Il testimone necessario
Archivi e biblioteche sono luoghi sacrali, che
aiutano a far crescere le persone e a migliorarle quando la complessità della vita
si accorda con la vocazione. I libri addensano
l’anima e qualche volta cambiano la vita. Diventano uno spazio di agio ramificato
all’interno, dove provare a vivere meglio, combinando vissuti e desideri,
richiamando quello che non conosciamo abbastanza per poterne parlare, presenze
di oggetti antichi che si sovrappongono al presente e che riflettono l’opaco di
questi tempi senza domande. Intorno malleabili
adattati e accomodati al disagio camminano nel mezzo del vivere da cui a volte
si riesce a non venire sopraffatti, di cui non sempre si rintraccia un senso, soprattutto
se si guarda da orizzonti ampi e solitari, unico luogo dove si può provare a
sublimare la depressività, dove dimenticare la norma dei rapporti sociali e
dove si può provare a sentirsi, se possibile dimenticarsi.
Fluttuazioni dell’onnipotenza e del rifiuto, del
possibile e del negare avvertendo che, seppur pericoloso scrivere è necessario,
e con il lavoro solitario percepire che i fantasmi non sono più estranei. Ho
sempre avuto l’impressione che Luigi lavori sull’orlo di una mancanza; da solo,
proiettato verso un indefinito che si intreccia con un’origine, consapevole della
possibilità di non trovarla, ma che senza questa inquietudine non si può che
svuotarsi. Cosi continua sfiorando l’incolmabile sull’abrasiva questione del
significato. Il resto è conseguenza mettendo in conto che desiderare include la
consapevolezza di non trovare, la certezza di non concludere.
I suoi libri rispondono a questo, sono traccia e
segno del suo personale tentativo di essere, e nel colmare che la vita vera
esige che possa scrivere tutti quelli che gli sono necessari.
Peppe Terranova, agosto 2025
IPSE IGNORO I CATASTI ONCIARI DELLA MOTTA PLATI' VOL. 2 °, di nicolò ed. 2026


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