Confraternita del
SS. Rosario
(Reggio Cal.)
PLATÌ
Platì
14 - 3 - 934 XII
Eccellenza
Reverendissima
Ho creduto
doveroso fare i quesiti di cui l’alligato per la ragione che è mio intendimento
trovarmi sulla maestra e mai sulla traversa.
Il primo quesito
perché il Rev.mo Arciprete ebbe qualche volta a dire che nell’Oratorio non si
possono celebrare messe Cantate né funerali, bene s‘intende non praesente
corpore.
Il secondo perché
essendosi celebrate delle messe cantate e dei funerali il Clero intende avere
la porzione e a me sembra né giusto né onesto.
Il terzo sebbene
sia chiaro da per se stesso perché improntato al principio dettato dal
Redentore e da San Paolo predicato «quoniam si quis non
vult operari nec manducet*» frustrerebbe quei principi morali e legali sui
quali si basa la Religione di Cristo.
E poi non sarebbe giusto che il sacrista
e l’organista della Matrice ricevessero due prebende e quelli dell’Oratorio
stessero a guardare il sole. La logica, perdoni Eccellenza, mi pare conduca
alla risoluzione che ognuno che lavori abbia quel tantum di compenso che possa
spettare.
In quanto poi all’art. 16 dello Statuto
mi pare che non avrei dovuto fare il quesito, ma per quel principio «melius est
abundare …» ho creduto e credo doveroso di sottoporre ogni cosa a V. E. che
vagliata la cosa possa decidere in merito evitando così continue noie.
Ove occorresse posso mandare altra copia
dello statuto che Governa la Confraternita e che a suo tempo fu debitamente approvato.
Perdoni Eccellenza i fastidi, e La prego
di volermi essere preciso onde evitare dissensi.
Le bacio il S. Anello e chiedendo la
Benedizione per me e per i congregati tutti
De’ V. E
umilissimo Priore
D.co Marando
*Chi non vuol lavorare non mangi. Seconda Lettera ai Tessalonicesi 3, 10
Il documento riprodotto e trascritto proviene dall'archivo dello zio Ernesto il vecchio.


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