pipinnici e Marando Graziadi Rocco pajuni.
-Romeo caterina(22.6.1932/255-65) di Pasquale mburcanu e
Romeo Maria.
-Marando Francesca(22.6.1932/255-66) di Antonino e Romeo
Anna lunara.
mercoledì 11 ottobre 2017
Rose in Autunno (reg. Rudolf Jugert - 1955)
Lo zio Ernesto il giovane compose, con la sua ineguagliabile scrittura, e colorò, queste rose di suffragio.
lunedì 9 ottobre 2017
Storie di vita e malavita (reg. Carlo Lizzani - 1975)
IL
SIG. ANCHILOSI
Versi inediti
del
Prof. avv. ROSARIO FERA
A cura dell’amico d’infanzia
CICCIO PORTOLESI
Poi ch’ebbe il conte ignavo depredato (1)
lasciò gli umili arnesi del tintore
e assunse il portamento da signore
e mise scarpe di vitel cromato.
Non smise di rubar lo scellerato
(per lui il rubare è un titolo d’onore)
e truffando menò senza rossore
la vita prava da onest’uomo truccato.
Ora agonizza e sconta ché la mano
di Dio lo stringe tra le ferree spire
d’un mal per cui tutto rimedio è vano.
Com’è triste per lui dover morire (2)
inoltrarsi nel buio piano
verso di vampe eterne un avvenire.
Nel manoscritto l’autore à le seguenti varianti:
(1) “ ………………… il conte Oliva
(2) “ Nemmen potrà impedirgli di morire
Del genero l’ingegno sovrumano “.
Nota
Fra le mie carte ho trovato casualmente questi versi inediti del Prof.
Avv. Rosario Fera. Li pubblico volentieri al sol fine di far comprendere agli
ignari la forza del suo ingegno multiforme e poliedrico.
Altro che le mie reminiscenze poetiche!
Questa è … autentica poesia.
Non capisco a chi il prof. Fera alluda con “ Il signor Anchilosi “ e pertanto gli sarei grato se volesse
indicarmelo a generale edificazione, per cui colpisce la sua vittima mentre
agonizza sul letto di morte.
Maramaldo non è solo nella storia!!
Platì 20 agosto 1924
FRANCESCO PORTOLESI
Nota - Quando vide la luce questo testo (non riconosciuto dall’autore) era in
corso una ostinata lotta tra Francesco Portolesi (allora segretario comunale) e
l’avv. Rosario Fera (allora sindaco di Platì) che presto rivivrà su queste
pagine.
domenica 8 ottobre 2017
La corriera dell'ovest (reg. Sam Newfield - 1943)
LA NUOVA CORRIERA
Dopo la prima guerra mondiale, i Braidesi si erano messo in testa di
sostituire con un autobus la diligenza che collegava l’abitato con lo scalo di Vigliatore.
E venne il giorno che la vecchia carrozza dei Davico, trainata da tre cavalli,
dovette andare in ritiro.
La nuova corriera, un camion residuato di guerra adattato a trasporto
passeggeri, faceva due corse al giorno. La prima corsa alle cinque del mattino.
La seconda all’una del pomeriggio. D’estate all’ora della partenza mattutina
era già giorno fatto o quasi, e c’era un’aria fresca e pulita che rincuorava;
ma d’inverno era ancora notte fonda, buio e freddo pungente. I viaggiatori
comparivano alla spicciolata, con forte anticipo, per tema di perdere la corsa,
e in attesa che il vetturone uscisse dal garage sostavano sul marciapiedi del
Monte agrario, davanti a mucchi di bagagli: valige scalcinate, sacchi, ceste,
damigiane impagliate, panieri di frutta, cacciagione, e quando una vecchia
sedia a dondolo, quando una macchina da cucire, quando un sofferente tutto
fasciato diretto all’ospedale. ( … ) Il giorno che partirono i nostri zii per l’America
s’era radunata una vera folla di gente. Zia Concetta e zia Vincenzina avevano
preso posto vicino a un finestrino accanto ai loro mariti. C’era un’animazione e
mestizia, allegria misto al pianto. Nonno Nino parlava alle figlie, raccomandando
loro mille cose, e continuò ad anelare nel gesto dell’addio quando la corriera
era già scomparsa in un nugolo di polvere verso la curva della Pila.
Appena la gente diventava adulta, Braida doveva sembrare un luogo
troppo angusto, troppo chiuso, senza possibilità di avvenire. Perciò molti
cercavano di andarsene, chi per una via chi per un’altra. Per provare poi il
senso della lontananza e il desiderio del ritorno.
Perché, da lontano, i luoghi dell’infanzia
si ricordano e si amano con uno struggimento continuo dell’anima. Specialmente
quando il ritorno non è consentito.
Nicola Terranova, I cari luoghi del delitto, Pan Milano
1971 pag. 42
Nota - Questo testo non lo trovate nello scaffale di
Google. Lo estorto ieri a Montalbano Elicona nella via che porta il nome
dello scrittore citato. In quel paese ci tengono a mettere in luce i loro
concittadini più illustri. Quello che all’istante mi ha più colpito
è lo scrivere elegiaco mai nostalgico, il raccontare le opere e i giorni di un
paese, cosa che goffamente cerco di fare con queste pubblicazioni. Ora per
continuare una disputa ribadisco che non è la sola pubblicazione di una foto,
con allegati commenti, più o meno d’epoca, a far parlare una comunità, è anche
la riproposizione in chiave personale di avvenimenti o personaggi, partendo da
coloro che in questo mondo ci hanno messo, anche con l’idea di rivedere la Storia,
che non è mai come la racconta uno solo.
sabato 7 ottobre 2017
Ricorda il mio nome - massaru Peppi
-Sergi Antonio(23.6.1932/256-67) di Giuseppe tinturi e
Mittiga Elisabetta giallongu.
-Spagnolo Antonio(9.7.1932/257-69) di Francesco e Zappia
Elisab. cagnolaru
-Ciampa Francesca(10.7.1932/257/70) di Giosof. vicenzuni e
Scarfò Anna.
-Calabria Maria(10.7.1932/258-71) di Saverio jhumentaru e
Demarco Teresa jancu.
-Agresta Maria(16.7.1932/258-72) di Saverio cicoreja e
Giorgi Elisabetta.
-Catanzariti Giuseppa(20.7.1932/259-73) di N. e Catanz. Anna
grugnafocu
-Barbaro Michele(23.7.1932/259-74) di Pasquale zumpanu e
Romeo Caterina di Michele ndondulu
-Sergi Domenico(24.7.1932/260-75) di Saverio careja e Romeo
Anna.
-Catanzariti Domenico Ant.(7.8.1932/260-76)di Giuseppe
lìmina e Oliva Domenica.
Grillo Caterina M.Ass.(15.8.1932/261-77) di Domenico ingrisi
e Sergi Maria di Antonio perciasipali.
-Sposato Maria Santa(27.8.1932/261-78) di Antonio zingareju
e Giordano Caterina di Giuseppe culochiatto.
-Portolesi Filomena(20.8.1932/262-79) di Francesco e Romeo
Annunziata di Michele ndondulu.
-Sergi Mariantonia(25.8.1932/263-82) di Domenico filomenaru
e Sergi Maria di Michele petru
-Marando Antonio(28.8.1932/264-83) di Damiano pajuni e
Barbaro Francesca.
-Barbaro Paolo(28.8.1932/265-85) di Saverio babbeo e
Trimboli Anna.
-Schimizzi Maria(1.9.1932/265-86) di Antonio tusina e
Carbone Domenica.
-Parisi Antonio(1.9.1932/266-87) di Domenico e Schimizzi
Maria di Francesco tusina.
-Trimboli Rosario(7.9.1932/267-90) di Antonio piseja e Perre
Caterina di Giuseppe santallino.
-Catanzariti Domenico(18.9.1932/268-92) di Saverio e Peri
Anna di Antonio ciuciu.
-Marando Rocco(22.9.1932/269-93) di Natale pistola e Carbone
Caterina.
-Perre Antonio(25.9.1932/270-95) di Domenico santallino e Stalteri
Maria.
-Riganò Francesca/29.9.1932/271-97) di Rosario e Catanzariti
Maria gajuzzu.
-Trimboli Michelina(5.10.1932/273-101) di Dom. campisotu e
Catanz.Grazia.
-Marando Domenico Paolo(13.10.1932/275-106) di Rosario
testelignu e Sergi Caterina di Saverio presi.
-Amato Maria Rosa Francesca(15.10.1932/276-107) di Alfredo e
Marando Anna di Giuseppe ciciola.
-Sergi Giuseppe(15.10.1932/276-108) di Francesco birrozzu e
Mezzatesta Teresa di Giuseppe.
-Miceli Rocco(22.10.1932/278-111) di Antonio pedimazza e
Mittiga Anna di Rocco zuju.
-Catanzariti Giuseppe(23.10.1932/278-112) di Paolo
gnurasanta e Portolesi Maria.
-Catanzariti Maria(26.10.1932/280-115) di Domenico giarruni
e Papalia Orsola.
-Spagnolo Anna(13.11.1932/281-118) di Francesco servaggiu e
Marando Caterina di Pasquale pistola.
-Violi Rocco(13.11.1932/282-119) di Antonio rigineju e
Ielasi Francesca.
-Marando Domenica(19.11.1932/282-120) di Giuseppe pistola e
Catanzariti Rosa.
Nota -Tra già editi e new entries siamo ancora nel XVI° volume dei battezzati
venerdì 6 ottobre 2017
Il Colosso di Rodi - LA SOLITUDINE DI MIMMO ADDABBO
FAIRFIELD 13 – 11 – 81
Carissimo Don Arnestino Ricordandomi sempre della nostra venerata S.
Lucia io voglio che se è possibile il 13 Dicembre gli dite una messa con
panegirico in mia devozione e una messa letta per la mia defunta moglie Anna
Callipare che io ricordo sempre saluto
tanto vostro Fratello e famiglia in questa lettera troverete un ceco di $ 35
spero che Bastino altrimenti mi scrivete che vi mando la differenza.
Ricordandomi sempre di voi vi saluto assieme tutta la vostra famiglia. Francesco
Callipare Forgiaro.
Con questa occasione voglio anchio che scrivo salutarvi di vero cuore
per dirvi che mai un solo istante mi sono dimenticato di voi, e ora più che mai
in questa terra mi Ricordo dei miei più sinceri amici e del Rispetto Reciproco
che noi avevamo. Si sono io Mimmo Addabbo che non Riesco a Rassegnarmi di
questa solitudine che noi abbiamo ma mi resta sempre la speranza di Ritornare.
Termino salutandovi assieme la signorina vostra sorella, saluto a Micuzzo e
famiglia vostro indimenticabile Mimmo e Teresina Addabbo
giovedì 5 ottobre 2017
La Carne e l'Anima (reg. Wladimir D. Strichewsky - 1943)
Ieri mattina i
carabinieri hanno vietato la vendita della carne di capra
I riti di Polsi
bloccati dai Nas
A poco sono valsi i
tentativi di della Chiesa
POLSI(San Luca) – “...Tra
la calca alcuni armenti sono portati in voto entro la chiesa e gli animali quasi
fossero compresi della grandezza nella quale si trovano piegano le ginocchia
sui gradini dell’altare. I buoi piegano il collo legato da un nastro, e il
timido pastore li guarda ripone il berretto nella tasca e prega anche lui per le
cose più care, per i suoi armenti, e quell'umile vestito di orbace nella
prostrazione si confonde col vello delle agnelle... Per quella turba magna non basta
il convento né le case della comunità, né le capanne e si sceglie ognuno il suo
posto sotto i boschi. Tien bottega ognuno all'aperto, le bestie macellate sono
appese agli alberi”. E' Corrado Alvaro, che scrive da studente ginnasiale,
nei primi decenni del secolo, in uno dei suoi viaggi a Polsi nel Santuario
della Madonna della Montagna. Ed io conosco queste cose sin dall’età della
ragione quando trascorrevo con mio padre, maresciallo dei carabinieri, le
estate infuocate in un paesaggio da orrido, vivificato dalla Madonna dal volto
popolano che viene considerata come ‘espressione della pietà popolare più genuina
in quanto scaturisce dalla devozione di un popolo, di un'etnìa e della sua
cultura. Il preambolo era d’obbligo. Dopo
tre millenni la sacralità di Polsi con i suoi riti, miti, è stata interrotta
dai carabinieri, di cui esiste a Polsi soltanto un rudere della vecchia caserma
con scritta; “Carabinieri reali". Ieri mattina in modo massiccio sono
intervenuti i Nas (Nuclei anti sofisticazioni) per bloccare tutte le attività
relative al commercio della carne di capra. Un intervento estemporaneo che se
applicato in altri contesti avrebbe portato a consensi, si è rivelato, invece,
tra le migliaia di pellegrini come un atto di sottocultura. nei confronti delle
tradizioni di Polsi, oggetto continuo di studiosi a livello mondiale nel campo
etnico, sociologico e culture. Don Pino Strangio, Rettore del Santuario con
incisività dice: “I fatti dimostrano che tutte le soluzioni cercate insieme,
collaborando e convincendo con la pazienza le persone interessate, hanno sempre
trovato un esito del tutto favorevole. Se si fossero messi in chiaro i dati del
problema si sarebbero tempestivamente elaborate soluzioni congrue, coinvolgendo
tutte le componenti della società civile”. Non sono valse neppure le sagge
parole del vescovo Monsignor Giancarlo Bregantini, né del capitano dei
carabinieri, né del comandante la stazione di San Luca. Irremovibili in un'azione
che cancella tradizioni e riti. Questa volta dagli agiografi anticoppole non si
può leggere che “una mangiata di capra a Polsi è sempre un summit”. `
Antonio Delfino
Gazzetta del Sud, 3 settembre, 2002
Nota - Ancora Toto Delfino critico nei confronti della benemerita. C'è di più, ed è don Pino, oggi declassato e sostituito con prestanomi, ma allora distributore di medaglie e gadget a personaggi in tour on Polsi come dimostra la foto che lo vede appuntare al cuore della regina Paola Ruffo di Calabria, allora sovrana del Belgio, la croce di Polsi, made Gerardo Sacco. Infine, il citato Corrado Alvaro era tra gli sceneggiatori del titolo odierno.
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