"Sono come un ontano del fiume, le mie radici sono fisse e profonde" Mikio Naruse, 1958
venerdì 2 ottobre 2020
Appassionatamente [di Giacomo Gentilomo - 1954]
Sono
qui riunita, nel rinnovare un dolore infinito. Io figlia adulta, ma
così bambina, che nello smarrimento del vuoto chiamo MAMMA. Cosa
dire di questa grande donna che è stata due volte madre per me figlia, e
madre per i miei figli. Che nelle vicissitudini della vita hai saputo accudire con
amore, una donna che anche nell’ultima sofferenza mi dava coraggio. Sei
stata strappata alla vita tu che alla vita eri legata con i pugni e con i
denti. Tu
che eri la persona più coraggiosa, solare, generosa, umile e pura che abbia
mai conosciuto … ora tutto è diventato un silenzio che mi lacera il
cuore e l’anima … mi hai lasciato preziosi ricordi e altrettanto preziosi
insegnamenti. Cara
mamma riunita in questo momento ti chiedo un linguaggio nuovo, quello
silente che parla al cuore. Ora più che mai ho bisogno di te, e
che dall’alto del cielo mi proteggi ancor di più. Mamma
mi hai insegnato l’amore più puro, un more che va oltre
la vita. Ogni notte mi addormento sperando di svegliarmi il
giorno dopo e vederti di nuovo lì con me … ma ogni volta il risveglio è sempre più
amaro e sempre più doloroso … in questo momento le lacrime scendono sul
mio viso ti dico ti amo e ti amerò per tutta la vita … … GRAZIE
MAMMA Tua Figlia Rosa
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